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Anno Accademico 2013/14
01PRMPQ
Teorie del progetto. Per una pratica del collettivo e della documentalità
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Citta' - Torino
Docente Qualifica Settore Lez Es Lab Tut Anni incarico
Armando Alessandro ORARIO RICEVIMENTO A2 ICAR/14 60 0 0 0 2
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
ICAR/14 6 C - Affini o integrative A12
Presentazione
Oggetto del corso sono le relazioni possibili tra forma del progetto, forme della conoscenza scientifica e sua dimensione politica, con riferimento agli ultimi cinquant’anni di dibattito in Italia. Il corso affronta il progetto di architettura come oggetto sociale dotato di specificità intrinseche (funzionali) ed estrinseche (convenzionali) che producono ordini di effetti sul mondo. L’indagine su questa condizione immanentemente pubblica, e quindi politica dell’architettura, muove da una definizione di modelli di relazione condivisi tra le pratiche di costituzione strettamente disciplinari (i saperi del progetto) e le attese di legittimazione sociale.
Obiettivi del corso sono la verifica di alcune ipotesi spesso solo evocate nel dibattito disciplinare, ma non convenzionalmente assunte nella più ampia cerchia sociale contemporanea: il progetto come forma di conoscenza scientifica (cumulabile, generalizzabile, falsificabile), il progetto come proposta di costituzione politica.
Nella prima parte del corso sono affrontate le principali posizioni teoriche espresse nel corso del secondo novecento in Italia; nella seconda se ne discute le possibili attualità in relazione ad una concezione del collettivo che fa esplicito riferimento ad alcune teorie della sociologia della scienza di marca francese (Bruno Latour) e della estetica analitica italiana (Maurizio Ferraris); mentre nella terza parte si tenta una verifica a partire da alcuni casi studio locali, la cui descrizione e restituzione analitica sarà oggetto delle esercitazioni degli studenti.
Risultati di apprendimento attesi
Il corso si prefigge l’obiettivo di trasmettere agli studenti una visione sintetica di alcuni orizzonti della discussione teorica che hanno interessato più da vicino le discipline della progettazione architettonica, ma che intersecano i campi della filosofia, della semiotica e della sociologia. La capacità di gestire le coordinate multidisciplinari entro cui i discorsi teorici sul progetto di architettura hanno preso consistenza nel dibattito contemporaneo sul progetto, sulle sue legittimazioni simboliche e sulle sue strategie operative costituisce una competenza fondamentale per la formazione di un architetto progettista. Il corso tenterà di connettere e anche distinguere le linee di provenienza, spesso mistificate, degli apporti concettuali che confluiscono in alcune posizioni che hanno caratterizzato le teorie dell’architettura contemporanee. Ma, soprattutto, si tenterà di costruire e proporre una strategia di concettualizzazione nuova per i ruoli, le pratiche e le effettualità del progetto di architettura. In questo contesto si presuppone che gli studenti possano avvalersi delle letture, delle lezioni sintetiche e delle discussioni per mettere in atto una proposta di descrizione e decostruzione di un progetto pubblico, nella sua anatomia documentale e processuale, secondo i metodi e utilizzando gli strumenti di lavoro che verranno sviluppati lungo il corso.
Prerequisiti / Conoscenze pregresse
La partecipazione al corso non richiede una preparazione specifica di natura propedeutica. Tuttavia gli argomenti che verranno affrontati e il tipo di esercizi richiesti presupporranno una buona disposizione alle letture e alle discussioni di natura teorica, insieme agli strumenti minimi di redazione di un testo critico, di rappresentazione grafica orientata alla descrizione di progetti e processi e di conoscenza generale di funzionamento di un processo di trasformazione urbana – per lo meno nel contesto italiano.
Programma
I. Fenomenologia dell’impegno (15 ore)
Costituisce un tentativo di pars destruens di alcune posizioni teoriche e di strategie retoriche che hanno attraversato il secondo Novecento italiano. Nel tentare una sorta di critica e di generalizzazione di alcuni atteggiamenti, visti dal punto di vista dell’architetto progettista, si intendono evidenziare delle questioni che riguardano il problema della conoscenza attraverso il progetto nel tempo presente.
-Progetto Moderno e costituzione del Collettivo
- Etiche dell’intenzione
- Ideologia e linguaggi
- Autorialità e funzione escatologica
- Istituzioni e strategie di legittimazione tra arte e architettura
- Etica della responsabilità
- Dalla sovranità all’inclusione
- Partecipazione e terzietà

