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Politecnico di Torino
Anno Accademico 2014/15
01QNFPV
Atelier Restauro e valorizzazione del patrimonio A
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio - Torino
Docente Qualifica Settore Lez Es Lab Tut Anni incarico
Curto Rocco Antonio ORARIO RICEVIMENTO     42 0 0 20 7
Giusti Maria Adriana ORARIO RICEVIMENTO     42 0 0 20 2
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
ICAR/19
ICAR/22
6
6
B - Caratterizzanti
B - Caratterizzanti
Teorie e tecniche per il restauro architettonico
Discipline estimative per l'architettura e l'urbanistica
Presentazione
L'Atelier multidisciplinare 'Restauro e Valorizzazione del Patrimonio' è collocato al primo semestre del secondo (nonché ultimo) anno del Corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Restauro e Valorizzazione del Patrimonio.
L’atelier conclude dunque il processo formativo dell’architetto declinato sulle tematiche del patrimonio architettonico e paesaggistico e riconduce a una progettualità complessa le discipline del restauro urbano e della valorizzazione economica, che si ricompongono in un dialogo interattivo e sincronico. Ragione per cui il progetto è un processo a carattere sistemico che si attesta sulla dimensione interdisciplinare, nel confrontarsi con la complessità della scala paesaggistica, urbana e diffusa. L'Atelier si incentra infatti sulle problematiche di conoscenza, conservazione, fattibilità, valorizzazione, promozione e gestione di beni di natura diffusa o di scala territoriale, riconducibili a veri e propri 'sistemi culturali', matrici fondamentali del paesaggio.
Dal restauro all’innovazione, dalla valorizzazione alla gestione e promozione, questa dimensione interdisciplinare - che va oltre gli strumenti e le tecniche tradizionali di approccio al progettare - incide sulla valenza metodologica del progetto stesso, inducendo anche a riposizionare i singoli statuti disciplinari. Il progetto, di carattere 'aperto', si concretizza nell’unitarietà degli obiettivi, delle procedure, delle metodologie, delle tematiche e dei contenuti culturali che lo qualificano.
Le fasi del progetto di conoscenza e di restauro sono strettamente connesse nella preliminare acquisizione delle fonti indirette e nell’indagine diretta, sul campo, in ragione di un primo momento di sintesi metaprogettuale e intuitiva, da ridiscutere e rielaborare con approfondimenti e feed back stimolati soprattutto mediante le discussioni seminariali, momenti centrali di unificazione critica del processo interdisciplinare. Sulla valorizzazione culturale, obiettivo di progetto per la messa in valore del patrimonio, convergono gli intenti dei moduli di restauro urbano e paesaggistico e di valutazione economica, in un'ottica di sostenibilità e di reale fattibilità, anche in relazione alla successiva gestione diacronica dei beni.
Nell'Atelier convergono un apparato di lezioni frontali e un’esercitazione progettuale multidisciplinare su uno specifico tema di progetto: obiettivo di apprendimento è il progetto che aggiunge valore economico e immateriale al bene, anche “mettendolo in rete” in un sistema in modo da rafforzarne la specificità e l’attrattività.

Temi dell’Atelier
L’argomento dell’atelier riguarda lo studio di contesti urbani ed extraurbani soggetti a fenomeni di dismissione di grandi complessi originariamente destinati a servizi per la collettività. In particolare l’atelier riguarda il PATRIMONIO DEL NOVECENTO in area torinese, un settore a rischio per varie ragioni (storicizzazione e riconoscimento del valore, deperibilità di materiali e tecniche sperimentali, destinazioni d’uso, diffusione quantitativa, ecc.) . Per tali ragioni gli approcci di restauro e trasformazione richiedono riflessioni e processi conoscitivi finalizzati specifici. Si tratta di luoghi in cerca di nuove identità, in cui la rottura col passato proietta il patrimonio dismesso nel cuore del dibattito sulla riqualificazione di più ampie aree urbane e sul ruolo della società che li abitano.

