PORTALE DELLA DIDATTICA

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Atelier Città e Territorio F

01STEPM

A.A. 2019/20

Lingua dell'insegnamento

Italiano

Corsi di studio

Organizzazione dell'insegnamento
Didattica Ore
Lezioni 42
Esercitazioni in aula 18
Tutoraggio 35
Docenti
Docente Qualifica Settore h.Lez h.Es h.Lab h.Tut Anni incarico
Loy Nadia
Atelier Città e Territorio F (Probabilità e statistica matematica)  
Ricercatore L240/10 MATH-04/A 20 0 0 0 1
Corrado Federica
Atelier Città e Territorio F (Urbanistica)
Professore Associato CEAR-12/A 42 18 0 0 6
Collaboratori
Espandi

Didattica
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
2019/20
L’Atelier Città e Territorio guida gli studenti nella progressiva esplorazione del progetto architettonico, visto nelle sue relazioni con le dimensioni e i significati della città. L’Atelier, attraverso i contributi disciplinari coordinati della Composizione Architettonica e Urbana, dell’Urbanistica e della Matematica, supera la nozione di oggetti architettonici autonomi e sviluppa le relazioni del progetto con il contesto, facendo interagire le sfere teoriche, tecniche e pratiche con cui lavorare nello spazio costruito. L’Atelier si concentra su: letture e interpretazioni dello spazio, possibili impieghi dei dati quantitativi e loro rappresentazioni; dialettica fra visioni prescrittive basate sugli usi del suolo e codici morfologici.
The “City and Territory” Studio introduces students to additional explorations of architectural design in relationships with the city, its different dimensions and meanings. Via coordinated disciplinary contributions of ‘Architectural and Urban Design’, ‘Urban Planning’ and ‘Probability and Statistics’, the studio intends to overcome the notion of spatial design as made of independent architectural objects. The studio’s aim is to unfold the relationships between design and its related context, as well as to establish linkages between theoretical, technical and practical spheres in the built space. The studio revolves around: ways of reading and interpreting space; potential of handling and using quantitative data, and their conventional visualization; tensions between prescriptive visions based on land uses and morphological codes.
In continuità con il percorso avviato nel primo anno prosegue nell’Atelier Città e Territorio la predisposizione del toolbox personale dello studente con ragionamenti sui riferimenti progettuali, la competenza normativa tecnica di base, la capacità di elaborare schemi distributivi in varie dimensioni. Gli avanzamenti attesi riguardano in particolare la capacità di lavorare, individualmente e in gruppo, sviluppando: - un approccio integrato al progetto e al programma: saper analizzare e interpretare criticamente insiemi urbani definiti rispetto a dimensioni più comprensive della città e dell’urbanizzazione contemporanei; - competenze nella lettura morfologica degli insediamenti: saper riconoscere criticamente principi dispositivi e insediativi funzionali ad elaborare e argomentare idee di progetto; - la capacità di utilizzare strumenti sintetici per la comprensione delle occasioni progettuali: capire gli indicatori statistico-quantitativi ed operare criticamente rispetto ad eventuali parametri assunti dai regolamenti esistenti (quali densità e standard urbanistici convenzionali) in funzione del progetto urbano; - le competenze utili a riconoscere le relazioni con la forma del suolo e gli elementi costitutivi del paesaggio in una logica progettuale; - l’attitudine alla sintesi dei ragionamenti svolti attraverso il progetto d’architettura urbana, inteso come momento di discontinuità rispetto all’esistente.
L’Atelier si costruisce a partire dalle competenze acquisite nel corso del primo anno “Istruzioni”. In particolare, l’Atelier presuppone che gli studenti abbiano acquisito le conoscenze critiche e progettuali di base dell’Atelier Fondamenti di Progettazione, degli strumenti di lettura ed elaborazione della città contemporanea trasmessi dal corso di Urbanistica del primo anno, unitamente alla conoscenza degli elementi di tecnica urbanistica utili a muoversi con familiarità nei quadri normativi attivi nelle aree progetto. L’Atelier richiede inoltre che gli studenti possiedano i fondamenti di algebra lineare, calcolo differenziale e calcolo integrale acquisiti nel corso di Istituzioni di Matematiche
