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Workshop "Disegno dal vero e dell'immaginario"

01PVQPQ, 01PVQPO, 01PVQPV, 01PVQQA, 01PVQQN

A.A. 2018/19

Lingua dell'insegnamento

Italiano

Corsi di studio

Corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Citta' - Torino
Corso di Laurea Magistrale in Design Sistemico - Torino
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio - Torino
Corso di Laurea Magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale - Torino
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile - Torino

Organizzazione dell'insegnamento
Didattica Ore
Lezioni 80
Docenti
Docente Qualifica Settore h.Lez h.Es h.Lab h.Tut Anni incarico
Marotta Anna     80 0 0 0 2
Collaboratori
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Didattica
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
ICAR/17 8 D - A scelta dello studente A scelta dello studente
2018/19
Saper disegnare è come saper suonare uno strumento musicale o praticare uno sport: consente di acquisire una disciplina, e nello stesso tempo migliora la "conoscenza di sé" e il modo di esprimersi. Il Disegno è il linguaggio dell’architetto: egli pensa, progetta, comunica esclusivamente per via visiva e grafica. E il Disegno dal Vero è uno strumento insostituibile di analisi critica e conoscenza, il mezzo più efficace per comprendere la natura delle cose e le regole dell’architettura, per rispondere alla domanda: che cosa voglio esprimere e comunicare disegnando la mia architettura? Perché il Disegno è un linguaggio formale autonomo completo, complesso e articolato, che può essere manifestato, espresso (e quindi progettato) secondo varie e precise declinazioni insite nella disciplina, ciascuna con caratteristiche sue proprie. In questo senso, il "Disegno" diventa il "Disegnare" (in particolare quello dal Vero), atto consapevole, colto e critico, manualmente - ma non solo...- realizzato, che (come sosteneva Leonardo da Vinci) parte dalla mente, dal cuore, dall'anima. Non va sottovalutata l'importanza dell'esercizio continuo e costante, anche attraverso l'artificio della "copia", praticabile soprattutto su modelli “storici” dei “Maestri”, criticamente selezionati, nell'arte e nell'architettura. Alcuni di tali Maestri sostengono che non è possibile insegnare a disegnare, si può solo imparare a disegnare quello che abbiamo dentro, e che dobbiamo scoprire in noi. Il workshop fornirà le fondamentali conoscenze (teoriche e tecniche) legate al Disegno, alla sua realizzazione e alle sue applicazioni nell'analisi e nel progetto di Architettura, Città, Paesaggio. Ma l'attività del "Disegnare" non può mai essere separata dall'azione del "Vedere", alla quale occorre "educarsi" in maniera altrettanto razionale, colta e critica, per compiere nel modo più efficace possibile scelte quali, ad esempio, quella fondamentale del punto di vista. Completato in questo senso, il Disegno, in tutte le sue forme, componenti ed espressioni, si conferma come linguaggio formale irrinunciabile. Quindi, anche la traccia grafica, dalla tecnica alla creatività, all'arte può essere confermata come Segno, teso a mostrare la realtà (o l'immaginario), ma anche a comunicare il significato. Segno ed immagine, tecnica ed espressione, procedimento individuale e risultato figurativo personale, sono momenti differenti di un medesimo fenomeno che, nel nostro caso, è il disegno dell'architetto. La scelta della carta (spessori, grammature) e del "mezzo tracciante" (diverse mine, inchiostri, pennarelli...) non deve essere mai casuale, influenzando in modo decisivo l'esito finale. Altrettanto decisivo si rivela il ruolo del colore, in tutte le sue forme e i suoi approcci... Attraverso singole prove e applicazioni mirate e testate, relative al modo di usare lo stesso "mezzo tracciante", si andrà a formare il bagaglio di esperienze necessario per un progetto grafico di successo, efficace e coerente con gli obiettivi. Acquisita la tecnica e la necessaria sicurezza esecutiva, si procederà all'utilizzo del disegno a mano libera come strumento di analisi, conoscenza e progetto, quindi allo schizzo immediato, teso a fissare un pensiero, un'impressione, una suggestione, un'immaginazione per fermare un'idea ancora non completamente messa a fuoco. Per quanto riguarda le caratteristiche professionalizzanti, va ricordato che il Disegno dal Vero (o "a mano libera") vede fra i principali obiettivi e usi il controllo di spazio e strutture, attraverso “modalità prospettiche”, in grado di rendere verosimile la resa degli scorci retinici nella percezione visiva naturale. Tema legato a sua volta a quello delle matrici geometriche, (indispensabili per la composizione dell’immagine, anche in architettura), delle proporzioni e dimensioni, e della stima “a vista” di queste ultime, fino al disegno per la misura. Lo stesso Disegno dal vero va poi confrontato (e se necessario integrato) con tutte le possibili alternative che i vari metodi e tecniche di Rappresentazione oggi consentono per pensare, elaborare e comunicare il progetto, anche in ambito professionale: dalle più avanzate (le digitali) a quelle convenzionate anche a livello internazionale (come le Norme UNI), a quelle tradizionali, derivate dalle Teorie della rappresentazione. E non va sottovalutata l’esperienza “dal pensato