Presentazione


La Scuola di Dottorato

Nell’ambito della riforma degli ordinamenti didattici un posto di particolare rilievo spetta alla formazione di III Livello. In esso il Dottorato di Ricerca gioca un ruolo di fondamentale importanza per il completamento della formazione universitaria successiva alla Laurea Specialistica.

Il dottorato di ricerca è un percorso della durata triennale che mira da un lato a fornire i dottorandi di una cultura scientifica e tecnica avanzata, più specializzata e finalizzata di quella della laurea specialistica, dall’altro a dotarli degli strumenti metodologici necessari per diventare ricercatori, vale a dire per metterli in grado di affrontare in modo autonomo i problemi della ricerca scientifica nel settore di competenza prescelto.

Il Politecnico di Torino ha istituito sin dal 1999 una struttura specifica destinata a gestire tutti i dottorati di ricerca offerti dall’Ateneo: la Scuola di Dottorato. I dottorati – i cui contenuti culturali e percorsi formativi sono descritti alla pagina Dottorati – sono raggruppati in quattro grandi Aree.

La Scuola è preposta al compito di armonizzare i vari dottorati, pur preservandone le indispensabili diversità, coordinarne le attività formative e culturali, controllare la qualità dei dottorati, promuovere e gestire quelle scelte strategiche e di politica scientifica dell’Ateneo che coinvolgono i dottorati. I dottorandi giocano infatti un ruolo molto rilevante nella ricerca al Politecnico, dove assommano – per l’insieme dei tre cicli attivi (XXI, XXII, XXIII) a circa 665 (contro 900 fra professori e ricercatori).

La Scuola ha altresì il compito di distribuire le borse di studio, di cui beneficiano circa tre dottorandi su quattro; borse che provengono per circa il 60% dall’Ateneo, attraverso fondi propri o ministeriali e per la parte rimanente da Enti Esterni, pubblici e privati.

Posti e borse di studio bandite negli ultimi tre cicli

Sul piano dell’offerta formativa, la Scuola offre un catalogo con circa 200 corsi specifici di III Livello, tenuti da docenti dell’Ateneo, istituendo altresì una banca dati accessibile in rete che consente ai dottorandi una ampia scelta nella predisposizione del loro curriculum. Ogni anno inoltre vengono organizzati – con un ampio ventaglio di scelte culturali – numerosi corsi detti "di eccellenza" tenuti da docenti, per lo più stranieri, di grande fama internazionale.

Per quanto riguarda la ricerca, che costituisce almeno i due terzi dell’impegno dei dottorandi nel corso del triennio, ogni dottorando è seguito da un docente (tutor o advisor), vale a dire collabora, ma apprendendone metodologie e tecniche di lavoro, direttamente ed a stretto contatto con una persona di alto livello scientifico che fa parte della facoltà. Questo gli permette di assorbire le maniere con cui si svolge la ricerca nel settore, ma anche di essere esposto alle problematiche più interessanti ed alla comunità scientifica internazionale che in quella ricerca è attiva.

Il rapporto con metodi di indagine e culture diverse è ingrediente essenziale nella formazione di un ricercatore; per questo la Scuola dedica molta attenzione ai rapporti internazionali: sono stati avviati numerosi accordi con prestigiosissime università straniere, che prevedono la co-tutela (vale a dire che il tutor locale venga affiancato da uno della università partner) con estesi periodi di permanenza in tali istituzioni – periodi (fino a 18 mesi nel triennio di dottorato) durante i quali i dottorandi hanno la loro borsa di studio accresciuta del 50% – ed in molti casi anche l’acquisizione del doppio titolo, di Dottore di Ricerca del Politecnico e di PhD dell’università associata. La Scuola eroga anche, in alcuni casi, il titolo di Dottore di Ricerca Europeo, recentemente istituito dalla European University Association.

Mobilità all'estero dei dottorandi

Sul fronte delle relazioni con il sistema socio-economico la Scuola non ha esitato a confrontarsi direttamente con le imprese. Negli ultimi anni il coinvolgimento attivo delle industrie tecnologicamente più avanzate ha portato ad un forte incremento dei contributi, in termini di borse di studio mirate. Ciò ha portato allo sviluppo di attività congiunte di formazione e ricerca attraverso un intenso interscambio di conoscenze e l’utilizzazione integrata delle competenze.

Borse di dottorato finanziate da enti esterni


Tipologia degli enti esterni finanziatori

Quanto alle prospettive di lavoro, sono tre le strade che si prospettano ad un dottore di ricerca:

  • accademica: il dottorato è qui il canale attraverso il quale si reclutano e allevano le giovani leve della futura Università
  • ricercatore attivo in strutture di ricerca industriale: in questo caso il dottorato è destinata ad essere lo strumento per trasferire in tale sistema una vera cultura della innovazione e della ricerca, attraverso le competenze e l'originalità creativa specifiche dei dottori.
  • management di industrie ad alta tecnologia: il patrimonio principale del dottore di ricerca sono in questo contesto la sensibilità al ruolo della ricerca e la capacità di gestire l'innovazione, metabolizzate nel corso del processo di crescita.

