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Anno Accademico 2013/14
01OXAPQ
Nuovi edifici dentro un edificio: rifunzionalizzazione di complessi industriali in Cina
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Citta' - Torino
Docente Qualifica Settore Lez Es Lab Tut Anni incarico
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
ICAR/09
ICAR/12
ICAR/14
ICAR/18
6
6
8
3
B - Caratterizzanti
B - Caratterizzanti
B - Caratterizzanti
B - Caratterizzanti
Analisi e progettazione strutturale dell'architettura
Discipline tecnologiche per l'architettura e la produzione edilizia
Progettazione architettonica e urbana
Discipline storiche per l'architettura
Presentazione
Lo spunto per questa Unità di Progetto viene dal rinnovo dello scambio con la Tsinghua University di Pechino, attivato nel 2008 attraverso il Joint Studio Politecnico-Tsinghua dedicato al riuso delle Strutture Olimpiche pechinesi. Nel rilanciare questa collaborazione, un interesse fortemente condiviso oggi è la rifunzionalizzazione di grandi complessi industriali, anche recenti: un campo su cui in Europa esiste ormai una consolidata tradizione mentre in Cina, di fronte all’apparire di molteplici casi e all’urgenza di intervenire, sono in atto numerosi progetti ma senza una casistica alle spalle sufficientemente sviluppata. Nella realtà cinese, il tema del riuso dei complessi industriali non può prescindere dal confronto con contesti urbani in rapida trasformazione, e con temi di sostenibilità ambientale a scala territoriale sempre più incalzanti.
Gli studenti del Politecnico di Torino e della Tsinghua University rifletteranno per un semestre, a distanza ma con uno dialogo continuo, sul tema individuato. In particolare si prevede di lavorare su grandi complessi che, per ospitare nuove funzioni urbane, devono scomporre la loro struttura creando un "tessuto" interno più fitto. La strategia prevalente sarà quella di collocare nuovi edifici di dimensioni contenute, con struttura portante in acciaio, dentro le grandi luci dei fabbricati: appoggiati al suolo o alle solette esistenti, appesi alle strutture di copertura, fissati alle strutture verticali.
Risultati di apprendimento attesi
Durante l’Unità di Progetto sarà anzitutto importante prender coscienza di aspettative e sfondi culturali – quelli cinesi – molto diversi da quelli coltivati in Occidente. Alcune lezioni e una serie di letture sulla città di Pechino, e sul suo rapporto con la memoria industriale, contribuiranno a "entrare nel clima": è richiesta agli studenti una forte attitudine allo scambio e alla scoperta. Si cercherà inoltre di sviluppare la propensione a interpretare il progetto, pur focalizzato in fase finale su elementi di dimensioni più ridotte, sempre in relazione alla scala urbana.
Dal punto di vista della progettazione strutturale, gli studenti acquisiranno le basi della teoria delle strutture in acciaio, che dovranno applicare al calcolo e dimensionamento dei nuovi edifici da inserire all'interno della preesistenza. Una particolare attenzione sarà dedicata alle problematiche relative all'intervento su un edificio esistente, del quale occorre conoscere schema strutturale e materiali, e allo studio di soluzioni strutturali volte a creare le connessioni tra il vecchio e il nuovo edificio.
Programma
Si discuteranno anzitutto insieme agli studenti, dotandoli di opportuni materiali, le aree su cui lavorare a Pechino. Durante il primo mese saranno affrontati alcuni ragionamenti alla scala di un masterplan complessivo.
In questa prima fase avverranno alcune lezioni di inquadramento e approfondimento di temi utili al progetto. Da un lato, una serie di letture critiche a cura del prof. Filippo De Pieri (storia dell'architettura e della città) saranno volte a comprendere il contesto urbano della città cinese e lo speciale rapporto con la memoria che la cultura orientale contempla. Dall'altro, alcuni approfondimenti a cura del prof. Alessandro Mazzotta (tecnologia dell’architettura) sui temi della sostenibilità ambientale a scala insediativa consentiranno di acquisire consapevolezza – sia dal punto di vista concettuale che operativo – sul ruolo delle tecnologie ambientali nell’informare l’organizzazione spaziale del costruito.
L’approccio proposto consentirà agli studenti di avvicinarsi a un modus operandi sempre più diffuso nell’ambito dei grandi progetti di rigenerazione urbana nel contesto internazionale, e peraltro rintracciabile anche nella sempre più condivisa svolta "green oriented" nell’indirizzare le strategie di riqualificazione del costruito nei Paesi orientali. In particolare, le condizioni microclimatiche di Pechino impongono una riflessione sulle soluzioni per la gestione del ciclo dell’acqua e sulla sua integrazione con il tema della produzione di energia da fonti rinnovabili: riflessione che offre allo sguardo dell’architetto interessanti spunti, in relazione alle ricadute sulla qualità paesaggistica degli spazi microurbani in progetto.

Sono previste inoltre alcune lezioni teoriche volte ad acquisire le conoscenze di base della progettazione di strutture in acciaio: concezione strutturale, analisi dei carichi, principali verifiche degli elementi strutturali, dimensionamento dei giunti.
Nel corso dei successivi due mesi di lavoro, ogni studente svilupperà un edificio del masterplan, verificandolo dal punto di vista architettonico, strutturale e tecnologico. In questa seconda fase si svolgeranno alcune lezioni dedicate alle problematiche strutturali date dall'inserimento di una nuova struttura in acciaio su un edificio esistente (realizzato anche con materiali diversi dall'acciaio, come la muratura o il c.a), attraverso l'analisi di esempi realizzati.

Una serie di verifiche periodiche a distanza (videoconferenze, condivisione di file) permetteranno di confrontare il proprio operato con quello dei colleghi cinesi.
Statistiche superamento esami

Programma definitivo per l'A.A.2011/12
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