Servizi per la didattica
PORTALE DELLA DIDATTICA

Design for social impact

01UBRLH

A.A. 2022/23

Lingua dell'insegnamento

Italiano

Corsi di studio

Organizzazione dell'insegnamento
Didattica Ore
Lezioni 20
Esercitazioni in aula 40
Docenti
Docente Qualifica Settore h.Lez h.Es h.Lab h.Tut Anni incarico
Ciampolini Tiziana
Design for social impact (Economia sociale e solidale)  
    20 10 0 0 2
Franco Walter
Design for social impact (Ingegneria umanitaria (Humanitarian engineering))
Professore Associato ING-IND/13 20 10 0 0 2
Campagnaro Cristian
Design for social impact (Social design)
Professore Associato ICAR/13 20 40 0 0 2
Collaboratori
Espandi

Didattica
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
2022/23
Il concetto di impatto sociale fa riferimento agli effetti sul breve, medio e lungo periodo degli interventi nelle comunità locali e descrive un cambiamento che deve essere avvertito e accolto concretamente dai soggetti delle comunità come alterazione positiva di stili di vita, credenze, valori e comportamenti preesistenti. L’impatto sociale riguarda le molte dimensioni dello sviluppo sostenibile, ma in particolare i temi dell’inclusione sociale, della coesione e della generatività sociale, dello sviluppo economico dei contesti, partendo dalla valorizzazione del capitale territoriale, umano e sociale degli stessi. Al Design per l’impatto sociale rimandano molteplici definizioni particolari: design for good, socially responsible design, design for social change, design for social innovation... Ognuna di esse concorre a dettagliare la ricchezza metodologica e la complessità del campo semantico di un atto intenzionale di trasformazione migliorativa dell’esistente, in risposta a sfide e bisogni sociali sempre più pressanti. Tutte queste definizioni condividono i temi dell’impegno verso le fragilità individuali e sociali, la centralità della dimensione umana e delle sue capacità e aspirazioni, l’attenzione alla dignità della persona e rinnovano i fondamenti con cui già cinquant’anni fa Henry Dreyfuss, Victor Josef Papanek e Ernst Friedrich Schumacher definirono i mandati di un design sociale e socialmente responsabile. Il laboratorio ha come obiettivo principale quello di preparare gli studenti a esercitare un ruolo e una funzione all’interno di gruppi multidisciplinari e nell'ambito di processi complessi volti a promuovere, facilitare, accompagnare e monitorare interventi e trasformazioni nell’ambito del sociale e della sostenibilità. Si tratterà di fare esperienza del progettare con consapevolezza, intenzionalità, capacità interpretativa, attenzione e sensibilità al contesto, ai bisogni e alle risorse materiali e immateriali disponibili e potenziali. Il laboratorio fornirà conoscenze e capacità nuove - oltre a promuovere una rilettura di quelle maturate nell’arco del percorso didattico già compiuto - utili per progettare in contesti ad elevata complessità e turbolenza, per agire su scale progettuali multiple, coniugando le dimensioni creativa e interpretativa, quella tecnica e quella socio economica.
The concept of social impact refers to the short, medium and long-term effects of interventions in local communities and it describes a change that must be perceived and concretely accepted by community subjects, as a positive alteration of pre-existing lifestyles, beliefs, values and behaviors. Social impact concerns all the dimensions of sustainable development, but, in particular the issues of social inclusion, social cohesion and generativity, economic development of contexts, starting from the enhancement of territorial, human and social capital of the same. Design for social impact covers many peculiar definitions: design for good, socially responsible design, design for social change, design for social innovation... They all detail the methodological richness and the complexity of the semantic field concerning an intentional act of positive improving the present, in response to increasingly urgent social challenges and needs. All these definitions share the commitment to individual and social fragility, the centrality of human dimension together with its capabilities and aspirations, the attention to the dignity of the person. They also renew the fundamentals with which Henry Dreyfuss, Victor Josef Papanek, and Ernst Friedrich Schumacher highlighted the mandates of a socially responsible design, about fifty years ago. The aim of the course is to prepare students to play a role and a function within multidisciplinary groups and complex processes aimed at promoting, facilitating, accompanying, and monitoring interventions and transformations in the social field. This will involve experiencing designing with awareness, intentionality, interpretative skills, attention and sensitivity to the context, needs, and material and immaterial resources which are available or potential. The course will provide new knowledge and skills - as well as promote a reinterpretation of those gained during the previous course - useful to design in highly complex and turbulent contexts, to work at multiple project scales, to combine the creative and interpretative dimensions, the technical and socio-economic one.
