| Politecnico di Torino | |||||||||||||||||
| Anno Accademico 2016/17 | |||||||||||||||||
| 01QMSPQ Tecnologia dell'architettura B |
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Corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Citta' - Torino |
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| Esclusioni: 01QLN; 01OTX; 01QLK |
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Presentazione
Sottotitolo dell’insegnamento: TECNOLOGIE PER LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE ALLA SCALA MICROURBANA
In ambito internazionale il campo dei significati e delle relative competenze che ruotano attorno al concetto di tecnologia costruttiva dei paesaggi insediativi sono più complesse rispetto a quanto, in ambito nazionale, si rintraccia sotto l’etichetta di “Tecnologia dell’architettura” (sia nell’ambito della professione, che dell’offerta formativa erogata delle Università, che – spesso - della ricerca in campo accademico). Fattori culturali di lunga tradizione e complessi – ad esempio, in ambito anglosassone, la concezione del progetto di architettura imprescindibilmente legata al rapporto tra natura/artificio, nella relazione tra edifici e spazi aperti – e un rapidissimo e continuo aggiornarsi dei paradigmi concettuali e operativi che ispirano e guidano le tensioni trasformative degli spazi dell’abitare caratterizzati da una elevata qualità ambientale hanno determinato questa differenza con il contesto nazionale. Coerentemente con questa premessa, all’estero (pur con le dovute e evidenti eccezioni) si osserva una più convinta attitudine nel concepire il progetto ambientalmente consapevole come: - fortemente caratterizzato da uno sguardo che oggi non puo’ essere centrato esclusivamente sull’involucro edilizio, ma che trova le sua coerenza di senso nel peseguire obiettivi prestazionali e di attrattività formale proprio allargando lo sguardo al rapporto tra più edifici e allo spazio connettivo, rinnovando anche dal punto di vista delle attenzioni ambientali il significato di approccio “multiscalare”; - consapevolmente orientato a mettere a sistema tutti i temi che afferiscono alla progettazione eco-orientata (“approccio olistico”), in un continuo aggiornamento del significato di quella che la cultura disciplinare nazionale chiama “Progettazione Tecnologica Ambientale” (bioclimatica, microgenerazione energetica, progetto del ciclo delle acque, smart grid da digitalizzazione, catene corte dei materiali, riciclo,…); - fortemente centrato a caratterizzare il tema della qualità ambientale come strumento di forte attrattività formale dei paesaggi insediativi, nel rapporto tra tecnica/forma/qualità dell’abitare/dinamiche sociali di appropriazione dei luoghi. Il corso intende offrire agli studenti uno sguardo che, proprio sotto la denominazione disciplinare “Tecnologia dell’architettura”, sia in linea con il quadro dell’offerta formativa delle più significative “Scuole di architettura” internazionali, al fine di incrementare le potenzialità competitive del laureando stesso sullo scacchiere internazionale anche per quanto attiene al progetto ambientalmente consapevole, senza perdere di vista le specificità dell’approccio della culturale locale. Oggetto dell’esperienza formativa sono, dunque, l’acquisizione di consapevolezza sugli approcci metodologici, i principi e le tecniche che oggi guidano i processi di ideazione e costruzione che presiedono al progetto ambientalmente sostenibile, con particolare attenzione alle relazioni di significato culturali complesse. Non si tratta, infatti, di una meccanica traslazione di approcci e metodi da contesti territotoriali altri: i contenuti formativi erogati durante il corso vengono presentati evidenziando anche le banalizzazioni di significato degli iperspecialismi e dei settorialismi, sottolineando come l’approccio culturale complesso tipico di molta parte delle nostre “Scuola di architettura” possa caratterizzarsi come un fattore che rende potenzialmente interessante nel