Politecnico di Torino
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Anno Accademico 2017/18
01PVQPQ, 01PVQPO, 01PVQPV, 01PVQQN
Workshop "Disegno dal vero e dell'immaginario"
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Citta' - Torino
Corso di Laurea Magistrale in Design Sistemico - Torino
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio - Torino
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Docente Qualifica Settore Lez Es Lab Tut Anni incarico
Marotta Anna ORARIO RICEVIMENTO     80 0 0 0 2
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
ICAR/17 8 D - A scelta dello studente A scelta dello studente
Programma
Saper disegnare è come saper suonare uno strumento musicale o praticare uno sport: consente di acquisire una disciplina, e nello stesso tempo migliora la "conoscenza di sé" e il modo di esprimersi.
Il Disegno è il linguaggio dell’architetto: egli pensa, progetta, comunica esclusivamente per via visiva e grafica. E il Disegno dal Vero è uno strumento insostituibile di analisi critica e conoscenza, il mezzo più efficace per comprendere la natura delle cose e le regole dell’architettura.
Perché il Disegno è un linguaggio formale autonomo completo, complesso e articolato, che può essere manifestato, espresso (e quindi progettato) secondo varie e precise declinazioni insite nella disciplina, ciascuna con caratteristiche sue proprie.
In questo senso, il "Disegno" diventa il "Disegnare" (in particolare quello dal Vero), atto consapevole, colto e critico, manualmente - ma non solo...- realizzato, che (come sosteneva Leonardo da Vinci) parte dalla mente, dal cuore, dall'anima.
Non va sottovalutata l'importanza dell'esercizio continuo e costante, anche attraverso l'artificio della "copia", praticabile soprattutto su modelli "storici" dei "Maestri", criticamente selezionati, nell'arte e nell'architettura. Alcuni di tali Maestri sostengono che non è possibile insegnare a disegnare, si può solo imparare a disegnare quello che abbiamo dentro, e che dobbiamo scoprire in noi..
Il workshop fornirà le fondamentali conoscenze (teoriche e tecniche) legate al Disegno, alla sua realizzazione e alle sue applicazioni nell'analisi e nel progetto di Architettura, Città, Paesaggio.
Ma l'attività del "Disegnare" non può mai essere separata dall'azione del "Vedere", alla quale occorre "educarsi" in maniera altrettanto razionale, colta e critica, per compiere nel modo più efficace possibile scelte quali, ad esempio, quella fondamentale del punto di vista. Completato in questo senso, il Disegno, in tutte le sue forme, componenti ed espressioni, si conferma come linguaggio formale irrinunciabile. Quindi, anche la traccia grafica, dalla tecnica alla creatività, all'arte può essere confermata come Segno, teso a mostrare, ma anche a comunicare significato.
Segno ed immagine, tecnica ed espressione, procedimento individuale e risultato figurativo personale, sono momenti differenti di un medesimo fenomeno che, nel nostro caso, è il disegno dell'architetto.
La scelta della carta (spessori, grammature) e del "mezzo tracciante" (diverse mine, inchiostri, pennarelli...) non deve essere mai casuale, influenzando in modo decisivo l'esito finale. Altrettanto decisivo si rivela il ruolo del colore, in tutte le sue forme e i suoi approcci... Attraverso singole prove e applicazioni mirate e testate, relative al modo di usare lo stesso "mezzo tracciante", si andrà a formare il bagaglio di esperienze necessario per un progetto grafico di successo, efficace e coerente con gli obiettivi.
Acquisita la tecnica e la necessaria sicurezza esecutiva, si procederà all'utilizzo del disegno a mano libera come strumento di analisi, conoscenza e progetto, quindi allo schizzo immediato, teso a fissare un pensiero, un'impressione, una suggestione, un'immaginazione per fermare un'idea ancora non completamente messa a fuoco.
Per quanto riguarda le caratteristiche professionalizzanti, va ricordato che il Disegno dal vero (o a mano libera) vede fra i principali obiettivi e usi il controllo dello spazio, attraverso "modalità prospettiche", in grado di rendere verosimile la resa degli scorci retinici nella percezione visiva naturale. Tema legato a sua volta a quello delle matrici geometriche, (indispensabili per la composizione dell’immagine, anche in architettura), delle proporzioni e dimensioni, e della stima "a vista" di queste ultime, fino al disegno per la misura.
Lo stesso Disegno dal vero va poi confrontato (e se necessario integrato) con tutte le possibili alternative che i vari metodi e tecniche di Rappresentazione oggi consentono per pensare, elaborare e comunicare il progetto, anche in ambito professionale: dalle più avanzate (le digitali) a quelle convenzionate anche a livello internazionale (come le Norme UNI), a quelle tradizionali, derivate dalle Teorie della rappresentazione. E non va sottovalutata l’esperienza "dal pensato al costruito": la differenza fra "interno" ed "esterno"; la differente concezione formale e le convenzioni grafiche, dall’approccio "generale", fino al particolare di dettaglio per il cantiere (passando attraverso gli schemi di funzionamento, dagli oggetti e alle parti edilizie, e viceversa). Altre esperienze professionalizzanti saranno quelle dedicate al disegno degli ordini architettonici (e degli "stili"), o alla resa visiva dei materiali.
In conclusione, l’aspetto professionalizzante fondamentale, sta nella possibilità (che solo il Disegno consente) di pro-iettare e di mostrare l’idea formale e spaziale del progetto, in tutti i modi possibili: dal più semplice, basico ed elementare a quello più complesso e dettagliato, declinabile peraltro in tutte le sue accezioni (materiali, funzionali, simboliche e così via). E insieme a ciò, garantirne il controllo, negli esiti formali e tecnici.
Così vissuta, l'educazione (l’educarsi) al "Disegnare" diventa un'avventura che non finirà mai, per tutta la vita, professionale e non ...
Orario delle lezioni
Statistiche superamento esami

Programma definitivo per l'A.A.2017/18
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