Al termine dell’insegnamento ci si aspetta che lo studente sia in grado di: - conoscere e comprendere il significato del concetto di impatto sociale e dei principi che concorrono a definirlo; - conoscere e comprendere l’origine, l’evoluzione e il presente, nonché i fondamenti teorici, delle discipline che contribuiscono al laboratorio: social design, ingegneria umanitaria, economia sociale e solidale; - avere consapevolezza delle sfide sociali contemporanee e della relativa responsabilità del progettista - conoscere e comprendere i principi teorici e metodologici della progettazione inclusiva e partecipata, con particolare attenzione a processi multi stakeholders; - conoscere e comprendere le diverse fasi del ciclo del progetto riconoscendone il carattere circolare e iterativo; - conoscere e comprendere i metodi di organizzazione del progetto, con particolare attenzione ai problemi, agli obiettivi e agli indicatori di qualità e di risultato; - riconoscere i diversi contesti di lavoro possibili (privato, terzo settore, pubblica amministrazione, agenzie di consulenza, università ed enti ricerca) e gli specifici ruoli, metodi strumenti e linguaggi da adottare per ciascuno di essi; - conoscere e comprendere le diverse tecnologie appropriate allo sviluppo inclusivo e sostenibile di comunità e territori, con particolare attenzione a quelle labour intensive; - saper analizzare i progetti (e il proprio lavoro di progettista) e saperli restituire in contesti di ricerca scientifica e di disseminazione, individuando gli strumenti di comunicazione e storytelling, i linguaggi, le retoriche e il glossario specifico dell’ambito; - saper esplorare e comprendere le questioni teoriche proprie della letteratura di riferimento, con capacità critica e di collegamento trasversale tra contenuti; - applicare le conoscenze acquisite nella lettura del contesto e della domanda; - applicare le conoscenze acquisite nella pianificazione del progetto, nell’engagement degli stakeholder e degli attori, nel framing e nella costruzione di senso, nell’elaborazione e nella sperimentazione delle soluzioni; - applicare le conoscenze acquisite nell’accompagnamento e nel monitoraggio, ai fini della valutazione, dell'adozione e dello scaling del progetto; - applicare approcci progettuali specifici e necessari (posture, metodi e strumenti) in relazione alle sfide sociali da affrontare, agli attori e ai contesti di intervento; - saper riconoscere e tenere in considerazione, nella scelta e implementazione di una tecnologia appropriata, le peculiarità culturali, sociali e ambientali di un contesto; - promuovere l’uso di tecnologie in una prospettiva di replicabilità, adeguatezza e accessibilità;
Al termine dell’insegnamento ci si aspetta che lo studente sia in grado di: - conoscere e comprendere il significato del concetto di impatto sociale e dei principi che concorrono a definirlo; - conoscere e comprendere l’origine, l’evoluzione e il presente, nonché i fondamenti teorici, delle discipline che contribuiscono al corso: design per l’impatto sociale, ingegneria umanitaria, economia sociale e solidale; - avere consapevolezza delle sfide sociali contemporanee e della relativa responsabilità del progettista - conoscere e comprendere i principi teorici e metodologici della progettazione inclusiva e partecipata, con particolare attenzione a processi multistakeholdee; - conoscere e comprendere le diverse fasi del ciclo del progetto riconoscendone il carattere circolare e iterativo; - conoscere e comprendere i metodi di organizzazione del progetto, con particolare attenzione ai problemi, agli obiettivi e agli indicatori di qualità e di risultato; - riconoscere i diversi contesti di lavoro possibili (privato, terzo settore, pubblica amministrazione, agenzie di consulenza, università ed enti ricerca) e gli specifici ruoli, metodi strumenti e linguaggi da adottare per ciascuno di essi; - conoscere e comprendere le diverse tecnologie appropriate allo sviluppo inclusivo e sostenibile di comunità e territori, con particolare attenzione a quelle labour intensive; - saper analizzare i progetti (e il proprio lavoro di progettista) e saperli restituire in contesti di ricerca scientifica e di disseminazione, individuando gli strumenti di comunicazione e storytelling, i linguaggi, le retoriche e il glossario specifico dell’ambito; - saper esplorare e comprendere le questioni teoriche proprie della letteratura di riferimento, con capacità critica e di collegamento trasversale tra contenuti; - applicare le conoscenze acquisite nella lettura del contesto e della domanda; - applicare le conoscenze acquisite nella pianificazione del progetto, nell’engagement degli stakeholder e attori, nel framing e nella costruzione di senso, nell’elaborazione e nella sperimentazione delle soluzioni; - applicare le conoscenze acquisite nell’accompagnamento e nel monitoraggio, ai fini della valutazione, dell'adozione e dello scaling del progetto; - applicare approcci progettuali specifici e necessari (posture, metodi e strumenti) in relazione alle sfide sociali da affrontare, agli attori e ai contesti di intervento; - saper riconoscere e tenere in considerazione, nella scelta e implementazione di una tecnologia appropriata, le peculiarità culturali, sociali e ambientali di un contesto; - promuovere l’uso di tecnologie in una prospettiva di replicabilità, adeguatezza e accessibilità;
Ci si aspetta che lo studente sia in grado di affrontare l'esperienza del laboratorio con le adeguate conoscenze metodologiche, culturali e terminologiche maturate nei laboratori progettuali dei precedenti anni di corso.