al costruito”: la differenza fra “interno” ed “esterno”; la differente concezione formale e le convenzioni grafiche, dall’approccio “generale”, fino al particolare di dettaglio per il cantiere (passando attraverso gli schemi di funzionamento, dagli oggetti e alle parti edilizie, e viceversa). Altre esperienze professionalizzanti saranno quelle dedicate al disegno degli ordini architettonici (e degli “stili”), o alla resa visiva dei materiali. In conclusione, l’aspetto professionalizzante fondamentale, sta nella possibilità (che solo il Disegno consente) di pro-iettare (cioè estrinsecare) e di mostrare l’idea formale e spaziale del progetto, in tutti i modi possibili: dal più semplice, basico ed elementare a quello più complesso e dettagliato, declinabile peraltro in tutte le sue accezioni (materiali, funzionali, simboliche e così via). E insieme a ciò, garantirne il controllo, negli esiti formali e tecnici. Così vissuta, l'educazione (l’educarsi) al "Disegnare" diventa un'avventura che non finirà mai, per tutta la vita, professionale e non ...
"Know how to draw" is how to play a musical instrument or practice a sport: it allows you to acquire a discipline, and at the same time improves self-knowledge and how to express yourself. The drawing is the language of the architect: he thinks, designs, communicates exclusively in visual and graphic way. And Drawing from life is an irreplaceable instrument of critical analysis and knowledge, the most effective means of understanding the nature of things and the rules of architecture, to answer the question: what do I want to express and communicate by designing my architecture?. Because Drawing is an autonomous, complete, complex and articulate formal language that can be manifested, expressed (and therefore designed) according to various and precise declarations inherent in discipline, each with its own characteristics. One must not underestimate the importance of continuous and constant exercise, even through artifice of the "copy", which is practicable especially on historical models of Masters in art and architecture, critically selected. Some of these Masters argue that you cannot teach how to draw, you can only learn to draw what we have inside, and that we must find out in us. The workshop will provide the basic knowledge (theoretical and technical) related to Drawing, its realization and its applications in the analysis and in the project of Architecture, City, Landscape. It is also important to remember that Drawing for life (or "freehand") has the purpose of controlling space by means of "prospective modes", able to render plausible the restitution of the partial view in natural visual perception. This theme is in turn related to that of geometric matrices (essential to the composition of the image, even in architecture), of the proportions and dimensions and their "viewing" estimate, up to drawing for the measurement. In conclusion, the fundamental professionalizing aspect is in the possibility (which only the Drawing allows) to project and to show the formal and spatial idea of the project in all possible ways: from the simplest, basic and elementary to the more complex and detailed, declinable in all its perceptions (material, functional, symbolic, and so on). And along with that, ensure their control, in formal and technical outcomes. In this way, education (educate oneself) at the "Drawing" becomes an adventure that will never end, for life, professional and not.
La consapevolezza nel rapporto fra il contenuto del disegno e la sua rappresentazione come mezzo, per un controllo sempre più colto e consapevole di questa fondamentale forma di comunicazione (per l'architetto e non). Partendo dall'osservazione critica, il workshop fornirà i fondamenti teorici di base, correlati ai vari approcci di metodo - nelle varie fasi affrontate - nel processo e nel progetto del "disegnare", alle varie scale: dall'architettura al paesaggio. L'allievo dovrà acquisire la piena capacità di progettare i modi grafici per i suoi disegni di architettura, fin dall'idea progettuale, e deve essere in grado di controllarne gli esiti conclusivi: nella piena consapevolezza che il disegno è la firma dell'architetto.
The awareness in the relationship between the content of the drawing and its representation as a means, for an increasingly cultured and aware control of this fundamental form of communication (for the architect and not). Starting from the critical observation, the workshop will provide the basic theoretical foundations, related to the various approaches of method - in the various phases faced - in the process and in the design of "drawing", at various scales: from architecture to landscape. The student must acquire the full ability to design the graphic modes for his architectural drawings, starting from the design idea, and must be able to control the final results: in full awareness that the design is the architect's signature.
La consapevolezza di quanto sia irrinunciabile il disegnare in tutte le sue modalità grafiche come modo di esprimere tutte le potenzialità nel "fare architettura" (ma lo stesso vale anche nella produzione per il Industrial Design dall'analisi al progetto e in tutte le scale.