quadro competitivo internazionale (e – a maggior ragione – nazionale) l’apporto dello studente che ha frquentato i corsi di laurea afferenti all’area dell’architettura in Italia. Da questo punto di vista, l’insegnamento trova ideale collocazione nel percorso formativo di “Architettura Costruzione Città”, in quanto Corso di Laurea orientato – come da manifesto programmatico - a una forte attenzione alla multiscalarità e multidisciplinarietà nel progetto di architettura: il tentativo è quello di arricchire e rafforzare ulteriromente l’identità del Corso di Laurea stesso anche dal punto di vista in un approccio alla sostenibilità ambientale del costruito che non intende mettere in secondo piano le valenze culturali del progetto rispetto agli obiettivi di perseguimento delle performance prestazionali. In aggiunta, tale quadro metodologico che ispira l’insegnamento appare coerente con la tradizione di approccio di una certa parte della “Scuola di architettura” del Politecnico di Torino, caratterizzata da una forte convinzione nel dare valore ai concetti di identità dei contesti territoriali (nella accezione più vasta di significato del termine) come strumenti imprescindibili nel percorso di avvicinamento a una reale qualità dell’abitare: l’obiettivo è di evidenziare allo studente il ruolo, da questo punto di vista, della tecnologia dell’architettura, secondo un approccio che però sia al passo con l’aggiormamento concettuale e tecnico rintracciabile nei contesti internazionali di eccellenza. Il corso, essendo offerto all’ultimo anno di studi della Laurea magistrale, non è propedeutico a corsi successivi: è strutturato con l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per affrontare con la necessaria consapevolezza eventuali ulteriori approfondimenti (tesi di laurea, workshop, master post lauream, attività professionale). Anche per questa ragione, propone un taglio tematico all’approccio del tema della sostenibilità ambientale del costruito che può non essere stato affrontati in precedenza dagli studenti. Gli obiettivi formativi consistono, sinteticamente, nella formazione della capacità di affrontare un problema di tecnologia dell'architettura in modo autonomo e con competenza culturalmente fondata. Agli studenti si richiede di assimilare i contenuti proposti e di dimostrare la maturazione della capacità critica anche attraverso l’applicazione operativa dei contenuti stessi. |
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Risultati di apprendimento attesi
- capacità di indagare la relazione critica tra aspetti diversi di problemi complessi (approccio olistico nell’inquadramento teorico dei problemi);
- capacità di indagare in modo consepevole la relazione tra elementi di operatività differenti in sistemi complessi (approccio olistico nel progetto tecnologico); - abilità di elaborare una risposta progettuale/costruttiva per rispondere a un sistema preciso di obiettivi; L’acquisizione e la comprensione degli strumenti concettuali e operativi saranno verificate anche a mezzo di una esercitazione “proto-progettuale” (cfr. punti successivi). |
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Prerequisiti / Conoscenze pregresse
- capacità di comprensione e di espressione nel linguaggio della Progettazione Tecnologica Ambientale;
- conoscenza di base delle tecniche e dei sistemi costruttivi, del calcolo strutturale e della fisica tecnica ambientale; - abilità di analisi e interpretazione della ricadute anche di linguaggio delle scelte tecnologiche sulle trasformazioni dell’ambiente costruito; |
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Programma
Il corso esplora lo spazio fisico della città contemporanea – in relazione agli interventi per la qualità ambientale come strumento di attrattività formale sia nel caso del retrofit, che nel progetto di nuovi insediamenti, sempre con lo sguardo rivolto alla scala di quartiere (non intesa, ovviamente, come pura sommatoria e meccanico accostamento di edifici e spazi aperti).