Ci si aspetta che lo studente sia in grado di affrontare l‘esperienza del laboratorio con le adeguate conoscenze metodologiche, culturali e terminologiche maturate nei laboratori progettuali dei precedenti anni di corso.
Gli insegnamenti del laboratorio sono tutti organizzati sia in moduli teorici, i cui contenuti verranno erogati in presenza attraverso lezioni teoriche e studi di caso, sia in moduli pratici/esercitativi nell'ambito di due project work; questi ultimi verranno condivisi dagli insegnamenti a due a due, Social Design e Ingegneria Umanitaria e Social Design e Economia Sociale Solidale. In caso si fosse impossibilitati alle attività didattiche in presenza, si procederà in aula virtuale mantenendo la duplice dimensione teorica e pratica, provvedendo agli opportuni adattamenti tematici e del flusso di lavoro. In particolare: SOCIAL DESIGN Parlare di social design, nel contesto di questo insegnamento, significa parlare di una progettazione multidimensionale - dai prodotti ai servizi, dai processi ai sistemi - che concorre a trasformazioni sociali orientate al bene comune, alla cittadinanza, all'inclusione sociale e alla coesione, alla sostenibilità e all’accessibilità. L’insegnamento ha lo scopo di far comprendere come il DESIGN progetti il benessere di cittadini, comunità e territori, trascendendo le merceologie e le tematiche più tradizionali, scalando i diversi domini progettuali e facendoli interagire tra loro. Dalla definizione del problema alla co-produzione, si approfondiranno le posture partecipanti, gli approcci contemporaneamente trasformativi e riflessivi, nonché i metodi e gli strumenti partecipativi di un Design che voglia facilitare processi progettuali inclusivi, in cui possa essere valorizzato anche il contributo, esperto per esperienza, degli utenti finali, di quelli di gestione e di produzione. Modulo teorico (20h): - Social design, design per l’innovazione sociale e design per l’impatto Sociale - Innovazione design driven - Metaprogetto e scenaristica - Domini progettuali del design - Wicked Problems e complessità - Co-design e processi partecipativi - Design anthropology: approcci trasformativi e approcci riflessivi - Problem framing e sense-making - Principi e metodi di facilitazione - Principi e metodi di prototipazione - Analisi e visualizzazione di dati - Valutare e scalare progetti - Scrittura scientifica, reportistica e storytelling Project work 1 (10 h) in gruppo, condiviso con l'insegnamento di Ingegneria Umanitaria, organizzato attraverso: - literature review - case study research - esercitazione progettuale Project work 2 (10 h) in gruppo, condiviso con il l'insegnamento di Economia Sociale e Solidale, organizzato attraverso: - literature review - case study research - esercitazione progettuale Project work 3 (20 h) in gruppo organizzato attraverso un'esercitazione progettuale in collaborazione con una realtà, no profit, del territorio INGEGNERIA UMANITARIA Nel modulo sono presentate e analizzate le principali tecnologie caratteristiche dell’ingegneria umanitaria, finalizzate a soddisfare i bisogni fondamentali di tutti gli individui, specialmente in comunità e territori marginali, sotto-serviti o svantaggiati. Sono forniti gli strumenti di base per comprendere e sviluppare tecnologie appropriate, semplici, di piccola scala, energeticamente efficienti, ecocompatibili e controllate dalle comunità locali: tecnologie in grado di migliorare il benessere dei cittadini di un territorio in un’ottica di inclusività, coesione sociale e sostenibilità ambientale. Modulo teorico (20h): - Tecnologie appropriate e intermedie. Definizione, breve storia e principali requisiti. - Energie e motori primi per comunità in transizione. Forme e fonti di energia. Energia umana e animale: caratteristiche meccaniche dei motori animati. Energia da biomasse. Energia idraulica: ruote ad acqua, impianti mini e micro-idraulici. Energia eolica: impianti mini e