Anno per anno, gli Atelier si coordinano per concordare un tema generale comune che riguardi quadri di trasformazione della città contemporanea, capaci di catalizzare ulteriori integrazioni con gli altri corsi del semestre. L’obiettivo è garantire agli studenti una coerenza nell’offerta formativa basata sulla confrontabilità dei risultati didattici e degli elaborati, oltre a migliorare la visibilità esterna per iniziative di comunicazione e pubblicistiche. Ciascun atelier avrà la possibilità di declinare i temi concordati in relazione alle idee e alle attitudini dei docenti referenti, prevedendo direzioni e modalità di approfondimento diverse. Il sito di esercitazione progettuale è una parte di città o di territorio – quale il quartiere residenziale, il borgo compatto, il settore urbano, o simili – che consenta di condividere informazioni di riferimento prima dell’inizio dei corsi, di effettuare sopralluoghi e accedere alle fonti o agli archivi di dati urbani durante il semestre. Attraverso l’analisi del sito e l’esercizio progettuale, gli studenti si misureranno con una dimensione micro-urbana di lavoro, in cui affrontare il progetto urbano ex novo o alternativo alle condizioni attuali. I passaggi continui dalla dimensione del contesto di lavoro alla comprensione dei fenomeni urbani contemporanei consentono di maturare specifiche competenze relativamente ai temi dell’urbanità e del cambio di scala nelle trasformazioni dell’ambiente antropogeografico. Sarà inoltre proposta nell’Atelier la rivisitazione in chiave attuale delle letture quantitative e orientate alla valutazione del territorio o del sistema ambientale. Il tema di lavoro. L’Atelier propone a livello microurbano la ridefinizione di un “vuoto” urbano e del suo intorno nella zona centrale di Torino. Il corso pone quindi particolare attenzione alla ridefinizione delle funzioni e della forma urbana, che andranno ridiscusse rispetto alle attuali ipotesi di PRG, sviluppando in premessa e in parallelo un’indagine interdisciplinare estesa ad un’area più vasta con la quale il tema rimane in costante dialogo critico. Il punctum è rappresentato da una situazione irrisolta, residuale delle demolizioni belliche nel centro storico, in un contesto di cerniera tra Quadrilatero ed espansioni ottocentesche che ha il suo epicentro nel piazzale Amelia Piccinini: tema reso interessante dalla presenza di importanti scenografie architettoniche, del verde dei viali e da un pervasivo e discontinuo decoro urbano consolidatosi tra Sette e Novecento. Di questo fulcro e dell’intorno verranno illustrate le premesse storico- urbanistiche e storico- architettoniche. Quadro e contesto urbano di riferimento – che motiverà le scelte da operare a livello specifico sul tema – è una zona assai più estesa e contradditoria, che lambisce le zone di Valdocco, del Quadrilatero e del Passante ferroviario. Sarà indispensabile premessa la formulazione di un concept di progetto che – come in un racconto circolare - illustri le valenze dell'intorno rispetto all’ intervento e dell’intervento rispetto all'intorno concentrandosi poi sulla scala microurbana e architettonica. L’esperienza didattica si basa in questa fase su un ragionamento induttivo – che presuppone la conoscenza ma non necessariamente la consequenzialità rispetto allo strumento urbanistico - per intervenire piuttosto su nodi significativi del tessuto urbano verificandone le reazioni possibili. L’analisi preliminare del concept, svolta in comune con le altre materie, è da intendersi come primo punto di verifica delle ipotesi acquisite, e come indispensabile aggiornamento collettivo tra studenti e docenti per lo stabilirsi di un linguaggio condiviso all’interno dell’atelier.
Altre informazioni relative all’insegnamento, utili in sede di coordinamento e valutazione, non previste nei campi precedenti. Non è necessario compilare ora questa parte.