Il focus dell’atelier é rappresentato dal restauro e dalla valorizzazione delle architetture del Novecento, un patrimonio che presenta elementi di criticità sul piano della tutela e della conservazione e insieme proprie peculiarità. La stessa città di Torino possiede architetture e edifici del novecento di notevole valore storico e architettonico, non pienamente riconosciuti in una logica patrimoniale e di sistema.
Sull’asse del Po – dall’arco trionfale (Monumento dell’artigliere) sino al Palazzo del lavoro, si possono intercettare episodi di notevole importanza architettonica (oggetto di intervento o di progetti), che possono aiutare a far riflettere sulle modalità del restauro e della valorizzazione ( Palazzo Gualino, il Palazzo delle Esposizioni, ora destinato a Polo della cultura e un campus dell’architettura e del design, l’ Orto Botanico universitario, la Società Promotrice delle Belle Arti, il Castello del Valentino, il Borgo Medievale, i padiglioni del complesso di Italia ’61 sino al Palazzo del lavoro e lo stesso complesso delle Molinette). Di questo “sistema” caratterizzato dalla continuità di edifici diacronici si analizzano le vicende storiche, con particolare riferimento ai meccanismi che hanno determinato il passaggio da luogo dell’effimero (Esposizioni Universali, Vauxhall) a luogo di funzioni “permanenti”, insieme di architetture, padiglioni e giardini da tutelare e valorizzare. Si procede quindi alla definizione di un master-plan che tenga conto delle singolarità del sistema, della loro vocazione strutturale, figurativa, simbolica, delle attese della comunità e dei programmi urbanistici rispetto alla loro destinazione per arrivare alla loro ottimizzazione progettuale. Una base cognitiva su cui impostare il progetto di restauro e di valorizzazione anche economica, nella sua polivalenza architettonica, urbana, paesaggistica. Alle diverse scale corrispondono diversi approfondimenti (dal restauro del cemento armato, agli assetti compositivi e alla verifica di compatibilità funzionale, alle analisi di fattibilità economica e finanziaria, fino alla maglia delle infrastrutture via acqua e via terra). Dove gli elementi di connettivo, come il verde lineare, i giardini, il paesaggio fluviale, acquisiscono una definizione progettuale, non solo come cornice verde per la collettivita’, ma come narrazione significante che si qualifica anche in base alle variegate possibilita’ creative.
Risultati di apprendimento attesi
L'Atelier 'Restauro e valorizzazione del patrimonio' fornisce agli studenti approfondimenti interdisciplinari che rafforzano e ampliano le conoscenze acquisite durante la prima fase del ciclo di studi magistrale, e ne finalizzano le abilità al governo di un progetto olistico.