micro-eolici. Energia solare: fotovoltaico e solare termico. Energia elettrica: caratteristiche dei motori elettrici. Digestori domestici. - Meccanica delle macchine appropriate. Le macchine elementari. Sistemi e componenti per la trasmissione e trasformazione del moto. Sistemi per la moltiplicazione della forza o della velocità. Meccanica della bicicletta. - Strumenti e utensili appropriati. Tools per l’agricoltura, i lavori domestici, la lavorazione del legno e dei metalli, l’autocostruzione. - Esempi di tecnologie e macchine appropriate. Project work 1 (10 h), in gruppo, condiviso con il l'insegnamento di Social Design, organizzato attraverso: - literature review - case study research - esercitazioni progettuali ECONOMIA SOCIALE E SOLIDALE Le crescenti disuguaglianze, la disoccupazione, la crisi ambientale sono questioni politiche prioritarie a cui si risponde attraverso sistemi territoriali più inclusivi e sostenibili di lunga durata. L’Economia Sociale e Solidale (ESS) comprende tutte quelle organizzazioni che producono beni e servizi con finalità sociali. È un'economia innovativa ancorata al territorio, che genera co-produzione di conoscenze, di beni e di servizi sociali sulla base della cooperazione tra differenti attori e settori. Essa realizza contemporaneamente inclusione, coesione e prosperità economica. Essa comprende anche il welfare di prossimità, cioè i servizi che si basano sulla reciprocità tra soggetti diversi che creano valore in termini di crescita individuale e collettiva. Le risorse investite ne innescano altre che creano ulteriore valore. La prospettiva di risultato a cui il design è applicato è la creazione di metodologie e strumenti di facilitazione che supportino lo sviluppo di ecosistemi di economia sociale e solidale nelle comunità locali accompagnate a progettare interventi innovativi e sostenibili. La facilitazione per l’economia sociale e solidale supporta la realizzazione di obiettivi di innovazione e di trasformazione sostenibile in ecosistemi territoriali, anche attraverso la realizzazione di casi-pilota per le politiche pubbliche. Si tratta, dunque, di costruire set di competenze per affrontare problemi di difficile soluzione, i cosiddetti "wicked problems”: metodi per portare nuova “energia” nei servizi; ascoltare l’esperienza e i bisogni di tutti i cittadini - anche i più fragili - e apprendere da essi; negoziare regole, prendere decisioni e focalizzarsi su obiettivi e azioni realizzabili; costruire nuove procedure e gestire risorse per la creazione di ricchezza comune. Il processo di lavoro, di cui si fa esperienza anche durante l'insegnamento, è basato sui principi della co-progettazione e della Theory of Change; è un processo che utilizza infatti strumenti tangibili per lavorare su processi complessi, rompe i comparti di lavoro verticali e crea connessioni orizzontali tra persone con diverse competenze. Modulo teorico (20 h): - inclusione, coesione e prosperità economica: basi teoriche. - principi della co-progettazione; - principi della Theory of Change; - analisi ed Engagement degli Stakeholders; - principi di metodologia di ricerca sociale; - analisi comparativa di reportistica sociale per l’impatto. Project work 2 (10 h), in gruppo, condiviso con l'insegnamento di Social Design, organizzato attraverso: - literature review - case study research - esercitazioni progettuali
Gli insegnamenti del laboratorio sono tutti organizzati sia in moduli teorici i cui contenuti verranno erogati in presenza attraverso lezioni teoriche e studi di caso, sia in moduli pratici/esercitativi; questi ultimi verranno condivisi dagli insegnamenti a due a due, Social Design e Ingegneria Umanitaria e Social Design e Economia Sociale Solidale. In caso si fosse impossibilitati alle attività didattiche in presenza, si procederà in aula virtuale mantenendo la duplice dimensione teorica e pratica, provvedendo agli opportuni adattamenti tematici di flusso di lavoro.