Oggi è proprio l’ambito urbano il luogo privilegiato di sperimentazione della eccellenza anche in fatto di soluzioni tecnologiche evolute e dei relativi processi metodologici finalizzati a innervare la qualità ambientale del costruito alla scala microrubana e a implementare – nel contempo – l’attrattività degli spazi stessi, in termini di esiti figurativi. La cornice concettuale di riferimento è, dunque, quella dell’ “environmental design”, anche nei termini di paradigma in grado di sintetizzare il rapporto tra tecnologia/ambiente/linguaggi formali nei paesaggi insediativi, nei quali la qualità dell’abitare è intesa anche come qualità percettiva come obiettivo condiviso. Gli spazi dell’urbanità, in particolare, sono riconosciuti come lente critica particolarmente efficace per restituire la complessità del quadro culturale entro il quale matura la possibilità e l’opportunità o meno di riferirsi a determinate opzioni tecnologiche nell’ambito delle fasi di elaborazione del progetto, con particolare riferimento – oltre che alla imprescindibile verifica degli obiettivi di performance prestazionale - al contesto territoriale di afferenza: non solo dal punto di vista del quadro ambientale, ma anche degli aspetti legati al milieu identitario, fisico ma anche socio-istituzionale e economico-imprenditoriale. Questa impostazione deriva dalla necessità di assumere consapevolezza, da parte di studenti giunti quasi al termine del loro percorso di studi magistrale, sul fatto che oggi il valore aggiunto nella competenze per il progetto ambientalmente sostenibile è individuabile in misura sempre più significativa anche nella capacità critica di interpretare gli strumenti afferenti al campo disciplinare della tecnologia dell’architettura in un ragionamento intellettuale “complesso”: questa attitudine è fondamentale anche per porsi in modo critico nei confronti di un determinismo tecnocratico ormai imperante e della conseguente presunzione di “ricette sempre valide” da applicare in maniera banalizzata nei processi di trasformazione del territorio urbanizzato. In particolare, alcune città in ambito internazionale sono state selezionate come case-studies di esplorazione approfondita, in quanto identificate come “incubatori” di pratiche virtuose nell’utilizzare tecniche, materiali, metodi esemplari nella ri-progettazione in chiave ambientale di alcune porzioni di tessuto urbano, con particolare attenzione al rapporto tra edifici e spazio aperto e ai luoghi di fruizione collettiva. Lo specifico tema entro il quale si riconducono gli argomenti affrontati è la riqualificazione degli spazi urbani esistenti in chiave eco-oriented, con riferimento alle implicazioni alla scala di quartiere: l’intento è quello di offrire un quadro delle principali attuali linee di tendenza. In dettaglio, il programma sarà articolato in: lezioni introduttive e di inquadramento teorico/concettuale (codice “T”); lezioni sui paradigmi interpretativi cui sono ricondotte le strategie ricorrenti in ambito di retrofit/progetto ex novo a scala microurbana nel quadro internazioanle (codice “F”); lezioni sugli specifici aspetti di sostenbilità ambientale alla scala di quartiere: ogni lezione sarà monografica e inquadrerà le scelte di tecnologia ambientale nel quadro complesso delle linee strategiche adottate dalla città di riferimento (codice “H”); considerazioni conclusive su casi che evidenzino l’intersezione tra i diversi paradigmi individuati (codice “H”); sinetico ripasso dei principi-base afferenti al concetto di “Progettazione Tecnologica Ambientale” (codice “R”). In particolare, i contenuti del corso sono articolati secondo questa sequenza: - Codice “T”: Inquadramento teorico/concettuale. Città e sostenibilità ambientale alla scala di quartiere: atlante delle concettualizzazioni al riguardo; tempo dedicato ai moduli didattici sotto questo codice, da intendersi come indicativo e da confermare = 9 ore: - Codice “F”: Paradigmi di lettura sugli specifici fuochi di approfondimento tematici, a mezzo di esemplificazioni con case-studies contemporanei (esempi: gestione delocalizzata delle risorse non rinnovabili; auto-produzione diffusa di energia; comfort termico alla scala di quartiere; auto-produzione diffusa di cibo; vivere smart: digitalizzazione dello spazio urbano; Materiali: catene corte e riciclo,….). Tempo dedicato ai moduli didattici sotto questo codice, da intendersi come indicativo e da confermare = 22,5 ore; Codice “H”: _Paradigmi a sistema: la grande sfida/opportunità per la città contemporanea. Esemplificazione di case-studies nei quali sia rintracciabile l’approccio olistico (più temi a sistema) e multiscalare. Tempo dedicato, da intendersi come indicativo e da confermare = 13,5 ore; Codice “R”: Sintetico ripasso delle nozioni base (orientamento, buffer microclimatici, impianti per la gestione delle rinnovabili, certificazione ambientale,…).Tempo dedicato, da intendersi come indicativo e da confermare = 15 ore; Totale ore erogate dal corso (a preventivo) = 60 ore = 6 crediti. - |
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Organizzazione dell'insegnamento
L’erogazione dei contenuti dell’insegnamento avviene, in prevalenza, attraverso lezioni ex-cathedra da parte del docente titolare del corso.