The awareness of how essential it is to design in all its graphic modalities as a way of expressing all potentialities in "making architecture" (but the same is also true in the production for Industrial Design from analysis to project and in all scales.
Una parte (anche quantitativamente) essenziale del corso sarà dedicata ai modi, alle tecniche (grafiche e non), alle esperienze selezionate e proposte. Insieme all'abilità grafica esecutiva, il workshop vuole garantire la capacità di controllo dello schizzo dal vero come momento irrinunciabile del progetto (alle varie scale) a sua volta esito della Cultura della Visione come parametro del progetto medesimo. Ciò in un percorso che dalla rappresentazione intuitiva delle prime suggestioni formali e strutturali, conducano a soluzioni "metaprogettuali", razionalmente e consapevolmente verificate e motivate.
A part (also quantitatively) essential of the course will be dedicated to the ways, to the techniques (graphic and otherwise), to the selected and proposed experiences. Together with the executive graphic ability, the workshop aims to guarantee the ability to control the sketch from the real as an indispensable moment of the project (at various scales) which in turn is the result of the Culture of Vision as a parameter of the project itself. This in a path that from the intuitive representation of the first formal and structural suggestions, lead to "metaprogettuali" solutions, rationally and consciously verified and motivated.
Il corso prevede lezioni frontali seguite da esercitazioni grafiche. Sono previste uscite didattiche finalizzate a letture architettoniche, urbane, ambientali. Sono anche previste conferenze di personaggi di spicco nel settore.
The course includes lectures followed by graphic exercises. Educational tours are planned for architectural, urban and environmental readings. There will also be lectures by leading figures in the field.
ARNHEIM, Rudolph, Arte e percezione visiva, Feltrinelli, Milano 1970; KEPES, Gyorgy, Il linguaggio della visione, Dedalo, Bari 1971; Kanizsa, Gaetano, Grammatica del vedere : saggi su percezione e Gestalt, Il mulino, Bologna 1980; PIRENNE, Maurice, Percezione visiva: ottica, pittura, fotografia, Muzio, Padova 1991; MAROTTA, Anna, Policroma: dalle teorie comparate al progetto del colore, Celid, Torino 1999; HACHEN, Massimo, Scienza della visione: spazio e Gestalt, design e comunicazione, Apogeo, Milano 2007; MAROTTA, Anna, Segno e simbolo, rilievo e analisi. L’esempio nell’ornatus architettonico, in: Centofanti M., Brusaporci S., Sistemi informativi integrati per la tutela la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano, Roma: Gangemi Editore, 2010, p. 112-121. MAROTTA, Anna, Retorica della visione: dal paesaggio urbano ai sememi. In: Le vie dei mercanti, S.A.V.E. Heritage safeguard of architectural, visual, environmental Heritage. Capri, 9-11 giugno 2011, vol. 1, p. 1-10, Torino: La scuola di Pitagora s.r.l.; MAROTTA, Anna (2012). Colore come "male culturale". Incongruenze cromatiche fra architettura e struttura visiva della città. In: "Colore e Colorimetria – Contributi multidisciplinari". Bologna, 13-14 settembre 2012, vol. 1, p. 681-688, Milano: Maggioli Editore.
Bibliografia consigliata: ARNHEIM, Rudolph, Arte e percezione visiva, Feltrinelli, Milano 1970; KEPES, Gyorgy, Il linguaggio della visione, Dedalo, Bari 1971; Kanizsa, Gaetano, Grammatica del vedere : saggi su percezione e Gestalt, Il mulino, Bologna 1980; PIRENNE, Maurice, Percezione visiva: ottica, pittura, fotografia, Muzio, Padova 1991; MAROTTA, Anna, Policroma: dalle teorie comparate al progetto del colore, Celid, Torino 1999; HACHEN, Massimo, Scienza della visione: spazio e Gestalt, design e comunicazione, Apogeo, Milano 2007; MAROTTA, Anna, Segno e simbolo, rilievo e analisi. L’esempio nell’ornatus architettonico, in: Centofanti M., Brusaporci S., Sistemi informativi integrati per la tutela la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano, Roma: Gangemi Editore, 2010, p. 112-121. MAROTTA, Anna, Retorica della visione: dal paesaggio urbano ai sememi. In: Le vie dei mercanti, S.A.V.E. Heritage safeguard of architectural, visual, environmental Heritage. Capri, 9-11 giugno 2011, vol. 1, p. 1-10, Torino: La scuola di Pitagora s.r.l.; MAROTTA, Anna (2012). Colore come "male culturale". Incongruenze cromatiche fra architettura e struttura visiva della città. In: "Colore e Colorimetria – Contributi multidisciplinari". Bologna, 13-14 settembre 2012, vol. 1, p. 681-688, Milano: Maggioli Editore.
Modalità di esame: Prova orale obbligatoria; Elaborato grafico individuale;
La prova orale consisterà nell'esposizione e nella discussione dei materiali prodotti durante il corso, per i quali è prevista, settimana per settimana, una traccia da seguire e sviluppare, anche con esempi e bibliografie reperite dagli allievi. Le modalità di presentazione dei disegni verranno fornite durante il corso.
Exam: Compulsory oral exam; Individual graphic design project;
The oral test will consist in the exposition and discussion of the materials produced during the course, for which a track to follow and develop is foreseen, week by week, also with examples and bibliographies found by the students. The methods for presenting the drawings will be provided during the course.


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