| Politecnico di Torino | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Anno Accademico 2013/14 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 01PQRPV Atelier Restauro e valorizzazione del patrimonio |
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Corso di Laurea Magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio - Torino |
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Presentazione
L’atelier conclude il processo formativo dell’architetto declinato sulle tematiche del patrimonio architettonico e paesaggistico e riconduce a una progettualità complessa le varie discipline del restauro, storia, valorizzazione, virtual heritage, che, affrontate singolarmente nel percorso biennale specialistico, si ricompongono in un dialogo interattivo e sincronico. Ragione per cui il progetto è un processo a carattere sistemico che si attesta sulla dimensione interdisciplinare, nel confrontarsi con la complessità della scala paesaggistica, urbana e diffusa. Dalla conoscenza al restauro e all’innovazione, dalla valorizzazione alla gestione e promozione, questa dimensione interdisciplinare - che va oltre gli strumenti e le tecniche tradizionali di approccio al progettare - incide sulla valenza metodologica del progetto stesso, inducendo anche a riposizionare i singoli statuti disciplinari. Prima ancora che con le varie discipline, il cui apporto è comunque culturale, epistemologico, semantico, il progetto si concretizza nell’unitarietà degli obiettivi, delle procedure, delle metodologie, delle tematiche e dei contenuti culturali che lo qualificano.
I progetti di conoscenza e di restauro sono strettamente connessi nei preliminari di acquisizione delle fonti indirette e nell’indagine diretta, sul campo, che inducono a una prima fase di sintesi metaprogettuale e intuitiva, da ridiscutere e rielaborare con approfondimenti e feed back stimolati soprattutto durante le discussioni seminariale, momento centrale di unificazione critica del processo interdisciplinare. |
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Programma
Ivrea: città antica, città contemporanea e loro futuro
L’atelier è incentrato su Ivrea e il suo intorno: la città di antica fondazione e la città contemporanea che si è costruita nel secolo scorso intorno alla grande Olivetti. Due aspetti di una realtà che finora non hanno dialogato. Da un lato, il palinsesto urbano germinato dall’Acropoli con il castello, il Duomo e gli edifici della Curia, dall’altra la via delle fabbriche, degli uffici, delle case per i dipendenti. Nella prima parte viene affrontata l’analisi storica e l’interpretazione della città sullo sfondo delle epoche che ne hanno determinato l’impianto, dall’età romana e medievale, fino allo sviluppo ottocentesco, una stratificazione di cui si faranno riemergere i segni, se ne valorizzeranno emergenze e connettivi, relazioni tra spazi pubblici e privati, gerarchie e articolazioni , processi di sviluppo e di degrado, di uso e di riuso. Lo studio della città antica è riconducibile a elementi che si compongono in un disegno coerente e organico, generato dal cardo romano e dalla particolare morfologia della Dora che rappresenta la matrice paesaggistica della morfologia urbana. Il cardo coordina e unifica uno sviluppo "introverso" separando i due momenti individuo-società, privato e pubblico. Nella seconda parte si analizza la nuova dimensione urbana, con nuove regole sociali, nuovi modelli culturali, nuove logiche di sviluppo. Anche la città contemporanea ha il suo "cardo" che è la via della fabbrica di mattoni rossi e le nuove strutture industriali volute da Adriano Olivetti, fino al Palazzo Uffici che è il contraltare più moderno dell’opificio fondato da Camillo Olivetti. Ma è un asse in cui prevalgono i vuoti sui pieni e il paesaggio come sfondo di un continuum "possibile". Nella città-Olivetti mutano scale e relazioni tra i diversi elementi, con conseguenze visibili nello spazio fisico e nel tessuto sociale. Lo scenario della città di oggi all’indomani dalla dismissione dell’ Olivetti è uno scenario di contrapposizioni. Da un lato la città più antica si presta a interventi puntali che dovranno verificare la capacità di ridefinire la sua funzione con nuove strategie culturali ed economiche. Dall’altra la città contemporanea, coi suoi luoghi abitativi e lavorativi, la sua instabile capacità di fruizione, con situazioni di forte criticità. Tra le due realtà si pone la Serra, un edificio complesso, una sorta di micro-città nella città. Un edifico che compendia le funzioni di casa-albargo con quelle collettive, con negozi, sale ristorante, cinema, attrezzature sportive. Al suo interno i resti della città romana. Per queste caratteristiche esso può assumere la funzione strategica di trait-d’union non solo tra le singole parti, della città, ma tra la città e il territorio. Ciò premesso, l’atelier si pone come obiettivo la conservazione , valorizzazione, promozione dell’intero sistema, procedendo per piccole tappe, step by step, attraverso il progetto di elementi cardine illustrati anche negli apporti specifici delle differenti discipline incardinate nell’atelier. VALORIZZAZIONE ECONOMICA Recentemente l'UNESCO ha inserito Ivrea nella lista taliana dei siti candidati a diventare “Patrimonio dell’Umanità”, in quanto modello nella storia industriale e architettonica della seconda metà del XX secolo. Nel quadro degli obiettivi generali e ineludibili dell’Atelier, ovvero la conservazione, la valorizzazione, promozione dell’intero sistema dei beni della città e del suo intorno, gli obiettivi specifici del contributo di valutazione economica si pongono in linea con gli strumenti strategici e tattici richiesti dal processo di valorizzazione dei patrimoni. A partire dai piani Unesco e dalla candidatura del sito di Ivrea, una delle competenze richieste al progettista nel campo della valorizzazione dei