Mobilità verso l'estero
Testimonianze
"L’Europa è una comunità che può consolidarsi solo a patto di non prevaricare le diverse civiltà; quelle che la compongono e quelle che ha di fronte (Lucien Febvre, storico, 1945). La comprensione delle diverse culture è un passaggio fondamentale per promuovere un modello virtuoso di conoscenza; studiare presso università straniere consente di apprezzare le particolarità e le differenze delle diverse culture. Il Politecnico di Torino promuove con particolare attenzione la mobilità per la laurea triennale, specialistica e dottorato di ricerca, attraverso accordi internazionali e progetti speciali. La diversificazione delle proposte di mobilità è molto ampia: la mobilità può essere semestrale o annuale per seguire corsi, per svolgere tesi presso Università e Società, per partecipare a stage aziendali. Tutto questo consente di completare la propria preparazione tecnica in contesti europei o extraeuropei di avanguardia e di essere parte attiva nel processo di integrazione tra le diverse civiltà."
Prof. Alberto GODIO, delegato del Rettore per il Programma Erasmus+ /Programme Countries
Chiunque volesse contribuire con una propria testimonianza descrittiva, fotografica o in video, può inviarla a mobilita.studenti@polito.it, inserendo come oggetto del messaggio "TESTIMONIANZA SITO".
Testimonianze di studenti

Luca M. e Maurizio V. - Tongji University, Shanghai (Cina), a.a. 2015/2016
Blog One Year in China: http://www.mauriziovrenna.com/oneyearinchina.com.html
OneYearInChina è il progetto personale di Luca Magnani e Maurizio Vrenna, sviluppato durante i mesi di studio presso la Tongji University di Shanghai.
È una collezione di immagini, scattate giorno per giorno, attraverso le quali i due designer hanno voluto sottolineare gli aspetti positivi e negativi di vivere all’estero, in un contesto totalmente differente da quello italiano. Speriamo che il progetto possa essere di vostro gradimento, oltre che il punto di partenza per riflessioni e fonte d’ispirazione per il vostro futuro soggiorno internazionale.


Valerio V. - Universidad Carlos III de Madrid, Madrid (Spagna), a.a. 2015/2016
"LA CITTÀ: L'università ha la sede di ingegneria a Leganés, vicino Madrid, raggiungibile molto comodamente (e non parliamo di treni o metro italiane, quindi fidatevi, sono sempre veloci, pulite, economiche ed in orario - tipicamente passano ogni 2-5 minuti) con le Cercanías da Madrid, quindi conviene vivere a Madrid (Leganés è una città bruttina), entro 1 km di raggio dalle stazioni di Atocha, Sol, Nuevos Ministerios, Embajadores o Delicias e fare il pendolare ogni giorno. Assolutamente vi consiglio di cercarvi un appartamento grande con tanti studenti internazionali e di non vivere con italiani -tanto ne troverete comunque a bizzeffe di connazionali- per migliorare le lingue e divertirvi un bel po'! Madrid è una città divertentissima, quindi non perdetevi le tapas e la movida, e non sprecate un minuto del vostro Erasmus! Il prezzo di una singola tutto compreso in centro può variare dai 350 ai 550€ ma non perdetevi in chiacchiere perché trovare una stanza è un po' difficile. Assicuratevi di fare l'abbonamento da 20€ al mese per Cercanías e mezzi pubblici prendendo appuntamento online oppure andando al tabaccaio di Calle Fuencarral.
L'UNIVERSITÀ: Alla UC3M i corsi hanno tutti una parte del voto determinato dalla valutazione continua, che può essere del 40% o del 75%. Il resto si decide in un esame finale della durata generalmente di 3 o 4 ore strutturato in modo simile a come facciamo al PoliTo. In compenso, la valutazione continua è impegnativa, sia in qualità che in quantità. Per bilanciare il tutto le classi sono più piccole e i professori disponibili ad incontrarvi per risolvere i vostri dubbi anche due volte a settimana; comunque molti lavori sono di gruppo o di coppia, per cui vi aiuteranno anche gli altri studenti, che di solito sono disponibilissimi. Se fate tutto quello che vi chiedono durante la valutazione continua, diventa difficile essere bocciati; in compenso, è comunque molto difficile prendere voti che in Italia sarebbe "scontati"; alla UC3M un 7.5/10 è un voto alto, e non ho mai conosciuto nessuno che avesse ottenuto un 10/10. I corsi sono tenuti in inglese, sempre, e di 5 corsi che ho seguito, con 8 professori in totale, 3 parlavano un inglese perfetto, 3 un inglese molto buono, e 2 un inglese medio-basso, ma comunque più o meno seguibile. È un'università dove si apprende moltissimo, credo molto più che al PoliTo, soprattutto per quanto riguarda Matlab e altri software, quindi se volete scegliere la Spagna dello stereotipo Erasmus forse non è il massimo. Certo è che a Madrid annoiarsi sarà impossibile! In definitiva è una meta che consiglio pienamente: gli studenti e i professori si sono dimostrati accoglienti, disponibili e di mentalità ospitale e aperta, la città è divertente, e la vostra capacità professionale potrà solo guadagnarci dal loro metodo di insegnamento!"


Arianna S. – Universitat Internacional de Catalunya, Barcellona (Spagna), a.a. 2012/2013
"Vivere un anno fuori di casa durante il periodo universitario è una delle esperienze più belle e stimolanti che si possono fare. Barcellona è una città bellissima che offre moltissime possibilità ai giovani sia di divertimento che culturali. Inoltre imparare lo spagnolo è davvero utile essendo la terza lingua più parlata al mondo! L'Università è piccola e situata alla periferia di Barcellona, lo stile d'insegnamento è diverso e molto più scolastico. A mio parere molto utile quando non si conosce ancora la lingua in modo appropriato."


