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Anno Accademico 2017/18
01RXDPQ
Tecnologie per l'ambiente costruito
Corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Citta' - Torino
Docente Qualifica Settore Lez Es Lab Tut Anni incarico
Mazzotta Alessandro ORARIO RICEVIMENTO RC ICAR/12 60 0 0 0 3
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
ICAR/12 6 B - Caratterizzanti Discipline tecnologiche per l'architettura e la produzione edilizia
Esclusioni:
01QLK; 01RXE; 01QLN
Presentazione
In ambito internazionale il campo dei significati e delle relative competenze che ruotano attorno al concetto di tecnologie dell’ambiente costruito è più complesso rispetto a quanto, in gran parte del contesto culturale italiano, si rintraccia sotto l’etichetta di "Tecnologia dell’architettura" (sia nell’ambito della professione, che dell’offerta formativa erogata dalle Università, che – spesso - della ricerca in campo accademico).
Fattori culturali di lunga tradizione e complessi – ad esempio, in ambito anglosassone, la concezione del progetto di architettura imprescindibilmente legata al rapporto tra natura e artificio, nella relazione tra edifici e spazi aperti – e un rapidissimo e continuo aggiornarsi dei paradigmi concettuali e operativi che ispirano e guidano le tensioni trasformative degli spazi dell’abitare caratterizzati da una elevata qualità ambientale hanno determinato questa differenza con il contesto nazionale.
Coerentemente con questa premessa, all’estero (pur con le dovute eccezioni) si osserva una più convinta attitudine nel concepire il progetto ambientalmente consapevole come:
- fortemente caratterizzato da uno sguardo che oggi non puo’ essere centrato esclusivamente sull’involucro edilizio, ma che trova le sua coerenza di senso nel perseguire obiettivi prestazionali e di attrattività formale proprio allargando lo sguardo al rapporto tra più edifici e allo spazio connettivo, rinnovando anche dal punto di vista delle attenzioni ambientali il significato di approccio "multiscalare";
- consapevolmente orientato a mettere a sistema tutti i temi che afferiscono alla progettazione eco-orientata ("approccio olistico"), in un continuo aggiornamento del significato di quella che la cultura disciplinare nazionale chiama "Progettazione Tecnologica Ambientale";
- fortemente centrato a caratterizzare il tema della qualità ambientale come strumento di forte attrattività formale dei paesaggi insediativi, nel rapporto tra tecnica/forma/qualità dell’abitare/dinamiche sociali di appropriazione dei luoghi.
Peraltro, proprio nel contesto internazionale tale ampiezza tematica spesso non trova riscontro nella capacità di tradurre i principi dell’environmental design in un approccio progettuale allo spazio costruito attento alle identità e alle diversità territoriali, con la conseguenza di un prevalere di un metodo deterministico, che legge la tecnologia per la qualità ambientale come insieme di regole da applicare indistintamente ovunque.
Dunque, il corso intende – da un lato - offrire agli studenti uno sguardo che sia in linea con il quadro dell’offerta formativa delle più significative "Scuole di architettura" internazionali dal punto di vista dell’ampiezza dei temi che articolano il concetto di green built environment, al fine di incrementare le potenzialità competitive del laureando stesso sullo scacchiere internazionale anche per quanto attiene al progetto ambientalmente consapevole.
Dall’altra parte, il corso intende fornire agli studenti un approccio critico al modo di tradurre progettualmente l’environmental design in luoghi di qualità, in linea con la lettura complessa e culturalmente fondata che caratterizza, in generale, la cultura politecnica e, in particolare, i corsi di laurea magistrale erogati nell’ambito dell’offerta formativa del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.
Oggetto dell’esperienza formativa sono, dunque, l’acquisizione di consapevolezza sugli approcci metodologici, i principi e le tecniche che oggi guidano i processi di ideazione e costruzione che presiedono al progetto ambientalmente sostenibile, con particolare attenzione alle relazioni di significato culturale riconducibili alle identità dei luoghi.
Non si tratta, conseguentemente, di una meccanica traslazione di approcci e metodi da contesti territoriali altri: i contenuti formativi erogati durante il corso vengono presentati evidenziando anche le banalizzazioni di significato degli iperspecialismi e dei settorialismi, sottolineando come l’approccio culturale complesso tipico di molta parte delle nostre "Scuola di architettura" possa caratterizzarsi come un fattore che rende potenzialmente interessante nel quadro competitivo internazionale (e – a maggior ragione – nazionale) l’apporto dello studente che ha frequentato i corsi di laurea afferenti all’area dell’Architettura in Italia.