Dottorandi che hanno conseguito il titolo di Dottore di Ricerca

Obiettivo primario della Scuola di Dottorato è di gestire coerentemente il sistema complesso della nuova struttura del percorso formativo dell'Università e di giocare nel processo relativo il difficile compito di cerniera fra l'Ateneo e quelle componenti della società, il mondo delle imprese e della produzione, gli enti pubblici e privati, le forze della cultura e del lavoro, che sono più interessate al ruolo cruciale della formazione avanzata e della ricerca.

Nel quadro della riforma universitaria ormai in fase avanzata di attivazione, il Dottorato di Ricerca acquisisce un ruolo diverso da quello tradizionale, che richiede ai Collegi dei Docenti di ergersi da un lato a conservatori dei valori più alti di qualità e di eccellenza della ricerca scientifica e del sapere che ne deriva, dall'altro di costruire progetti culturali innovativi, adeguati sia ai nuovi percorsi formativi sia alle esigenze del mondo accademico e socio-economico, qualificando il Dottorato come l'importante passo conclusivo dell'intero processo educativo universitario.

Il Dottorato si configura di fatto come il momento più alto e qualificante nel percorso che lo studente compie entro l'Università, il momento nel quale quest'ultima esplica appieno entrambi i suoi ruoli primari di luogo di produzione autonoma di cultura e di erogatore di saperi precostituiti, in un processo che vede lo studente stesso come attore accanto ai docenti, integrati e accomunati nel momento dell'apprendimento, della concezione di nuovo pensiero e nuove idee, della realizzazione di nuove scoperte. Tale processo da un lato prepara le nuove componenti del corpo (o meglio cervello e sistema nervoso) dell'Ateneo di domani, formando la generazione futura di scienziati e ricercatori, destinata a costituire il ponte fra passato e futuro, ma anche di docenti - perché soltanto avendo in vista gli stimoli e i problemi della ricerca l'insegnamento può raggiungere gli alti livelli di qualità indispensabili ad una università che sia elemento portante e attivo nella società. Dall'altro lato è proprio questo processo che, predisponendo i saperi futuri, deve dare risposta adeguata alle sollecitazioni e ai bisogni di un mondo in rapida, tumultuosa, spesso drammatica evoluzione.

Nella attuale congiuntura il Paese sta fortemente soffrendo delle nuove modalità di divisione internazionale del lavoro indotta dalla complessa mistura di problemi derivanti dalla accelerazione senza precedenti del progresso delle tecnologie e dei loro processi di immissione nel sistema produttivo, che il mutamento che ne consegue del sistema delle conoscenze, delle culture di progetto e di produzione necessarie a mantenere il passo imposto dalla globalizzazione di mercati e politiche industriali nonché della diversificazione dei ruoli richiesta dai nuovi bisogni della società e dell'ambiente, accentuano drammaticamente. Una scuola come il Politecnico di Torino non deve, non può e non vuole abdicare alla funzione di proporsi fra le forze guida della transizione a questi nuovi scenari.

I dottorandi attivi al Politecnico (nei cicli XXI, XXII e XIII) sono oggi circa 660, pari a quasi il 2.5 % della intera popolazione studentesca del Politecnico. Questo dato è fra i più alti nel Paese, tuttavia è molto inferiore al 5÷8% caratteristico delle Università migliori del mondo occidentale.

Sul piano culturale, la Scuola promuove scelte di innovazione, che privilegino una forte preparazione di base, una ampia cultura generale (naturalmente soprattutto tecnica, ma con una autentica attenzione anche alle scienze umane), una elevata sensibilizzazione alla interdisciplinarietà ma altresì ogni possibile apertura a quei settori, anche non convenzionali, nei quali le risorse scientifiche umane e strumentali disponibili nell'Ateneo siano garanzia di presenza forte e di acquisizioni importanti. Tutto questo mira a far sì che la Scuola diventi la casa comune di tutti i dottorandi, il luogo nel quale essi identifichino lo spazio della loro crescita attraverso i corsi e la ricerca, trovandovi un milieu culturale che per il tramite anche della partecipazione attiva dei docenti e degli enti esterni li qualifichi come la classe dirigente e la comunità scientifica del nuovo secolo.

La Scuola ha avviato e vuole sempre più promuovere la partecipazione attiva delle industrie tecnologicamente più avanzate e dei settori più sensibili della pubblica amministrazione nella costruzione di curricula specifici, nella richiesta di competenze e nella proposizione di problematiche di ricerca. Ciò anche mediante lo sviluppo di attività congiunte di formazione e ricerca e attraverso un intenso interscambio di conoscenze e l'utilizzazione integrata delle competenze. Sono stati attivati canali diretti con il mondo produttivo per una migliore informazione sui dottorati e sui dottori di ricerca, mirata a ottenere da un lato una più ampia domanda, da parte delle imprese, degli enti pubblici e del mondo non accademico in genere, dei dottori di ricerca forniti dalla Scuola, dall'altra a innescare nuovi processi di individuazione di validi progetti di ricerca comuni e di compartecipazione dell'industria alle attività accademiche.

ultimo aggiornamento:
Friday, 06-Feb-2009 16:21:29 CET