Potranno, inoltre, essere previste altre modalità di approfondimento e comunicazione: - confronti con esperti, operatori del settore, aziende produttrici e altri stakeholders; - confronti con progettisti. Inoltre, è in programma un viaggio di studio (autunno 2016) in ambito UE e/o inglese, articolato in più giorni (comunque opzionale), finalizzato ad indagare sul campo i temi trattati in aula. Proprio perché il corso intende focalizzare l’attenzione sull’inquadramento dell’approccio tecnologico alla qualità ambientale nel complesso sistema di relazioni ambientali, economiche, culturali, sociali in cui matura, si ritiene importante l’entrare in contatto con una delle realtà oggetto di studio attraverso visite dirette in loco. Tali visite impegneranno un monte ore da conteggiare, evidentemente, oltre il carico didattico del corso stesso. Lo studente, inoltre, matura capacità di comprensione e abilità attraverso una esercitazione (codice “EX”), da svolgere durante l’intero semestre di erogazione di riferimento. L’esercitazione è individuale o di gruppo (max 3 studenti) e consiste in un approfondimento “proto- progettuale”, centrato sui temi di sostenibilità ambientale del costruito, da svolgere durante il semestre. In particolare, tale esercitazione potrà consistere, a scelta dello studente: - codice “EX.A”: nella individuazione di una nuova call in corso di progettazione architettonica (bando di concorso di idee, oppure workshop progettuale in avvio o in corso nell’ambito dell’offerta formativa, oppure tesi di laurea di natura progettuale in avvio o già avviata,…), elaborando delle tavole di pre-figurazione progettuale particolarmente centrate sugli aspetti di qualità ambientale, secondo le indicazioni che verranno fornite dalla docenza; Con riferimento al workshop progettuale, il docente titolare ha in programma per l’autunno 2016 lo svolgimento di un workshop di progettazione – vincitore del bando per la premialità didattica del Dipartimento di Architettura e Design -, che verrà offerto agli studenti dei Corsi di Laurea afferenti all’area dell’architettura del Politecnco di Torno. Dunque, è potenzialmente opzionabile anche dagli studeti iscritti a questo insegnamento. Oppure: - codice “EX.B”: nella rivisitazione tecnologica - sempre con riferimento alle strategie per la qualità ambientale alla scala microurbana - di una elaborazione progettuale precedentemente svolta, portata avanti nell’ambito di unità di progetto, atelier, workshop, seminario del corso di laurea cui gli studenti afferiscono, o hanno afferito durante il triennio. Le chiavi di lettura per elaborare tale rivisitazione progettuale verranno fornite dalla docenza. |
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Testi richiesti o raccomandati: letture, dispense, altro materiale didattico
Il materiale didattico su cui preparare l’esame è costituito da selezioni (nel rispetto dei diritti di riproduzione) tratte dai testi di riferimento, capitoli o parti di capitoli, compresi quelli già pubblicati o in via di elaborazione da parte del docente titolare del corso.
Le presentazioni proiettate del docente in aula saranno scaricabili dal portale della didattica, e serviranno esclusivamente come traccia di indice per la sequenza di concetti espressi in ciascuna lezione. Stante l’ampiezza e la continua evoluzione dei temi trattati, non è possibile sintetizzare in questa sede una bibliografia esaustiva. I riferimenti bibliografici per i singoli casi afferenti ai paradigmi esplicitati verranno forniti durante le lezioni. Di seguito si indica una selezione di testi attinenti alle linee teorico-concettuali generali. 