Da questo punto di vista, l’insegnamento trova ideale collocazione nel percorso formativo di "Architettura Costruzione Città", in quanto Corso di Laurea magistrale orientato – come da manifesto programmatico - a una forte attenzione alla multiscalarità e multidisciplinarietà nel progetto di architettura: il tentativo è quello di arricchire e rafforzare ulteriormente l’identità del Corso di Laurea stesso anche dal punto di vista di un approccio alla sostenibilità ambientale del costruito che non intende mettere in secondo piano le valenze culturali del progetto rispetto agli obiettivi di perseguimento delle performance prestazionali.
In aggiunta, tale quadro metodologico che ispira l’insegnamento appare coerente con la tradizione di approccio di una certa parte della "Scuola di architettura" del Politecnico di Torino, caratterizzata da una forte convinzione nel dare valore alle identità dei contesti territoriali (nella accezione più vasta di significato del termine), nei termini di strumenti imprescindibili nel percorso di avvicinamento a una reale qualità dell’abitare: l’obiettivo è di evidenziare allo studente il ruolo, da questo punto di vista, della tecnologia dell’architettura, secondo un approccio che sia al passo con l’aggiornamento concettuale e tecnico rintracciabile nei contesti internazionali di eccellenza.
Il corso, essendo offerto all’ultimo anno di studi della Laurea magistrale, non è propedeutico a insegnamenti disciplinari successivi: è strutturato con l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per affrontare con la necessaria consapevolezza eventuali ulteriori approfondimenti (tesi di laurea, workshop, master post lauream, attività professionale). Anche per questa ragione, propone un taglio tematico all’approccio del tema della sostenibilità ambientale del costruito che può non essere stato affrontati in precedenza dagli studenti.
Gli obiettivi formativi consistono, sinteticamente, nella formazione della capacità di affrontare un problema di tecnologia dell'architettura in modo autonomo e con competenza culturalmente fondata. Agli studenti si richiede di assimilare i contenuti proposti e di dimostrare la maturazione della capacità critica anche attraverso l’applicazione operativa dei contenuti stessi.
Risultati di apprendimento attesi
- capacità di indagare la relazione critica tra aspetti diversi di problemi complessi (approccio olistico nell’inquadramento teorico dei problemi);
- capacità di indagare in modo consapevole la relazione tra elementi di operatività differenti in sistemi complessi (approccio olistico nel progetto tecnologico);
- abilità nell’elaborare una risposta progettuale/costruttiva per rispondere a un sistema preciso di obiettivi;
L’acquisizione e la comprensione degli strumenti concettuali e operativi saranno verificate anche a mezzo di una esercitazione "proto-progettuale" (cfr. punti successivi).
Prerequisiti / Conoscenze pregresse
- capacità di comprensione e di espressione con gli strumenti concettuali e operativi delle tecnologie per la qualità ambientale del costruito a scala di edificio e del lotto;
- conoscenza di base delle tecniche e dei sistemi costruttivi, del calcolo strutturale e della fisica tecnica ambientale;
- abilità di analisi e interpretazione della ricadute anche di linguaggio delle scelte tecnologiche sulle trasformazioni dell’ambiente costruito;
Programma
Il corso esplora la qualità ambientale dello spazio architettonico, inteso non come autonomo edificio-icona, banalmente spettacolarizzato, ma nei termini di ampi brani di paesaggio costruito, nei quali l’obiettivo di performance per la sostenibilità ambientale è associato alla ricerca sui linguaggi per l’attrattività formale, sia nel caso del retrofit, sia nel progetto di nuovi insediamenti, sempre con lo sguardo rivolto alla scala di quartiere (non intesa, ovviamente, come pura sommatoria e meccanico accostamento di edifici e spazi aperti).
In particolare, si intende indagare gli ambiti che si pongono come luogo privilegiato di sperimentazione della eccellenza anche in fatto di soluzioni tecnologiche evolute e dei relativi processi metodologici finalizzati a innervare la qualità ambientale del costruito alla scala microurbana e a implementare – nel contempo – l’attrattività degli spazi stessi, in termini di esiti figurativi.
La cornice concettuale di riferimento è, dunque, quella dell’environmental design, anche nei termini di paradigma in grado di sintetizzare il rapporto tra tecnologia/ambiente/linguaggi formali nei paesaggi insediativi di nuova generazione, nei quali la qualità dell’abitare sia interpretata come obiettivo condiviso.