Modulo di Composizione architettonica e urbana . Prima fase (1: 2000-1:500). In parallelo al sopralluogo guidato e alle lezioni introduttive il corso prevede una preliminare fase di masterplan da sviluppare su tutta l’area, con fulcri su nodi significativi da individuare con la docenza e la prima formulazione di un concept di progetto preferibilmente orientato sul focus in esame. In questa fase le correzioni avverranno per gruppi omologhi riuniti su temi affini, in modo da individuare connessioni e raffronti su aspetti comuni. In questa fase verrà inoltre richiesto di analizzare criticamente riferimenti di progetto, comparabili ai temi assegnati. Esito di questa prima fase una presentazione collettiva nella quale i gruppi costruiranno una narrazione del concept, individuandone le principali scelte programmatiche. La discussione pubblica (che rappresenta obbligatoriamente uno step (non necessariamente valutativo, ma indispensabile alla prosecuzione dell’esperienza didattica) avverrà alla presenza di tutti i docenti dell’Atelier, in modo da orientare la scelta di approfondimento alla scala architettonica su obiettivi comuni. Seconda Fase (1. 200-1: 100). La seconda fase esaminerà di preferenza la risoluzione del focus proposto (vuoto urbano di piazzale Amelia Piccinini e adiacenze), senza escludere in alternativa l’approfondimento di altri nodi interessanti emersi durante l’indagine di masterplan: il tema – anche nel suo orientamento funzionale - andrà comunque definito con la docenza in occasione della discussione pubblica del concept progettuale. A partire dalla definizione del masterplan, i gruppi saranno chiamati a sviluppare il lavoro attraverso un approfondimento architettonico. La specificazione di determinate scelte progettuali sarà, in questa fase, occasione per ridefinire e assestare lo schema iniziale e ricostruire una narrazione coerente del progetto. Lo studente dovrà acquisire una prima visione dell’esperienza progettuale, nella sua complessità, prendendo coscienza della necessità di una continua revisione critica delle ipotesi assunte rispetto alle possibilità di verifiche interdisciplinari e specifiche - con una capacità di "chiudere" il tema su obiettivi definibili e concordati in itinere e di valutarne criticamente, a conclusione dell'atelier, i risultati. Lo studente dovrà quindi, per successive approssimazioni, individuare le linee di sviluppo di una proposta giustificabile criticamente nel rapporto con le premesse interdisciplinari e nella sua complessiva articolazione distributive. In questo senso, l’insegnamento della Composizione Architettonica e Urbana dissente da aprioristiche metodologie, mirando piuttosto alla formazione graduale, tra lezioni ed esercitazioni, di un’opinione comune sul tema tra docenti e studente, partendo da un nodo qualsiasi purchè suggestivo e forte per iniziare ad affrontare il percorso: in questo scenario il docente non è demiurgo ma testimone attento alla linea tracciata dall’allievo, per aiutarlo a raggiungere un esito progettuale coerente. Modulo di Urbanistica Rispetto al tema di lavoro, il contributo di Urbanistica viene organizzato in 3 step principali, a ciascuna della quali coincide una specifica task: 1. Analisi territoriale : lettura interpretativa del territorio al fine di comprendere e descrivere le dinamiche urbane in atto; 2. studio di casi nel panorama europeo utili a comprendere la complessità del fenomeno urbano odierno indagato nel cao studio individuato; 3. definizione di un concept di progetto; 4. Elaborazione “masterplan”, inteso come approfondimento progettuale a scala locale all’interno di una vision urbana più complessiva. Il lavoro viene svolto in gruppi. Sono previste revisioni congiunte, al fine di facilitare il coordinamento tra le diverse discipline e verificare l’avanzamento del lavoro degli studenti. Modulo di Modelli matematici e statistici per le scienze del territorio Al secondo anno sono previsti due crediti di Matematica all’interno dell’Atelier di Urbanistica. Il contributo della matematica nell'Atelier del secondo anno ha come obiettivo di fornire strumenti per la lettura quantitativa del territorio. Tali strumenti consisteranno in opportuni indicatori costruiti sull'ampia base di dati territoriali che il Laboratorio di Geomatica (in parallelo nello stesso periodo didattico) potrà fornire. Tali indicatori risulteranno essere quindi strumenti sintetici per la lettura e la valutazione, nei vari ambiti e declinazioni, del territorio o del sistema ambientale sotto osservazione. Gli indicatori potranno poi essere inseriti anche in semplici modelli matematici per ulteriori valutazioni sulla resilienza del territorio stesso. Nell'elaborazione dei dati disaggregati del territorio, ottenuti dalle mappe geomatiche, potranno essere usati semplici strumenti di statistica descrittiva. Tale proposta didattica è quindi tipica della modellistica matematica e pertanto è naturalmente collocata nel settore disciplinare MAT/07.
