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Corso di laurea in
INGEGNERIA AEROSPAZIALE
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Collegio
Accreditato EUR.ACE
Iscrizione
Studenti
italiani
Studenti
stranieri
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Spirito di avventura, esplorazione e scoperta unito ai risultati dell'ingegneria classica nella sua accezione più elevata: la creazione di macchine straordinarie e il controllo di sistemi di incredibile complessità. Sono questi gli ingredienti che conferiscono un fascino tutto particolare agli studi in Ingegneria Aerospaziale. Certo non tutti gli ingegneri aerospaziali arrivano a progettare un velivolo innovativo o a partecipare all'impresa entusiasmante della discesa di una sonda interplanetaria su un pianeta lontano. Ma è indubbio che questa laurea apre la strada verso ambienti ingegneristici "di frontiera", dove si pongono le basi più avanzate delle nuove tecnologie. Per fare solo qualche esempio, nell'ambito dell'ingegneria aeronautica e spaziale si applicano e perfezionano le filosofie della progettazione multidisciplinare, ci si confronta con i temi della sicurezza e dell'affidabilità, si studia e si sperimenta la gestione dei sistemi più complessi.Il Politecnico di Torino, in particolare, ti propone una formazione fortemente ispirata a modelli internazionali, per prepararti ad affrontare la realtà europea e mondiale, dove moltissimi ingegneri aerospaziali laureati a Torino hanno trovato il loro impiego.

L'aerospazio: un settore high-tech
Dall'inizio del ventesimo secolo ad oggi il settore aerospaziale ha sempre richiesto una forza lavoro di elevata qualificazione e fortemente incline all'innovazione. Ciò è vero oggi più che mai: le sfide poste dalla competizione sul mercato globale e la crescente complessità richiesta a sistemi e strutture al fine di soddisfare le esigenze della clientela internazionale (le grandi compagnie di trasporto aereo, le agenzie spaziali …) impongono livelli di integrazione di sistema sempre più alti. Implicazioni ambientali, nonché quelle legate agli emergenti concetti dello sviluppo sostenibile, rafforzano ulteriormente questo processo.

Nei decenni trascorsi l'aerospazio si è caratterizzato come il settore industriale dei paesi sviluppati caratterizzato dalla maggiore intensità di ricerca. In certe imprese il livello degli investimenti a ciò finalizzati arriva al 30% dei ricavi globali, una percentuale assai più alta che in altri settori high-tech. Per l'industria aerospaziale europea da ciò discende la necessità di reperire continuamente giovani ingegneri motivati e dotati di talento, da arruolare non solo su scala nazionale, bensì europea e mondiale, e spesso contesi tra le varie compagnie dopo pochissimi anni di esperienza lavorativa. Tale competizione per i migliori ingegneri si estende anche a settori industriali contigui, come quelli automobilistico, meccanico, energetico e perfino elettronico - informatico. Molti studenti che scelgono gli studi aerospaziali, infatti, trovano poi impiego in questi altri settori grazie alle particolari conoscenze scientifiche ed capacità tecniche acquisite che, per quanto finalizzate all'aerospazio, sono sempre più ricercate anche al di fuori di esso.

La richiesta di ingegneri aerospaziali in Europa
Nell’ultimo decennio l'industria aerospaziale europea ha occupato mediamente oltre 350.000 impiegati, con un buon 10% occupato in Italia. Se da un lato questi numeri evidenziano un’apprezzabile posizione europea  per l'Italia, essi indicano anche che lo scenario di riferimento per un futuro impiego non può essere soltanto quello nazionale. Ciò anche perché le imprese a cui tali livelli di occupazione si riferiscono sono nella maggior parte dei casi le stesse nei diversi paesi o in quanto effettivamente trans-nazionali (come EADS ed Airbus), o in quanto joint-ventures (come Thales Alenia Space e Alcatel, Agusta e Westland, KLM e Air France...) o, infine, grazie a collaborazioni su specifici progetti (Alenia Aermacchi - Boeing e molti altri).

Il consolidamento dell'industria aerospaziale e il relativo incremento di produttività per impiegato hanno prodotto un aumento del turnover che, per quanto riguarda la sola ricerca e sviluppo (R&D), ha raggiunto negli anni scorsi un valore medio del 14,5%. Si tratta di una percentuale alta, che dimostra l'eccellenza del settore nel campo delle tecnologie avanzate. In pratica, col 19% di tutti gli impiegati che lavorano in R&D ed il 29% in possesso di un diploma universitario od equivalente, il mondo aerospaziale è senz'altro in prima linea nell'impiego dei giovani laureati.

A ciò occorre aggiungere che, accanto ai cosiddetti key players (le grandi imprese, agenzie e compagnie di trasporto) il settore aerospaziale comprende un imponente indotto composto da fornitori, consulenti..., per cui i numeri di addetti sopra citati possono agevolmente raddoppiarsi. Né vanno trascurati i centri di ricerca europei sia nazionali che internazionali e, più in generale, l'intera comunità scientifica che, interagendo frequentemente con il modo aerospaziale, dipendono pure essi dalla disponibilità di personale altamente qualificato in questo settore.

In conclusione, immaginando un periodo medio di attività di 30 anni per ogni impiegato, un semplice calcolo conduce ad un'esigenza di sostituzione annuale pari ad oltre 2600 esperti in R&S nelle sole imprese aerospaziali più importanti, la maggior parte dei quali ingegneri. È vero che non tutti costoro sono ingegneri aerospaziali (il settore necessita anche di altre specializzazioni), ma ciò è più che compensato dalla richiesta di questi negli altri settori. Sull'entità di tale richiesta basta considerare che importanti istituzioni universitarie europee, con formazioni specificatamente indirizzate all'industria aerospaziale e collocate in regioni assolutamente strategiche per quest'ultima (e quindi particolarmente agevolate nel piazzare i loro laureati entro di essa), vedono regolarmente attrarre oltre la metà dei loro ingegneri da settori esterni a quello di riferimento.