MODULO DI RESTAURO
Conoscenze:
Le conoscenze sono finalizzate allo sviluppo di capacità critiche in relazione al progetto metodologico-culturale finalizzato ad assicurare la sopravvivenza dei beni, nella loro piena valenza culturale. Il progetto risponde all’esigenza primaria di proteggere, salvaguardare, preservare - dal decadimento fisiologico, dalla rovina, dalla perdita di identità -, le risorse materiali che informano il patrimonio.
Le conoscenze sono finalizzate allo sviluppo di capacità critiche in relazione alla predisposizione di strategie di prevenzione e tutela del patrimonio nell’ambito degli apparati normativi vigenti, e in relazione al panorama di esperienze nazionali e internazionali pregresse e delle sperimentazioni in divenire. L'Atelier fornirà le conoscenze per predisporre il mantenimento in efficienza, la fruizione e il godimento del bene tramite l’inserimento di nuove funzioni compatibili col bene stesso e col sistema ambientale, sociale, culturale di cui fa parte; nuove funzioni anche capaci di garantire ritorni finanziari adeguati ai capitali impiegati. Entrano in gioco le componenti della sostenibilità economica e dell’innovazione compatibile. La rifunzionalizzazione prevede interventi necessari affinché si possa eliminare non solo il degrado fisico, ma anche quello sociale ed economico ed è esito della valutazione delle capacità dei beni a rispondere alle prestazioni richieste, anche in termini di previsione e quantificazione di domande reali e potenziali, di esigenze non soddisfatte e preferenze esplicitate, di individuazione di pubblici di riferimento.
Le conoscenze riguarderanno le analisi sulle vocazioni del territorio, gli strumenti di valutazione a supporto del “decision making”, tenendo in considerazione gli scenari e gli impatti sociali, la verifica di fattibilità e di sostenibilità delle differenti proposte di valorizzazione configurabili. Le proposte di valorizzazione non solo definiscono gli interventi dal punto di vista tecnico, ma mettono in campo una progettualità necessaria a definire misure, azioni e strategie in grado di indurre i potenziali soggetti attuatori a intervenire in modo coordinato. Le verifiche di fattibilità incorporano le strategie adottate: quelle pubbliche, con rilevanti ricadute in termini di benefici sulla collettività; quelle private, rivolte a guadagnare sugli incrementi di valore e alla massimizzazione delle componenti reddituali legate alle funzioni ed attività individuate; quelle miste, che favoriscono il partenariato e indirizzano nuove risorse pubbliche al fine di creare le condizioni necessarie al coinvolgimento anche dei privati e degli operatori economici nei processi di messa in valore dei contesti.
La gestione riguarda il progetto volto al mantenimento nel tempo della funzionalità del bene, attraverso la definizione di piani di gestione e la promozione di servizi e attività cui è destinato. Il momento della gestione, che riguarda sia la fattibilità sia la sostenibilità nel lungo termine, assume una rilevanza crescente nei programmi di conservazione del patrimonio; essa non è solo intesa in termini di analisi economica, ma anche di “service management” e di promozione nel tempo delle attività e dei servizi legati al bene e/o al sistema di beni oggetto di valorizzazione. Si richiede alle proposte progettuali di assicurare in modo efficiente le risorse umane e gli spazi, di rispettare le performance dei costi, delle domande.
Abilità:
Gli studenti dell'Atelier svilupperanno capacità critica per impostare con correttezza e rigore metodologico il progetto di conservazione e tutela alla scala urbana e territoriale. Attraverso l’applicazione delle conoscenze e degli strumenti
acquisiti nel processo formativo, gli studenti saranno in grado di predisporre progetti di conservazione e tutela di beni diffusi e paesaggistici, nell’ottica primaria della compatibilità, e senza perdere di vista la visione d’insieme del progetto che deve rispondere alla necessità di protrarre nel tempo i valori culturali dei beni.
Gli studenti saranno in grado di esprimere capacità critiche di analisi del processo progettuale, in relazione alla qualità del patrimonio storico, nei termini di conservazione delle risorse culturali, e del benessere psicofisico degli utenti, secondo gli obiettivi dello sviluppo sostenibile; dovranno saper impostare con correttezza metodologica e risolvere problemi progettuali complessi, di organizzazione e trasformazione dei beni, tenendo conto delle esigenze e dei valori sociali, dei limiti e delle potenzialità dei contesti; dovranno saper individuare, prevedere e quantificare le domande reali, potenziali e future e i pubblici di riferimento; dovranno saper valutare già in fase strategica il quadro di massima delle convenienze private, pubbliche e pubblico-private, in base ai legami tra gli incrementi di valore, reddituali e di ritorno finanziario e i capitali impiegati, nonché la composizione delle risorse e delle fonti di finanziamento.
Gli studenti saranno in grado di impostare con correttezza e rigore metodologico il progetto di valorizzazione del patrimonio alla scala urbana e paesaggistica, in un’ottica di conservazione integrata che pone il bene o il sistema culturale al centro delle esigenze e delle dinamiche sociali, economiche e culturali attuali.
Saranno in grado di individuare strategie di valorizzazione e verificarne, con gli strumenti di valutazione economico-finanziaria deputati, la fattibilità in termini di convenienze per le partnership potenzialmente coinvolte, articolando il quadro delle convenienze a seconda della loro natura; saranno in grado di impostare con correttezza e rigore metodologico il progetto di gestione del patrimonio alle diverse scale, gestendo correttamente gli strumenti di verifica e di controllo delle performance gestionali. Gli studenti dovranno adottare una particolare sensibilità nell’individuare soluzioni che nelle fasi a regime delle attività prefigurate permettano il raggiungimento di bilanci in equilibrio e almeno del pareggio di bilancio; dovranno dimostrare di saper integrare le attività caratteristiche di gestione con quelle di promozione e di marketing, significative per ogni natura e scala di progetto culturale. Gli studenti saranno in grado di predisporre progetti di gestione di beni architettonici e di siti, ponendo l’attenzione sulla questione della compatibilità con il bene da conservare/valorizzare e della sussistenza delle condizioni economiche e sociali necessarie per protrarre nel tempo la sua valorizzazione.

L’apporto del restauro è finalizzato a misurare l’acquisizione di saperi multidiscipliari con l’esperienza del progetto di conservazione di sistemi complessi. Dove il progetto deve tendere a mantenere un sistema aperto che conserva struttura e funzioni attraverso la pluralità di “equilibri dinamici”, governati in maniera rigorosa da meccanismi di regolazione interdipendenti. Su queste basi si costruisce l’ action learning, attraverso la riflessione critica e l’operatività progettuale. Più precisamente, l’esperienza tende a verificare la capacità di:
- comprendere il patrimonio architettonico nei suoi statuti materici, tecnico-costruttivi, funzionali, strutturali, visti un una dimensione ampia che implica anche la verifica giustificata della sostenibilità e compatibilità a tutti i livelli (economico-sociale- culturale);
- far interagire i vari saperi nelle scelte di progetto, ai diversi livelli del processo, dal masterplan alla scala definitiva che configura i provvedimenti di conservazione e innovazione sulla materialità architettonica, urbana e paesaggistica.
- interpretare criticamente il patrimonio nelle sue necessità di tutela, messa in sicurezza, conservazione, nuovi usi, innovazione;
- gestire la complessità del progetto alla luce della cultura nazionale e internazionale della conservazione e innovazione.