II. Architettura della ricomposizione (25 ore)
La seconda parte del corso sarà dedicata alla proposta di un’interpretazione del progetto di architettura come prodotto documentale capace di produrre degli effetti, in qualche misura oggettivabili. Si tenterà di rileggere la teoria della documentalità in chiave architettonica, proponendo alcune riflessioni collaterali sul tema del disegno e della scrittura, sul ruolo del progetto come strumento di mediazione e traduzione nei diversi ambiti della decisione e della produzione edilizia. Il funzionamento documentale del progetto di architettura sarà poi fatto oggetto di un’ipotesi più generale, che a partire dalle riflessioni di Latour sulla logica di composizione delle decisioni – e delle verità scientifiche – tenterà di azzardare una descrizione del modo in cui un progetto agisce (e potrebbe agire efficacemente) in un contesto complesso quale è quello di un ciclo decisionale, attraversato da conflitti e negoziazioni, aperture e chiusure di regole e azioni esecutive (il "collettivo"). Il punto di arrivo di questa ipotesi di studio dovrebbe essere la descrizione della città in trasformazione: un collettivo attraversato da una moltitudine di agenti che producono effetti, tra cui i prodotti documentali che compongono il progetto di architettura – oggetti specifici del nostro campo disciplinare, e della nostra attenzione scientifica.
- Documentalità e progetto
- L’autore come produttore (di documenti)
- Il modello del collettivo
- Il ciclo del progetto e l’espansione del collettivo.
- Il collettivo e la città (omologie descrittive, il sistema documentale, realtà della burocrazia)

III. La costruzione della realtà urbana (20 ore)
La definizione del rapporto tra progetto di architettura e trasformazioni urbane – dalle decisioni alle esecuzioni – dovrebbe consentire agli studenti di scegliere un caso studio sufficientemente documentabile riguardante un progetto urbano. Attraverso un lavoro di scrittura e rappresentazioni diagrammatiche si chiederà di ricostruire nello specifico le serie concatenate di effetti che collegano le varie produzioni di progetto al sistema più generale dei processi formalizzati, entro cui una città costituisce le proprie regole, procedure, decisioni e produzioni materiali. Gli esiti del lavoro saranno fatti oggetto, man mano, di discussioni collettive e consentiranno di concretizzare le questioni più astratte, calandole nell’elaborazione di esercizi operativi. Alla fine del corso, gli studenti e i docenti potranno forse chiarire alcune questioni di fondo, sulla generalizzabilità dei processi, sull’adeguatezza delle forme in cui il progetto viene prodotto, sul rapporto tra meccanismi procedurali iscritti e rappresentazioni discorsive e valoriali all’interno di un progetto di architettura di natura collettiva.
- Casi studio a Torino
- Cartografie degli effetti (progetti, effetti primari, effetti finali)
- Le effettualità del progetto (il progetto come discorso e come iscrizione)
Organizzazione dell'insegnamento
Sarà richiesto agli studenti di condurre delle inchieste su progetti torinesi recenti, avvalendosi della documentazione degli uffici tecnici comunali, degli archivi pubblici, degli articoli di giornale, ecc. Il lavoro di ricostruzione delle diramazioni entro cui si è costituita una decisione e un’azione di trasformazione pubblica avrà come centro una descrizione dei modi in cui il progetto di architettura ha agito (come vettore retorico, come registratore di negoziazioni, come accumulatore di condizioni già date, come incidente arbitrario...). Le inchieste saranno divise in tappe, in modo tale da condividere gli esiti del lavoro di ciascuno. Oltre alla raccolta documentale, l’esercizio richiederà una elaborazione concettuale e una descrizione grafica delle concatenazioni attraversate: verranno forniti dei riferimenti operativi, a partire dalle esperienze di rappresentazione legate al lavoro del Médialab allo Sciences-Po di Parigi e alla piattaforma Macospol sviluppata con l’università di Manchester in merito ai processi decisionali urbani (http://mappingcontroversies.net/Home/MacospolManchester). Tuttavia il lavoro proposto si discosterà da quelle esperienze, essendo finalizzato a un’indagine metodologica sul progetto di architettura più che a una descrizione di tipo sociopolitico. Le esercitazioni saranno individuali.
Testi richiesti o raccomandati: letture, dispense, altro materiale didattico
I testi presi in esame dovranno essere integrati nel corso delle lezioni. Tuttavia è possibile dare in via preliminare alcuni riferimenti bibliografici che consideriamo fondamentali per la partecipazione al corso.