Sintesi degli argomenti trattati, copia delle slides usate durante le lezioni e documenti utili all'organizzazione delle attività dei gruppi saranno disponibili sul portale della didattica. Indicazioni bibliografiche specifiche sui riferimenti tecnico normativi e sull’ambito territoriale oggetto dell’esercitazione verranno specificate nelle lezioni e richiamate sul portale, in relazione alle specifiche esigenze dei temi affrontati nell'attività dell'Atelier. E’ auspicabile la consultazione aggiornata delle principali riviste di architettura e la capacità di una corretta schedatura critica dei riferimenti riscontrabili sui siti web. A livello generale e specifico, si richiama intanto la seguente bibliografia di base: Architettura Tecnica del Politecnico di Torino, Forma Urbana e Architettura nella Torino barocca. Torino, TTE, 1968 V. COMOLI MANDRACCI, Torino. Laterza, Bari 1983 E. DELLAPIANA, Giuseppe Talucchi architetto. Celid, Torino 1999 A. MAGNAGHI, M. MONGE, L.RE, Guida all’architettura moderna di Torino. Designers Riuniti Editori, Torino, 1982 R.GABETTI, Imparare l’architettura. Scritti scelti sul sapere architettonico. Torino, Allemandi, 1997. I tesori degli archivi. L’archivio di Stato di Torino. Nardini editore E. PICCOLI, I progetti di Garove per il terzo ingrandimento di Torino, in “Michelangelo Garove 1648 1713. Un architetto per Vittorio Amedeo II”, Venaria Reale (Torino), 11-12 dicembre 2009. pp. 145-15 Politecnico di Torino, DISET. Torino nell’Ottocento e nel Novecento. Torino, Celid P. GABELLINI, Tecniche urbanistiche. Roma, Carocci, 2001 G. PASQUI. La città, i saperi, le pratiche. Roma, Donzelli, 2018 G. DEMATTEIS, Per progettare il territorio. Archivio di studi urbani e regionali, 1991.
Modalità di esame: Elaborato grafico prodotto in gruppo; Elaborato scritto individuale;
Exam: Group graphic design project; Individual essay;
... L'esame consisterà nella presentazione da parte dei gruppi, dei risultati della ricerca progettuale attraverso l'esposizione degli elaborati sviluppati nel corso dell'atelier. L’esame verrà svolto in forma di atelier, cioè alla presenza dei docenti delle tre discipline, e consisterà nell’illustrazione del progetto sotto agli aspetti interdisciplinari e specifici: la valutazione terrà conto della presentazione e discussione degli elaborati finali e del lavoro complessivamente svolto dal gruppo, partendo da un apporto critico di rilettura individuale la cui discussione partirà da una relazione scritta. Per poter sostenere l’esame a ogni studente è richiesta, oltre alla partecipazione (insieme al proprio gruppo) alle revisioni collettive, la presenza allo step intermedio di presentazione. La valutazione finale terrà conto della presentazione e discussione degli elaborati finali (40%), del lavoro complessivamente svolto dal gruppo nel corso del semestre (40%), ma anche della partecipazione individuale a tale lavoro e ai momenti di presentazione, (20%). Prima Fase. Materiali richiesti: 1 Tavola; modello di studio; album in formato A4 verticale contenente materiali della ricerca e del progetto; presentazione onnicomprensiva in PDF/ JPG Seconda Fase (esame). La valutazione dei risultati della Seconda Fase verrà condotta a partire dai seguenti criteri: Capacità di sviluppo del progetto architettonico in coerenza alla definizione del concept nella prima fase; capacità di utilizzo dell'approfondimento progettuale come strumento ulteriore di ridefinizione e verifica delle ipotesi precedentemente poste; capacità di individuazione complessiva degli aspetti distributivi e funzionali del progetto – realtivamente alla scala richiesta; capacità di restituzione grafica e attraverso i modelli di studio delle proposte progettuali. Materiali richiesti: Relazione individuale; 3 Tavole; modello di studio; album aggiornato in formato A4 verticale contenente materiali della ricerca; presentazione onnicomprensiva in PDF /JPG. L’insufficienza anche in uno solo dei contributi non consente di superare l’Atelier.
Gli studenti e le studentesse con disabilità o con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), oltre alla segnalazione tramite procedura informatizzata, sono invitati a comunicare anche direttamente al/la docente titolare dell'insegnamento, con un preavviso non inferiore ad una settimana dall'avvio della sessione d'esame, gli strumenti compensativi concordati con l'Unità Special Needs, al fine di permettere al/la docente la declinazione più idonea in riferimento alla specifica tipologia di esame.
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