MODULO DI VALORIZZAZIONE
Il quadro normativo che attualmente si sta delineando sia a livello nazionale sia internazionale (Horizon2020, direttive nazionali in merito al riuso e alla valorizzazione del Cultural Heritage, SmartCities, ecc.) fa emergere con evidenza la richiesta di conoscenze ed abilità nell’intervenire sul Cultural Heritage che partano da un progetto di conoscenza, preliminare a qualsiasi attività di restauro e valorizzazione, e confluiscano nei progetti di conservazione, tutela, rifunzionalizzazione, valorizzazione, gestione e comunicazione, attività spesso correlate che devono in maniera coordinate concorrere alla salvaguardia del bene.
Nel quadro degli obiettivi generali e ineludibili dell’Atelier, ovvero la conservazione, la valorizzazione, promozione dell’intero sistema dei beni della città e del suo intorno, gli obiettivi specifici del contributo di valorizzazione economica si pongono in linea con gli strumenti strategici e tattici richiesti dal processo di valorizzazione dei patrimoni. I casi studio scelti per l’atelier (patrimoni a vario titolo in dismissione o patrimoni oggetto di piani strategici da parte di Enti Pubblici) consentono allo studente -tramite la simulazione del percorso di atelier- di conoscere, analizzare, rielaborare criticamente, di applicare ed acquisire metodologie e strumenti indispensabili per il futuro architetto che opera nel campo del patrimonio culturale. A partire dalla conoscenza di alcune metodologie internazionali e di strumenti strettamente legati alla disciplina della Valorizzazione (es. l’iter di candidatura per piani Unesco, normativa e strategie per la dismissione dei patrimoni pubblici, linee-guida per la redazione di Studi di Fattibilità, modelli di business plan in campo culturale, indagini statistiche sui pubblici e sui consumi culturali, ecc.), di seguito alcune competenze(C) e abilità (A) richieste al progettista (nell’atelier lo studente) nel campo della valorizzazione dei patrimoni:
C)
conoscenza dei metodi di valutazione a livello strategico
Conoscenza delle fonti dati per le analisi del quadro competitivo del contesto
Conoscenza dei dati e delle fonti di mercato
Conoscenza di fonti anche economiche per l’analisi del caso-studio
Conoscenza della struttura di uno Studio di Fattibilità
Conoscenza della struttura di un Piano di Gestione UNESCO
Conoscenza delle possibilità di finanziamento dei progetti (nazionali e UE)
Conoscenza dei analisi sui pubblici e sulle domande culturali
Conoscenza degli strumenti di valutazione dei progetti
Conoscenza degli strumenti e dei procedimenti per quantificare i costi
Conoscenza delle problematiche di gestione degli interventi di valorizzazione
A:
Abilità nel selezionare i metodi di valutazione strategica
Abilità nell’individuare fonti e rielaborare dati per ragionamenti di prefattibilità
Abilità nel rielaborare i dati e nella loro interpretazione ai fini di un “giudizio di prefattibilità”
Abilità nell’elaborare dati su pubblici e su consumi culturali
Abilità nell’individuazione dei pubblici/domanda di riferimento per le attività e le funzioni individuate negli scenari di rifunzionalizzazione
Abilità nell’applicare analisi e procedimenti per supportare le scelte dei soggetti decisori fin dalle fasi preliminari
Abilità nella stesura di uno Studio di Fattibilità (SdF), accompagnato dalla messa a punto di un’architettura informativa che metta in luce maggiormente la dimensione strategica delle politiche di pianificazione legate ai casi-studio prescelti
Abilità nell’applicare strumenti di verifica di fattibilità anche in chiave gestionale
Abilità nell’identificare le fonti di finanziamento