Il laboratorio beneficia del contributo congiunto e coordinato dei tre insegnamenti: Social Design, Ingegneria umanitaria ed Economia sociale e solidale. Il laboratorio prevede: - contributi teorici, condivisi con gli studenti mediante lezioni e incontri in presenza e study visit (per un totale di 6 cfu); - attività esercitative, volte ad incoraggiare il pensiero critico e quello creativo relativamente agli argomenti trattati nelle lezioni, gli avanzamenti delle quali saranno oggetto di revisioni in presenza (per un totale di 6 cfu).
Gli insegnamenti del laboratorio sono tutti organizzati sia in moduli teorici i cui contenuti verranno erogati in presenza attraverso lezioni teoriche e studi di caso, sia in moduli pratici/esercitativi nell'ambito di project work; questi ultimi verranno condivisi dagli insegnamenti a due a due, Social Design e Ingegneria Umanitaria e Social Design e Economia Sociale Solidale. In caso si fosse impossibilitati alle attività didattiche in presenza, si procederà in aula virtuale mantenendo la duplice dimensione teorica e pratica, provvedendo agli opportuni adattamenti tematici e del flusso di lavoro. SOCIAL DESIGN Parlare di social design, nel contesto di questo corso, significa parlare di una progettazione multidimensionale - dai prodotti ai servizi, dai processi ai sistemi - che concorre a trasformazioni sociali orientate al bene comune, alla cittadinanza, all'inclusione sociale e alla coesione, alla sostenibilità e all’accessibilità. L’insegnamento ha lo scopo di far comprendere come il DESIGN progetti il benessere di cittadini, comunità e territori, trascendendo le merceologie e le tematiche più tradizionali, scalando i diversi domini progettuali e facendoli interagire tra loro. Dalla definizione del problema alla co-produzione, si approfondiranno le posture partecipanti, gli approcci contemporaneamente trasformativi e riflessivi, nonché i metodi e gli strumenti partecipativi di un Design che voglia facilitare processi progettuali inclusivi, in cui possa essere valorizzato anche il contributo, esperto per esperienza, degli utenti finali, di gestione e di produzione. Modulo teorico (20h): - Social design, design per l’innovazione sociale e design per l’impatto Sociale - Innovazione design driven - Metaprogetto e scenaristica - Domini progettuali del design - Wicked Problems e complessità - Co-design e processi partecipativi - Design anthropology: approcci trasformativi e approcci riflessivi - Problem framing e sense-making - Principi e metodi di facilitazione - Principi e metodi di prototipazione - Analisi e visualizzazione di dati - Valutare e scalare progetti - Scrittura scientifica, reportistica e storytelling Project work 1 (20 h) in gruppo, condiviso con il corso di Ingegneria Umanitaria : - literature review - case study research - esercitazione progettuale Project work 2 (20 h) in gruppo, condiviso con il corso di Economia Sociale e Solidale: - literature review - case study research - esercitazione progettuale
SOCIAL DESIGN: Buchanan, R. (1992). Wicked Problems in Design Thinking. Design Issues, 8 (2) pp. 5-21. Castro Spila, J., Unceta, A. (2014). The relational university: social innovation and entrepreneurial skills in creative industries. In A. Schramme, R. Kooyman, G. Hagoort (Eds.), Dynamics between the creative industries, knowledge institutions and the urban context (pp 192-200). Eburon Academic Publishers. Celaschi, F., Deserti, A., (2007). Design e Innovazione. Strumenti e pratiche per la ricerca applicata. Carocci. Cross, N. (1982). Designerly ways of knowing. Design Studies, 3(4), pp. 221–227 Dreyfuss, H. (2012), Designing for People (4th ed.). NY. Allworth Press. Dunne, Anthony and Fiona Raby. 2013. Speculative Everything: Design, Fiction, and Social Dreaming, pp. 1–9. Cambridge, MA: The MIT Press. https://readings.design/PDF/speculative-everything.pdf) Frankel, L, Racine, M., (2010). The Complex Field of Research: for Design, through Design, and about Design. In Durling, D., Bousbaci, R., Chen, L, Gauthier, P., Poldma, T., Roworth-Stokes, S. and Stolterman, E (eds.), Design and Complexity - DRS International Conference 2010, 7-9 July, Montreal, Canada. Gunn, W., J. Donovan (2012). Design and anthropology: an introduction. In W. Gunn & J. Donovan (Eds.), Design and Anthropology (pp. 1-16). Ashgate. Ingold, T. (2013). Making: Anthropology, archaeology, art and architecture. Routledge. Jones, P. H. (2014). Systemic Design Principles for Complex Social Systems. In G. S. Metcalf (Ed.) Social Systems and