1) Sul rapporto tra città, società, territorio, sviluppo economico: - Massimo Jevolella (a cura di), Aristotele, L’etica del cittadino, Mondadori 2009; - L. Bazzanella et. al, Progetto: storie e teorie, Celid, Torino 1982; - Clemens Zimmerman, L’era delle metropoli, il Mulino 2004; - Luca Davico, Alfredo Mela, Luca Staricco. Città sostenibili. Una prospettiva sociologica, Carocci, Roma 2009; - Charles Landry, The creative city. A toolkit for Urban Innovators, Routledge, London 2008; - Charles Landry, City Making, L’arte di fare la città, Codice edizioni, Torino 2009; - Giuseppe Dematteis, Carlo Lanza, Le città nel mondo. Una geografia urbana, Utet, 2011; - Luciano Crespi (a cura di), Città come/The city as, Maggioli editore, Santarcangelo di Romagna 2011; - Donatella e Dennis Meadows, Jorgen Randers. I nuovi limiti dello sviluppo. La salute del pianeta nel terzo millennio, Mondadori, Milano 2006; - Barbara Golicnik Marusic, Matej Niksic and Lise Coiritier, Human cities.Celebrating Public space, Stichting Kunstbuech, Oostkamp 2010; - Jan Gehl, Birgitte Svarne, How to study public life, Island Press, Washington-Covelo-London, 2013; 2) Sul rapporto forma urbana/sostenibilità: - Mike Jenks, Nicola Dempsey, Future Forms and Design for Sustainable Cities, Elsevier, Amsterdam, Boston, Heidelberg, London, New York, Oxford, Paris, Sam Diego, San Francisco, Singapore, Sydeny, Tokyo 2005; - Steffen Leumann, The principles of green urbanism. Transforming the City for Sustainability, Earthscan, Washington, London 2010; - Mohsen Mostafavi with Gareth Doherty, Ecological Urbanism, Lars Müller Publishers, Baden 2010; - Alexandros Washburn, The nature of urban design. A New York Perspective on resilience, Island press, Washington-Covelo-London 2013; 3) Sul rapporto qualità ambientale/progetto e riqualificazione dello spazio urbano: - J. Steel, Ecological Architecture. A critical history, Thames & Hudson, London 2005; - Tim Dixon, Malcolm Eames, Miriam Hunt, Simon Lennon, Urban retrofitting for sustainability. Mapping the transition to 2050, Routledge, London 2014; - Ellen van Bueren, Hein van Bohemen, Laure Itard, Henk Visscher, Sustainable Urban Environments. An Ecosystem approach, Springer, Dordrecht, Heidelberg, London, New York 2011; - Giuseppe Gisotti, Ambiente Urbano. Introduzione all’ecologia urbana. Manuale per lo studio e il governo della città, Dario Flaccovio Editore, Palermo 2007; - David Owen, Green Metropolis. La città è più ecologica della campagna?, Egea, Milano 2010; - Konrad Otto-Zimmerman, Resilient cities 2: Cities and Adaptation to Climate Change-Proceedings of the Global Forum 2011, Springer, Dordrecht, Heidelberg, London, New York 2011; - Andres Duany, Jeff Speck, con Mike Lydon, The Smart Growth Manual, Mc Graw Hill, New York, Chicago, San Francisco, Lisbona, Londra, Madrid, Mexico City, Milano, New Delphi, San Juan, Seoul, Singapore, Sydeny, Toronto 2010; - Ester Zazzero, Progettare Green cities, List, Lisbona 2010; - Virginio Bettini, Ecologia Urbana. L’uomo e la città, Utet, Torino 2004; - Luca Marescotti, Città,Tecnologie,Ambiente. Le tecnologie per la sostenibilità e la protezione ambientale, Libreria Clup, Milano 2004; Maggioli - Anna Jorgensen, Richard Keenan, a cura di, Urban wildscapes, Routledge, London-New York 2012; - Willy Muller, Vincente Guallart, Manuel Gausa, hiCat Researches Territories, Actar, Barcellona 2005. |
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Criteri, regole e procedure per l'esame
Modalità d’esame: scritto + orale.
Esame scritto (individuale): test con domande a risposta multipla e risposta aperta (8 domande in tutto). Durata dell’esame scritto: 60 minuti max. Esame orale: discussione dell’elaborato proto-progettuale. Durata dell’esame orale: variabile, in funzione del fatto che l’esercitazione sia stata svolta individualmente o in gruppo (variabile tra 20 minn e 60 minn c.a.). Calcolo del punteggio: Esame scritto: max 16 punti. Per ogni risposta corretta vengono attribuiti + 2 punti (possibili frazioni di punto in caso di risposta parzialmente corretta); per ogni risposta errata vengono attribuiti – 0,5 punti. Per ogni risposta non data vengono attribuiti + 0 punti. Esame orale (discussione elaborato proto-progettuale): max 16 punti, attribuiti secondo le chiavi di valutazione che verranno fornite durante il corso. L’esame si considera superato al raggiungimento di una valutazione minima di 18 punti, sommando matematicamente i punti dell’esame scritto con quelli dell’esame orale: la valutazione massima di 30 e lode è attribuita con il raggiungimento di un punteggi che superi i 30 punti complessivamente. |
| Orario delle lezioni |
| Statistiche superamento esami |
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