Essendo l’esito dell’atelier una proposta di restauro e valorizzazione su manufatti architettonici storici e di rigenerazione dei contesti in cui tali manufatto sono inseriti, la predisposizione di un quadro di conoscenza sui casi-studio adottati come “dimostratori”, risulta fondamentale quale "repository" da cui attivare azioni e scenari di previsionali di valorizzazione. Azioni che, oltre a semplicarne la gestione, favoriscano la convergenza dei differenti stakeholders all’interno della molteplicità dei progetti specifici. Inoltre, risulta nodale l’individuazione dei differenti pubblici di riferimento, intesi come soggetti fruitori, sempre in una logica di sistema che favorisca la comunicazione e il posizionamento dello scenario di intervento sul patrimonio architettonico anche in una logica di posizionamento a livello internazionale come per il processo di candidatura dei siti UNESCO. Gli obiettivi formativi e gli strumenti che lo studente deve acquisire sono i seguenti:
• strumenti di analisi per la stesura di uno Studio di Fattibilità
• cronoprogramma di massima del progetto
• impostazione di un’analisi di fattibilità dal punto di vista privato e pubblico con il momento gestionale
• impostazione di un’analisi almeno parametrica dei costi di investimento e intervento
• analisi Domanda: analisi dei potenziali pubblici con statistiche descrittive
• ipotesi di segmentazione del pubblico e descrizione dei segmenti
- predisposizione di analisi degli investimenti, con applicazione di ACR (Analisi Costi Ricavi), ACB (Analisi Costi Benefici) semplificate e ACR e ACB gestionali
- impostazione di un business plan e analisi di gestione semplificate per stabilire sostenibilità della/e funzione/i, con eventuale applicazione di indicatori di performance gestionali
individuazione di un piano di finanziamenti e di risorse per la sostenibilità finanziaria, economica e gestionale delle proposte
In particolare si richiederanno dunque le seguenti capacità:
- capacità di raccogliere, organizzare e interpretare dati per la conoscenza del territorio ' e delle comunità in esso insediate - nei suoi aspetti storici, morfologici, sociali, economici, funzionali;
- capacità di sviluppare progetti controllando le ricadute a livello economico-finanziario e le relazioni con i contesti di mercato locali e globali;
- capacità di svolgere attività valutative con strumenti specifici e in riferimento agli interventi privati, pubblici e pubblico-privati; - capacità di coordinare e svolgere le verifiche di pre-fattibilità e fattibilità dei progetti, misurandosi con le loro implicazioni funzionali, tecnologiche, energetiche, strutturali, sociali e ambientali;
- capacità di valutare le ripercussioni e gli impatti che le trasformazioni proposte possono indurre sugli assetti spaziali, culturali e sociali dei contesti territoriali, anche minori. - capacità di comunicare il progetto.

Nell'ambito del Laboratorio sono previsti workshop, seminari interdisciplinari e di confronto con professionisti, tecnici, docenti anche stranieri.
Prerequisiti / Conoscenze pregresse
MODULO DI RESTAURO
Lo studente che accede a questo insegnamento deve essere in possesso delle conoscenze e abilità derivanti:
- dal superamento degli esami di disegno e rappresentazione, geomatica, storia dell’architettura, teoria storia e critica o fondamenti di restauro, tecnologia e scienza dei materiali, teorie e strumenti per le valutazioni immobiliari (e, in generale, delle discipline estimative per l'architettura e l'urbanistica), previsti nei CdL triennale in architettura. Deve sapere articolare correttamente fonti, strumenti e metodi propri alle sopraddette discipline;
- dal superamento degli Atelier 'Progetto di restauro architettonico', 'Riqualificazione della città consolidata' e 'Progettazione urbana' e dei Corsi 'Storia dell'architettura e della città' e 'Sociologia urbana e legislazione dei beni culturali' previsti al primo anno del Corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Restauro e Valorizzazione del Patrimonio.