Design (pp. 91-129). Springer. Jones, P.H. & G.K. Van Patter (2009). Design 1.0, 2.0, 3.0, 4.0: The rise of visual sensemaking. NextDesign Leadership Institute Madeleine, G. (2014). Making it big. Strategies for scaling social innovations. NESTA. Manzini, E. (2008). Collaborative organisations and enabling solutions. Social innovation and design for sustainability. in Collaborative services. Social innovation and design for sustainability, edited by F. Jegou and E. Manzini. Edizioni Polidesign, 29-41. https://www.strategicdesignscenarios.net/wp-content/uploads/2012/05/EMUDE_Collaborative-Services.pdf Manzini, E. (2015). Design, when everybody designs: An introduction to design for social innovation. MIT Press. Margolin, V. & Margolin. S. (2002). A “Social Model” of Design: Issues of Practice and Research. Design Issues, 18(4), 22-30 Meroni, A., Selloni, D., & Rossi, M. (2018). MASSIVE CODESIGN: A Proposal for a Collaborative Design Framework. Franco Angeli. Norman, D., Stappers, P.J. (2015). DesignX: Complex Sociotechnical Systems. She Ji, Vol. 1, Issue 2, pp. 83-106. https://doi.org/10.1016/j.sheji.2016.01.002 Papanek, V. (1971). Design for the Real World: Human Ecology and Social Change. Pantheon Books. Smithsonian’s Cooper-Hewitt, National Design Museum, National Endowment for the Arts, The Lemelson Foundation (2013). Design and social impact. A Cross-Sectoral Agenda for Design Education, Research, and Practice. https://www.arts.gov/sites/default/files/Design-and-Social-Impact.pdf Tonkinwise, C. (2015). Is Social Design a Thing? https://www.academia.edu/11623054/Is_Social_Design_a_Thing Van der Bijl-Brouwer, M., Malcolm, B. (2020). Systemic Design Principles in Social Innovation: A Study of Expert Practices and Design Rationales. She Ji, Vol. 6, Issue 3, pp. 386-407. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2405872620300447) Verganti, R. (2009). Design-Driven innovation. Changing the rules of competition by radically innovating what things mean. Harvard Business Press. Zeleny M., (2007). La gestione a tecnologia superiore e la gestione della tecnologia superiore. In G. Bocchi, M. Ceruti (a cura di), La sfida della complessità. Bruno Mondadori. Materiale integrativo sarà reso disponibile online (dispense e ulteriore bibliografia di approfondimento). INGEGNERIA UMANITARIA: Amadei, B. (2014). Engineering for sustainable human development, A guide to successful small-scale community projects. American Society of Civil Engineers De Decker, K. (2019). Low-tech Magazine 2012-2018. Lulu.com ed. https://www.lowtechmagazine.com/ Darrow, K., Keller, K., Pam, R. (1981). Appropriate technology sourcebook. Volunteers in Asia. Dean, T. (2008). Human powered home. Choosing muscles over motors. New Society Publishers. Hazeltine B., Bull, C. (1999). Appropriate technology: tools, choices and implications. Academic Press. Hazeltine B. (2003). Field Guide to appropriate technology. Academic Press. Kothari, A., Salleh, A., Escobar, A., Demaria, F., Acosta, A. (2019). Pluriverse. A post-development dictionary. Tulika Books. McCullagh, J.C. (1977). Pedal power in work, leisure and transportation. Rodale Press. Smith, C. E. (2007). Design for the other 90%. Cooper-Hewitt, National Design Museum. Wilson, D.G., Schmidt, T. (2020). Bicycling Science.The MIT Press. Norton, R. (2020). Design of machinery. McGraw Hill. Materiale integrativo sarà reso disponibile online (dispense e ulteriore bibliografia di approfondimento). ECONOMIA SOCIALE E SOLIDALE: Sclavi, M. (2003). Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte. Bruno Mondadori. Sachs, J. (2015). L’era dello sviluppo Sostenibile. Bocconi Editore. Ciampolini, T. ( a cura di, 2019). Comunità che innovano. Esperienze e prospettive per territori inclusivi. Franco Angeli. Brunod, M., Moschetti, M., Pizzardi, E. (2016). La coprogettazione sociale – Esperienze, metodologie e riferimenti normativi. Erickson. Connell, J.P. (a cura di), Fulbright-Anderson, K., Kubisch, A., C. (1995). New Approaches to Evaluating Community Initiatives: Theory, Measurement, and Analysis. Aspen Institute. Formez (2017). La theory of change e il Logical Framewok Approach. http://eventipa.formez.it/sites/default/files/allegati_eventi/elevati_2017_12_15.pdf Elevati, C. La Theory of Change per la Cooperazione Internazionale. info.cooperazione.it. https://www.info-cooperazione.it/wp-content/uploads/2017/07/Guida_ToC_infoCoop_IT.pdf. Materiale integrativo sarà reso disponibile online (dispense e ulteriore bibliografia di approfondimento).