STRUMENTI
D. BRETT (1986), Drawing and the Ideology of Industrialization, in «Design Issues», 3 (2): 59-72.
J. R. SEARLE (1995), La costruzione della realtà sociale, Einaudi, Torino 1996.
B. LATOUR (1999), Politiche della natura. Per una democrazia delle scienze, Raffaello Cortina, Milano, 2000.
M. FERRARIS (2006), Ontologia sociale e documentalità.
B. LATOUR (2007) Parigi, città invisibile: il plasma, in "Lettera internazionale", n. 115 settembre 2010
M. FERRARIS (2009), Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce. Laterza, Roma-Bari.
B. LATOUR (2010), Cogitamus. Sei lettere sull’umanesimo scientifico, Il Mulino, Bologna.
A. YANEVA (2012), Mapping Controversies in Architecture, Ashgate, Farnham.
A.ARMANDO (2013), Il progetto come costruzione sociale e come trasformazione fisica. Alcune trace torinesi, in Aa.vv., Architettura e realismo, Maggioli, Segrate.
Sull’opera di Bruno Latour si rinvia inoltre ai siti:
- con Emilie Hermant, Paris ville invisible, La Découverte-Les Empêcheurs de penser en rond, Parigi 1998 http://www.bruno-latour.fr/virtual/IT/index.html
- On Recalling ANT, in Law, J. and Hassard, J. (a cura di), Actor Network Theory and After, Blackwell, Oxford 1998
http://www.lancs.ac.uk/fass/sociology/papers/latour-recalling-ant.pdf

FONTI
M. TAFURI (1973), Progetto e Utopia, Laterza, Bari.
R. GABETTI, G. AVIGDOR (1977), Architettura Industria Piemonte negli ultimi cinquant’anni, Cassa di Risparmio di Torino, Torino.
A. ROSSI (1978), Scritti scelti sull’architettura e la città 1956-1972, Quodlibet, Macerata, 2012.
R. GABETTI (1983), Progettazione architettonica e ricerca tecnico-scientifica nella costruzione delle città, ora in R. GABETTI, Imparare l’architettura, Allemandi, Torino 1997.
R. GABETTI (1990) "Sapere enciclopedico e sapere politecnico", ora in R. GABETTI, Imparare l’architettura, Allemandi, Torino 1997.
V.GREGOTTI (2008) Contro la fine dell’architettura, Einaudi, Torino.
Criteri, regole e procedure per l'esame
Le valutazioni del lavoro degli studenti saranno basate sugli esiti delle varie tappe di esercitazione, da un lato, e sull’esame orale finale che, partendo dal lavoro svolto individualmente, dovrà anche dar conto dello studio dei testi presi in esame lungo le lezioni.
Orario delle lezioni
Statistiche superamento esami

Programma definitivo per l'A.A.2013/14
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