MODULO DI VALORIZZAZIONE
Si intendono già acquisite in un percorso triennale e/o in quello magistrale le nozioni base della disciplina estimativa, i principi teorici della valutazione dei progetti e i fondamenti di analisi statistiche dei dati.
Programma
MODULO DI RESTAURO
L’esperienza dell’Atelier PATRIMONIO DEL NOVECENTO si basa su organismi urbani e territoriali (o loro parti) con problematiche particolari. Con questi si misurano gli strumenti della conoscenza (rilievo geometrico, materico, dei difetti, memoria dei luoghi e della collettività, funzioni e percezioni), le strategie di contenimento dei vari tipi di degrado, la verifica di compatibilità e di condivisione coi nuovi usi, dimostrando come la complessità culturale del restauro urbano includa le risorse dell’innovazione: ambiti disciplinari distinti, ma riconducibili all’unitarietà del progetto.
Nel modulo di Restauro il progetto di conoscenza e di restauro sono strettamente connessi nei preliminari di acquisizione delle fonti indirette e nell’indagine diretta, sul campo, che inducono a una prima fase di sintesi metaprogettuale e intuitiva, da ridiscutere e rielaborare con approfondimenti e feed back stimolati soprattutto durante le discussioni seminariale, momento centrale di unificazione critica del processo interdisciplinare.
L'insegnamento si articola in una parte teorico-culturale d’ inquadramento, sostenuta da casi di studio e sopralluoghi finalizzati; una parte propedeutica dedicata all'approfondimento della consistenza, delle tecniche e concezioni strutturali, restituiti attraverso il rilievo tematico criticamente interpretato; un masterplan fondato sulle potenzialità del manufatto e dell’area alla luce degli obiettivi di conservazione; nella elaborazione di un progetto di conservazione integrata alla scala paesaggistica in cui vengono esplicitati gli interventi per garantire la permanenza materiale del bene, la sua rifunzionalizzazione in termini compositivi, di percorsi, di elementi, il rapporto tra la conservazione dell’antico e l’aggiunta compatibile del nuovo, secondo il principio dell’incremento dei valori con nuovi apporti di qualità.
Per esplicitare le conoscenze, l'insegnamento fa riferimento all'illustrazione di casi reali e allo sviluppo di esercitazioni per simulare l'iter conoscitivo e applicativo, oltre che a lezioni monografiche seminariali.
In piena sinergia con il modulo di restauro, il contributo disciplinare della “valutazione/valorizzazione” consiste nel fornire gli strumenti economico e finanziari necessari per verificare la fattibilità economica e finanziaria dei progetti di restauro e riuso sempre avendo presente la loro componete pubblica. Pertanto, gli strumenti mutuati dall’economia privata e pubblica saranno applicati ai beni di interesse storico architettonico, facendoli interagire con il progetto di restauro, sin dalla fase della sua impostazione: con l’obiettivo di ricomporre il conflitto - che molte volte si determina - tra valori di natura diversa, ossia tra i valori storico-architettonici da tutelare e i valori più propriamente economici da cui dipende la realizzabilità dei progetti rivolti a eliminare il degrado fisico e funzionale. In particolare, l’attenzione sarà posta sulle architetture del 900 che, in quanto più recenti, facilmente sfuggono alle leggi della tutela, come risulta da alcuni casi emblematici riguardanti la Città di Torino e stessa Regione Piemonte. Il percorso metodologico e l’applicazione degli strumenti economico-finanziari saranno, pertanto, sperimentati sulle architetture del 900, sia pubbliche sia private, che hanno perso la loro destinazione originaria, per le quali il progetto stesso, se considerato nella sua componente economica, può avere un ruolo determinante nel supportare la creazione del valore anche sul piano economico. Il contributo ha l’obiettivo didattico di fare emergere le logiche e le convenienze contrapposte, private e pubbliche, implicite in ogni progetto, rendendo però gli studenti consapevoli del fatto che queste possono essere più facilmente ricomposte se si fanno interagire gli strumenti economici in tutte le fasi del progetto, anche assumendo la scala più propria del piano e/o d’insiemi di beni.



MODULO DI VALORIZZAZIONE
Gli argomenti trattati –secondo le modalità canoniche di atelier (comunicazioni frontali con esercitazioni in aula e esercitazione laboratorio multidisciplinare anche con l’ausilio di postazioni informatiche e con momenti di discussione e revisione anche collegiali degli elaborati in progress)- sono i seguenti:
- Presentazione del caso studio
- Implicazioni sul tema del Cultural Heritage e sugli metodi e strumenti della disciplina della valutazione
- Analisi della DOMANDA: Introduzione generale ai metodi
o FOCUS SU: le fonti dirette: i questionari: il questionario nei metodi di stima, le differenti tipologie di domande (open ended, closed ended, …) ed il ruolo dell’intervistatore
o Applicazione di analisi statistiche mirate sui pubblici
o Campionamenti su dati consumi culturali
o Analisi di casi museali
- I metodi di valutazione delle risorse dei Beni Culturali e i modelli di scelta nella valutazione economica di beni I
- metodi monetari e la famiglia delle Analisi Costi-Benefici (per confronto con l’Analisi Costi Ricavi)
o FOCUS SU: Metodi di supporto alla scelta e alla definizione dei giudizi di convenienza economica tra altenative : i metodi monetari dal punto di vista pubblico
o Presentazione di un caso studio di ACB e esempi di Analisi alternative
- Metodi di supporto alla scelta e alla definizione dei giudizi di convenienza economica tra alternative (I parte): i metodi monetari dal punto di vista privato
o Le redditività degli investimenti legati ai progetti di trasformazione
- Le ACR (Analisi Costi Ricavi)
o Definizione di VAN, TIR e Saggio di sconto: confronto tra investimenti privati e investimenti pubblici
o Esempi e ambiti applicativi svolti in aula per un’applicazione ai casi affrontati nell’Atelier
L’articolazione in ore e modalità di insegnamento prevista è la seguente:

Tipo didattica: Esercitazioni in aula Ore: 3.5 Lingua: IT
Tipo didattica: Lezioni Ore:8 Lingua: IT
Tipo didattica: Tutoraggio Architettura Ore: 46.5 Lingua: IT
Tipo didattica: Visite guidate/sopralluoghi Ore: 8.5 Lingua: IT