SOCIAL DESIGN: Buchanan, R. (1992). Wicked Problems in Design Thinking. Design Issues, 8 (2) pp. 5-21. Castro Spila, J., Unceta, A. (2014). The relational university: social innovation and entrepreneurial skills in creative industries. In A. Schramme, R. Kooyman, G. Hagoort (Eds.), Dynamics between the creative industries, knowledge institutions and the urban context (pp 192-200). Eburon Academic Publishers. Celaschi, F., Deserti, A., (2007). Design e Innovazione. Strumenti e pratiche per la ricerca applicata. Carocci. Cross, N. (1982). Designerly ways of knowing. Design Studies, 3(4), pp. 221–227 Dreyfuss, H. (2012), Designing for People (4th ed.). NY. Allworth Press. Dunne, Anthony and Fiona Raby. 2013. Speculative Everything: Design, Fiction, and Social Dreaming, pp. 1–9. Cambridge, MA: The MIT Press. https://readings.design/PDF/speculative-everything.pdf) Frankel, L, Racine, M., (2010). The Complex Field of Research: for Design, through Design, and about Design. In Durling, D., Bousbaci, R., Chen, L, Gauthier, P., Poldma, T., Roworth-Stokes, S. and Stolterman, E (eds.), Design and Complexity - DRS International Conference 2010, 7-9 July, Montreal, Canada. Gunn, W., J. Donovan (2012). Design and anthropology: an introduction. In W. Gunn & J. Donovan (Eds.), Design and Anthropology (pp. 1-16). Ashgate. Ingold, T. (2013). Making: Anthropology, archaeology, art and architecture. Routledge. Jones, P. H. (2014). Systemic Design Principles for Complex Social Systems. In G. S. Metcalf (Ed.) Social Systems and Design (pp. 91-129). Springer. Jones, P.H. & G.K. Van Patter (2009). Design 1.0, 2.0, 3.0, 4.0: The rise of visual sensemaking. NextDesign Leadership Institute Madeleine, G. (2014). Making it big. Strategies for scaling social innovations. NESTA. Manzini, E. (2008). Collaborative organisations and enabling solutions. Social innovation and design for sustainability. in Collaborative services. Social innovation and design for sustainability, edited by F. Jegou and E. Manzini. Edizioni Polidesign, 29-41. https://www.strategicdesignscenarios.net/wp-content/uploads/2012/05/EMUDE_Collaborative-Services.pdf Manzini, E. (2015). Design, when everybody designs: An introduction to design for social innovation. MIT Press. Margolin, V. & Margolin. S. (2002). A “Social Model” of Design: Issues of Practice and Research. Design Issues, 18(4), 22-30 Meroni, A., Selloni, D., & Rossi, M. (2018). MASSIVE CODESIGN: A Proposal for a Collaborative Design Framework. Franco Angeli. Norman, D., Stappers, P.J. (2015). DesignX: Complex Sociotechnical Systems. She Ji, Vol. 1, Issue 2, pp. 83-106. https://doi.org/10.1016/j.sheji.2016.01.002 Papanek, V. (1971). Design for the Real World: Human Ecology and Social Change. Pantheon Books. Smithsonian’s Cooper-Hewitt, National Design Museum, National Endowment for the Arts, The Lemelson Foundation (2013). Design and social impact. 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Engineering for sustainable human development, A guide to successful small-scale community projects. American Society of Civil Engineers. De Decker, K. (2019). Low-tech Magazine 2012-2018. Lulu.com ed. .https://www.lowtechmagazine.com/ Darrow, K., Keller, K., Pam, R. (1981). Appropriate technology sourcebook.Volunteers in Asia. Dean, T. (2008). Human powered home. Choosing muscles over motors. New Society Publishers. Hazeltine B., Bull, C. (1999). Appropriate technology: tools, choices and implications. Academic Press. Hazeltine B. (2003). Field Guide to appropriate technology. Academic Press. McCullagh, J.C. (1977). Pedal power in work, leisure and transportation. Rodale Press. Smith, C. E. (2007). Design for the other 90%. Cooper-Hewitt, National Design Museum. Wilson, D.G., Schmidt, T. (2020). Bicycling Science.The MIT Press. Norton, R. (2020). Design of machinery.Mc Graw Hill. Materiale integrativo sarà reso disponibile online (dispense e ulteriore bibliografia di approfondimento) ECONOMIA SOCIALE E SOLIDALE: Sclavi, M. (2003). Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte. Bruno Mondadori. Sachs, J. (2015). L’era dello sviluppo Sostenibile. Bocconi Editore. Ciampolini, T. ( a cura di, 2019). Comunità che innovano. Esperienze e prospettive per territori inclusivi. Franco Angeli. Brunod, M., Moschetti, M., Pizzardi, E. (2016). La coprogettazione sociale – Esperienze, metodologie e riferimenti normativi. Erickson. Connell, J.P. (a cura di), Fulbright-Anderson, K., Kubisch, A., C. (1995). New Approaches to Evaluating Community Initiatives: Theory, Measurement, and Analysis. Aspen Institute. Formez (2017). La theory of change e il Logical Framewok Approach. http://eventipa.formez.it/sites/default/files/allegati_eventi/elevati_2017_12_15.pdf Elevati, C. La Theory of Change per la Cooperazione Internazionale. info.cooperazione.it. https://www.info-cooperazione.it/wp-content/uploads/2017/07/Guida_ToC_infoCoop_IT.pdf. Materiale integrativo sarà reso disponibile online (dispense e ulteriore bibliografia di approfondimento)
Modalità di esame: Prova orale obbligatoria; Elaborato grafico prodotto in gruppo; Elaborato scritto prodotto in gruppo; Elaborato progettuale in gruppo;
Exam: Compulsory oral exam; Group graphic design project; Group essay; Group project;
Il laboratorio richiede una assidua frequenza anche in considerazione del giudizio finale che sarà espresso con un unico voto d'esame, esito della media aritmetica delle valutazioni individuali sulle conoscenze teoriche delle tre discipline che costituiscono il laboratorio e delle valutazioni delle esercitazioni svolte in gruppo. Il giudizio per ciascuno studente sarà un giudizio individuale (espresso con unico voto), che terrà conto delle valutazioni degli insegnamenti di Ingegneria Umanitaria (1/4 del voto finale), di Economia Sociale e Solidale (1/4 del voto finale) e Social Design (1/4 del voto finale). Le valutazioni avverranno attraverso un colloquio individuale, in modalità orale, in presenza, eventualmente con il supporto di fogli per la visualizzazione di concetti e schemi, durante il quale si saggeranno le conoscenze teoriche sui contenuti condivisi nel corso delle lezioni. Anche i project work, svolti durante il laboratorio, saranno oggetto di una valutazione (1/4 del voto finale) che avverrà nel corso di una discussione di gruppo, in presenza, a cui parteciperanno i docenti dei tre insegnamenti. Il voto dei colloqui individuali verrà comunicato alla fine dei colloqui stessi. Il voto dell'esame, unico per il laboratorio e individuale per ogni studente, verrà assegnato al termine della discussione degli elaborati relativi ai due project work. Le valutazioni per tutti gli insegnamenti del laboratorio e il voto complessivo del laboratorio stesso sono espresse in trentesimi ed è richiesta una votazione minima, per ciascuna delle quattro valutazioni previste dagli insegnamenti, di 18/30. Il voto massimo è 30 e Lode.
Gli studenti e le studentesse con disabilità o con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), oltre alla segnalazione tramite procedura informatizzata, sono invitati a comunicare anche direttamente al/la docente titolare dell'insegnamento, con un preavviso non inferiore ad una settimana dall'avvio della sessione d'esame, gli strumenti compensativi concordati con l'Unità Special Needs, al fine di permettere al/la docente la declinazione più idonea in riferimento alla specifica tipologia di esame.
Exam: Compulsory oral exam; Group graphic design project; Group essay; Group project;
In addition to the message sent by the online system, students with disabilities or Specific Learning Disorders (SLD) are invited to directly inform the professor in charge of the course about the special arrangements for the exam that have been agreed with the Special Needs Unit. The professor has to be informed at least one week before the beginning of the examination session in order to provide students with the most suitable arrangements for each specific type of exam.
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