patrimoni è quella di supportare le scelte dei soggetti decisori fin dalle fasi preliminari con strumenti che possono essere ricondotti alla stesura di uno Studio di Fattibilità (SdF), accompagnato dalla messa a punto di un’’architettura informativa che metta in luce maggiormente la dimensione strategica delle politiche di pianificazione del territorio di Ivrea e del suo intorno. In tal senso, la predisposizione di un quadro di conoscenza di Ivrea e del suo territorio circostante, anche con uno sguardo alla rilevanza internazionale della figura di Olivetti, risulta fondamentale quale “repository” da cui attivare azioni e scenari di previsionali di valorizzazione. le azioni che, oltre a semplicarne la gestione, favoriscano la convergenza dei differenti stakeholders all’interno della molteplicità dei progetti specifici. Inoltre, risulta nodale l’individuazione dei differenti pubblici di riferimento, intesi come soggetti fruitori, sempre in una logica di sistema che favorisca la comunicazione e il posizionamento del sito di Ivrea anche in una logica di posizionamento a livello internazionale come per il processo di candidatura dei siti UNESCO. In particolare si richiederanno: • strumenti di analisi per la stesura di uno Studio di Fattibilità • cronoprogramma di massima del progetto budget del progetto • impostazione di un’analisi di fattibilità dal punto di vista privato e pubblico con il momento gestionale • analisi di gestione per stabilire sostenibilità della/e funzione/i • analisi Domanda: analisi dei potenziali pubblici con statistiche descrittive • ipotesi di segmentazione del pubblico e descrizione dei segmenti Nell'ambito del Laboratorio sono previsti workshop, seminari interdisciplinari e di confronto con professionisti, tecnici, docenti anche stranieri. |
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Organizzazione dell'insegnamento
La predisposizione delle tavole finali specifiche dell’apporto di valorizzazione, viene affrontata tramite un percorso per fasi avanzamento lavori guidato e monitorato dal docente con lezioni frontali, esercitazioni e testimonianze e anche attraverso momenti programmati di compresenza dei docenti afferenti all’atelier: le ore prevedono momenti teorici e momenti esercitativi (15 didattica frontale, 5 testimonianze e 30 esercitazioni in aula)
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Testi richiesti o raccomandati: letture, dispense, altro materiale didattico
I testi, scelti tra quelli elencati, saranno comunicati a lezione dal docente titolare dell’insegnamento.
Si segnalano dei testi di riferimento non tutti obbligatori ma fortemente consigliati almeno per le parti trattate nelle lezioni teoriche e durante le esercitazioni, raccolte nel materiale caricato sul portale della didattica BIBLIOGRAFIA Testi di riferimento di base: A. BOLLO, C. COSCIA Gli strumenti economico-estimativi nel decision making e nella verifica di sostenibilità dei progetti di riuso, in: Rosalba Ientile, Emanuele Romeo (a cura di), La conservazione dell’architettura e del suo contesto. Protocollo per una valutazione integrata del patrimonio di Pinerolo, Celid, Torino, 2009. ISBN 978-88-7661-840-6; C. COSCIA, E. FREGONARA, Strumenti economico-estimativi nella valorizzazione delle risorse architettoniche e culturali, Celid, Torino, 2004; G. SIRCHIA, La valutazione economica dei beni culturali, Carocci, Roma, 2000; R. CURTO, “Strategie e progetti per la valorizzare e gestire il patrimonio esistente”, in Estimo e territorio, anno LXVI, n. 12, dicembre 2003; M. Florio, La valutazione degli investimenti pubblici. I progetti nell’Unione Europea e nell’esperienza internazionale, Voll. I e II, Franco Angeli, Milano, 2002; Testi specifici su ruolo UNESCO Testi specifici su analisi territoriale, relazioni tra territorio e patrimonio culturale, analisi della domanda e segmentazione, marketing territoriale: Letture consigliate: Ancarani, Fabio e Valdani, Enrico (a cura di), Strategie di marketing del territorio. Generare valore per le imprese e i territori nell'economia della conoscenza, Milano, EGEA, 2001 ; Caroli, Matteo, Il marketing territoriale, Milano, F. Angeli, 1999; Grossi, Roberto e Debbia, Stefania (a cura di), Cantiere cultura. Beni culturali e turismo come risorsa di sviluppo locale: progetti, strumenti, esperienze, Milano, Il Sole 24 ore, 1998; Grossi, Roberto e Meneguzzo Marco (a cura di), La valorizzazione del patrimonio culturale per lo sviluppo locale, Primo Rapporto Annuale di Federculture, Milano, Touring Editore, 2002; Osservatorio Culturale del Piemonte, Relazione Annuale 2004, Torino, Ires, 2005. Per l’analisi della domanda e per il processo di segmentazione e posizionamento si rimanda ai lucidi distribuiti durante il laboratorio e ai seguenti testi specifici di riferimento: L. ARGANO, BOLLO A., P. DALLA SEGA, C. VIVALDA, Gli eventi Culturali, Franco Angeli, Milano, 2005; A. BOLLO (a cura di), I pubblici dei musei. Conoscenza e politiche, Franco Angeli, Milano, 2008. Dispense del corso a cura del docente, anche scaricabili dalla rete. |
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Criteri, regole e procedure per l'esame
Tali verifiche hanno carattere collegiale e pubblico. Le modalità di esame sono: orali, pratiche e casi-studio con la finalità di verificare: le conoscenze acquisite sul piano teorico-metodologico e tecnico-pratico e valutazione della capacità di applicazione delle stesse all'attività progettuale, a partire dalla discussione della proposta sul caso –studio elaborata nel corso dell’anno. La prova orale finale della durata di circa 30 minuti si svolge con discussione sulle tavole e sui dossier di supporto e con verifica di conoscenza sulle nozioni base del corso.
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| Orario delle lezioni |
| Statistiche superamento esami |
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