In piena sinergia con il modulo di Restauro Urbano, il contributo disciplinare della “valutazione/valorizzazione” consiste nel fornire gli strumenti economico e finanziari necessari per verificare la fattibilità economica e finanziaria dei progetti di restauro e riuso sempre avendo presente la loro componete pubblica. Pertanto, gli strumenti mutuati dall’economia privata e pubblica saranno applicati ai beni di interesse storico architettonico, facendoli interagire con il progetto di restauro, sin dalla fase della sua impostazione: con l’obiettivo di ricomporre il conflitto- che molte volte si determina - tra valori di natura diversa, ossia tra i valori storico-architettonici da tutelare e i valori più propriamente economicida cui dipende la realizzabilità dei progetti rivolti a eliminare il degrado fisico e funzionale. In particolare, l’attenzione sarà posta sulle architetture del 900, che, in quanto più recenti, facilmente sfuggono alle leggi della tutela, come risulta da alcuni casi emblematici riguardanti la Città di Torino e stessa Regione Piemonte. Il percorso metodologico e l’applicazione degli strumenti economico-finanziari saranno, pertanto, sperimentati sulle architetture del 900, sia pubbliche sia private, che hanno perso la loro destinazione originaria, per le quali il progetto stesso, se considerato nella sua componente economica, può avere un ruolo determinante nel supportare la creazione del valore anche sul piano economico. Il contributo ha l’obiettivo didattico di fare emergere le logiche e le convenienze contrapposte, private e pubbliche, implicite in ogni progetto, rendendo però gli studenti consapevoli del fatto che queste possono essere più facilmente ricomposte se si fanno interagire gli strumenti economici in tutte le fasi del progetto, anche assumendo la scala più propria del piano e/o d’insiemi di beni.
Organizzazione dell'insegnamento
MODULO DI RESTAURO
Lezioni e seminari sono svolti in parallelo con lo svolgimento dell'esercitazione progettuale. Sono previsti approfondimenti monografici, discussioni seminariali.
Le modalità didattiche prevedono lezioni frontali mono e pluri-disciplinari, orientate nei contenuti all’esperienza concreta del progetto di restauro e di valorizzazione. Attraverso l'esemplificazione di casi - anche sulla base delle problematiche espresse dalle esercitazioni in corso - si affrontano le metodologie di intervento specifiche, condivise in discussioni collettive.
Crediti 8; 80 ore di didattica (ripartite indicativamente in 30 ore di lezione, 50 di esercitazione). Al carico è da aggiungere l'impegno richiesto per sviluppare e completare l'esercitazione, il reperimento di specifiche fonti, lo studio dei materiali bibliografici e delle dispense di supporto.
In aula è fornita assistenza continua nello sviluppo dell'esercitazione da parte della docenza e di un esercitatore.
Sono previsti momenti di confronto e revisione interdisciplinare delle esercitazioni da parte dei docenti dell'Atelier, nonché l'esposizione seminariale dello stato di avanzamento dell'esercitazione da parte degli studenti: a compimento del progetto di conoscenza, dopo la stesura dei masterplan, a completamento del progetto di restauro.



MODULO DI VALORIZZAZIONE
La predisposizione delle tavole finali specifiche dell’apporto di valorizzazione, viene affrontata tramite un percorso per gruppi di lavoro (composti da 3-4 studenti massimo, salvo casi eccezionali ma individuati dal docente stesso), per fasi avanzamento lavori guidato e monitorato dal docente con lezioni frontali, esercitazioni e testimonianze e anche attraverso momenti programmati di compresenza dei docenti afferenti all’atelier: le ore prevedono momenti teorici e momenti esercitativi (15 didattica frontale, 5 testimonianze e 30 esercitazioni in aula)
In particolare i contenuti degli elaborati finali saranno illustrati a metà percorso didattico (anche con indicazioni di specifici approfondimenti su casi-studio e per singoli gruppi di lavoro) con la consegna da parte del docente del supporto informatico con il modello digitale di tavola.
Testi richiesti o raccomandati: letture, dispense, altro materiale didattico
MODULO DI RESTAURO
Sintesi degli argomenti trattati, dispense tematiche sulle lezioni e documenti utili all'organizzazione e allo svolgimento del progetto sono messi a disposizione degli studenti sul portale della didattica.
Indicazioni bibliografiche e normative verranno specificate di volta in volta nel corso delle lezioni e durante le attività di esercitazione.
Bibliografia generale del modulo di Restauro:
- Marco Dezzi Bardeschi, Restauro: punto e da capo. Frammenti per una (impossibile) teoria, a cura di Vittorio Locatelli, Franco Angeli, Milano 1991.
- Françoise Choay, L’Allegorie du patrimoine, Editions du Seuil, Paris 1992, ed. it. a cura di E. d’Alfonso, I. Valente, L’allegoria del Patrimonio, Officina Edizioni, Roma 1995.
- Maria Adriana Giusti, Temi di restauro, Celid, Torino 2000.
- Stefano F. Musso, Recupero e restauro degli edifici storici, EPC Libri, Roma 2004.
Maria Adriana Gisti, OAM (Osservatorio dell’Architettura Moderna) in Piemonte, Idea Books, 2007.
-Maria Adriana Giusti, Rosa Tambottino, Guida all’architettura del Novecento in Piemonte, Allemandi, Torino 2008.
- Donatella Fiorani (a cura di), Restauro e tecnologie in architettura, Carocci, Roma 2009.
- Marco Dezzi Bardeschi, Laura Gioeni, Restauro: due punti e da capo. Frammenti per una (impossibile) teoria, Francoangeli, Milano 2009.
- Susanna Caccia, Elogio della cura. Il progetto di restauro: orientamenti critici ed esperienze / In praise of care. The restoration project: critical orientation and experience, Ets, Pisa 2012.
- Maria Adriana Giusti (a cura di), Paesi & paesaggi. Odeporico nei luoghi del Canavese, Ets, Pisa 2013.