Arianna S. - India School Of Mines, Dhanbad (India), a.a. 2014/2015
"L'India o la ami o la odi, non è una realtà comoda. Ho trascorso uno dei periodi più affascinanti della mia vita immersa in una realtà completamente sconosciuta e diversa da quella Europea. Ho avuto un'esperienza positiva e stimolante che mi ha permesso di crescere. Non la consiglio a tutti, ma a solo quelli pronti a mettersi in discussione e a vivere qualcosa di unico. Il campus ISM si trova in un'area molto arretrata. La struttura al suo interno è organizzata discretamente e si stanno impegnando per renderla migliore."


Testimonianze di docenti

Prof.ssa Silvia MALCOVATI – Technische Universiteit Eindhoven (Paesi Bassi), luglio 2015 e Technische Universität Dortmund (Germania), marzo 2015
"In un contesto universitario in cui l’internazionalizzazione della didattica e della ricerca rappresenta un valore aggiunto di fondamentale importanza, il programma Erasmus+ per la mobilità docenti rappresenta una grande opportunità. Infatti il programma Erasmus+ offre la possibilità al corpo docente degli istituti di istruzione superiore di sviluppare le proprie competenze in scuole di tutta Europa, attraverso attività didattiche e di formazione. Il programma infatti non è solo un modo straordinario per entrare in contatto con nuove idee e metodi di un sistema di istruzione differente, ma offre anche l’opportunità di costruire un rapporto con quella istituzione. Anche se l’obiettivo principale della visita dovrebbe essere l’insegnamento e non la ricerca, spesso la mobilità per attività didattiche diventa anche il punto di partenza per progetti di ricerca congiunti: infatti le due istituzioni devono aver siglato un accordo bilaterale e concordato il programma di attività da intraprendere, che deve essere integrato nel curriculum dell’istituzione ospitante, creando così la base comune per una discussione più ampia. Oltre a favorire lo sviluppo professionale del singolo docente, la mobilità Erasmus+ contribuisce ad incrementare l’internazionalizzazione e le strategie di modernizzazione della propria università. Anche se l’obiettivo principale della mobilità del personale non è la promozione della carriera individuale del docente, ma di favorire le condizioni di apprendimento degli studenti, tuttavia l’esperienza Erasmus ha, ovviamente, anche un’influenza sulle competenze degli insegnanti e sulla sua loro crescita personale. Gli incarichi di docenza Erasmus spesso non durano che poche settimane, ma hanno effetti molto positivi sui docenti e sugli studenti, come acquisire familiarità con nuove modalità di insegnamento e apprendimento o sperimentare metodi didattici diversi, che sono caratteristici di altre scuole. Anche se alcuni docenti percepiscono questo tipo di mobilità per l’insegnamento come una attività individuale, che significa lavoro in più senza un adeguato compenso, le procedure di partecipazione sono semplici, la documentazione facile da preparare e il rimborso delle spese assicurato. Quindi raccomando vivamente l’esperienza di docenza in mobilità con il programma Erasmus+."


Prof.ssa Carmen VISCONTE - Université de Haute-Alsace (Francia), settembre 2015
"Ho usufruito lo scorso anno di una borsa Erasmus+ per tenere un seminario presso l’Università di Mulhouse, in Francia, nell’ambito del programma Master E-TEAM di primo livello in Textile Engineering. Gli studenti, di nazionalità svedese, tedesca, italiana, indiana e pakistana erano estremamente eterogenei: diversa la laurea di primo livello conseguita (ingegneria chimica, tessile o industriale), diverso il livello di preparazione a parità di tipologia di laurea, diverso, per ragioni culturali più che caratteriali, il livello di interazione col docente. Alcuni di loro, in particolare, erano chiaramente abituati ad una lezione di taglio più applicativo che teorico. In sostanza, una straordinaria “palestra per didattica”. Penso che la capacità di comunicare in modo efficace quel che si conosce possa trarre un significativo beneficio da una esperienza di docenza all’estero."


Testimonianze di staff amministrativo

Dott.ssa Emilia Parisi – Linnaeus University (Svezia), giugno 2014
"Mi chiamo Emilia PARISI e lavoro in ufficio Incoming dell’International Affairs Dept. Mi occupo di selezione ed accoglienza degli studenti stranieri in mobilità ed una grossa percentuale del mio lavoro si basa sullo scambio di informazioni con stranieri (studenti, docenti ed amministrativi di Università Partner). Per lavoro e per passione sono molto sensibile alla comunicazione interculturale, che include parole ed espressioni del viso e del corpo. A questo proposito nel giugno del 2014 ho effettuato una Staff Training Week with focus on Intercultural Communication (ICC) all’Università di Linnaeus in Svezia. Ho accolto positivamente il fatto di essere andata sola e di essere l’unica ospite italiana. Il tema del corso di formazione e il clima instauratosi mi hanno fatto entrare a pieno nello spirito di questa missione e mi hanno aiutato ad aprirmi a tutti i miei colleghi internazionali, mettendomi in gioco. Molti sono stati i momenti “fuori dall’aula” in cui abbiamo adottato nuovi punti di vista sulla comunicazione interculturale, a cui siamo stati esposti in modo intensivo. Questo seminario mi ha aiutato a perfezionare il mio atteggiamento verso gli studenti, permettendomi di trarne beneficio anche nei mesi successivi."