Riviste consigliate: ANANKE, Lotus, Materia.
Possono essere richiesti approfondimenti monografici sui temi affrontati.



MODULO DI VALORIZZAZIONE
I testi, scelti tra quelli elencati, saranno comunicati a lezione dal docente titolare dell’insegnamento.
Si segnalano dei testi di riferimento non tutti obbligatori ma fortemente consigliati almeno per le parti trattate nelle lezioni teoriche e durante le esercitazioni, raccolte nel materiale caricato sul portale della didattica

BIBLIOGRAFIA
Testi di riferimento di base:

C. COSCIA, E. FREGONARA, Strumenti economico-estimativi nella valorizzazione delle risorse architettoniche e culturali, Celid, Torino, 2004;

R. CURTO, "Strategie e progetti per la valorizzare e gestire il patrimonio esistente", in Estimo e territorio, anno LXVI, n. 12, dicembre 2003;

M. Florio, La valutazione degli investimenti pubblici. I progetti nell’Unione Europea e nell’esperienza internazionale, Voll. I e II, Franco Angeli, Milano, 2002;

Testi e materiali specifici sul caso-studio adottato saranno forniti dal docente durante le attività di atelier

Letture consigliate:

Ancarani, Fabio e Valdani, Enrico (a cura di), Strategie di marketing del territorio. Generare valore per le imprese e i territori nell'economia della conoscenza, Milano, EGEA, 2001 ;

Caroli, Matteo, Il marketing territoriale, Milano, F. Angeli, 1999;

Grossi, Roberto e Meneguzzo Marco (a cura di), La valorizzazione del patrimonio culturale per lo sviluppo locale, Primo Rapporto Annuale di Federculture, Milano, Touring Editore, 2002;
Criteri, regole e procedure per l'esame
Tali verifiche hanno carattere collegiale e pubblico. Le modalità di esame sono: orali, pratiche e casi-studio con la finalità di verificare: le conoscenze acquisite sul piano teorico-metodologico e tecnico-pratico e valutazione della capacità di applicazione delle stesse all'attività progettuale, a partire dalla discussione della proposta sul caso –studio elaborata nel corso dell’anno. La prova orale finale della durata di circa 30 minuti si svolge per gruppi con discussione collegiale sulle tavole e sui dossier di supporto e con verifica individuale di conoscenza sulle nozioni base del corso.


La verifica di conoscenze e capacità avviene tramite vari momenti intermedi e finali.
Nel corso di tali momenti si accerta la capacità di integrazione delle conoscenze acquisite in contesti diversi e di valutare, selezionando criticamente le soluzioni culturalmente sostenibili. Il metodo di verifica si attesta sulla discussione di elaborati e colloqui sugli aspetti teorici e applicativi.
In particolare, in sede d'esame, è discusso l’intero processo progettuale in forma di elaborati grafici e di relazioni descrittive che lo studente deve sapere illustrare con linguaggio tecnico scientifico, esponendo le scelte progettuali in relazione ai riferimenti teorici, critici, applicativi.

La valutazione terrà conto del grado di apprendimento dello studente, della capacità di applicazione e discussione delle conoscenze - anche pregresse – acquisite, ai problemi di carattere interdisciplinare e di restituzione delle proposte.
Lo studente sosterrà la prova d'esame singolarmente.
La valutazione finale terrà conto delle valutazioni in itinere, della presentazione e discussione degli elaborati finali e del lavoro svolto globalmente.

La frequenza è condizione fondamentale per sviluppare positivamente le attività previste dal modulo di Restauro.

L'esame sarà superato solo nel caso in cui i docenti giudichino lo studente positivamente nelle discipline afferenti all'Atelier.
Orario delle lezioni
Statistiche superamento esami

Programma definitivo per l'A.A.2014/15
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