Gli spazi in cui si rintraccia la qualità ambientale del costruito anche in termini di ricadute formali, in particolare, sono riconosciuti come lente critica particolarmente efficace per restituire la complessità del quadro culturale entro il quale matura la possibilità e l’opportunità o meno di riferirsi a determinate opzioni tecnologiche nell’ambito delle fasi di elaborazione del progetto, con particolare riferimento – oltre che alla imprescindibile verifica degli obiettivi di performance prestazionale – alla valorizzazione del contesto territoriale di afferenza: dal punto di vista del quadro ambientale, degli aspetti legati al milieu identitario, fisico ma anche socio-istituzionale e economico-imprenditoriale.
Questa impostazione deriva dalla necessità di assumere consapevolezza, da parte di studenti giunti quasi al termine del loro percorso di studi magistrale, sul fatto che oggi il valore aggiunto nella competenze per il progetto ambientalmente sostenibile è individuabile in misura sempre più significativa anche nella capacità critica di interpretare gli strumenti afferenti al campo disciplinare della tecnologia dell’architettura in un ragionamento intellettuale "complesso": questa attitudine è fondamentale anche per porsi in modo critico nei confronti di un determinismo tecnocratico ormai imperante e della conseguente presunzione di "ricette sempre valide" da applicare in maniera banalizzata nei processi di trasformazione del territorio urbanizzato.
In particolare, sono stati selezionati alcuni case-studies di esplorazione approfondita, in quanto identificati come paradigmatici di pratiche virtuose nell’utilizzare tecniche, materiali, metodi esemplari nella ri-progettazione in chiave ambientale di alcune porzioni di tessuti abitati, con particolare attenzione al rapporto tra edifici e spazio aperto e ai luoghi di fruizione collettiva.
Lo specifico tema entro il quale si riconducono gli argomenti affrontati è, dunque, la realizzazione di spazi costruiti in chiave eco-oriented, con riferimento alle implicazioni alla scala di quartiere: l’intento è quello di offrire un quadro delle principali attuali linee di tendenza.
In dettaglio, il programma sarà articolato in:
- Codice "T" ("Theoritical"): inquadramento teorico/concettuale. Sostenibilità ambientale alla scala di quartiere: atlante delle concettualizzazioni al riguardo; (13,5 ore);
- Codice "F" ("Focuses"): paradigmi di lettura sugli specifici fuochi di approfondimento tematici, a mezzo di esemplificazioni con case-studies contemporanei (esempi: gestione delocalizzata delle risorse non rinnovabili; auto-produzione diffusa di energia; comfort termico alla scala di quartiere; auto-produzione diffusa di cibo; vivere smart: digitalizzazione dello spazio urbano; materiali: catene corte e riciclo,....); (18 ore);
Codice "H" ("Holistic"): paradigmi a sistema. Esemplificazione di case-studies nei quali sia rintracciabile l’approccio olistico (più temi a sistema) e multiscalare; (4,5 ore);
Codice "C" ("Choral"): attività seminariali di analisi e interpretazione critica; (15 ore);
Codice "R"("Rewind"): sintetico ripasso delle nozioni base (orientamento, buffer microclimatici, impianti per la gestione delle rinnovabili, certificazione ambientale,...); (9 ore).
Totale ore erogate dal corso, compresi recuperi da sovrapposizione con festività = 60 ore = 6 crediti.
Nel caso venga organizzato un viaggio di studio, le relative ore sono da conteggiare – evidentemente – oltre il carico didattico istituzionale del corso.
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Organizzazione dell'insegnamento
L’erogazione dei contenuti dell’insegnamento avviene attraverso lezioni ex-cathedra da parte del docente titolare del corso.
Potranno, inoltre, essere previste altre modalità di approfondimento e comunicazione:
- confronti con esperti, operatori del settore, aziende produttrici e altri stakeholders;
- confronti con progettisti;
- viaggio di studio.
Lo studente, inoltre, matura capacità di comprensione e abilità attraverso una esercitazione (codice "EX"), da svolgere durante l’intero semestre di erogazione di riferimento. L’esercitazione è individuale o di gruppo (max 3 studenti) e consiste in un approfondimento "proto- progettuale", centrato sui temi di sostenibilità ambientale del costruito, da svolgere durante il semestre.
In particolare, tale esercitazione potrà consistere, a scelta dello studente, in una delle seguenti due opzioni:
- codice "EX.A": individuazione di una nuova call in corso di progettazione architettonica (bando di concorso di idee, oppure workshop progettuale in avvio o in corso nell’ambito dell’offerta formativa, oppure tesi di laurea di natura progettuale in avvio o già avviata,...), elaborando delle tavole di prefigurazione progettuale particolarmente centrate sugli aspetti di qualità ambientale, secondo le indicazioni che verranno fornite dalla docenza;
Oppure:
- codice "EX.B": rivisitazione tecnologica - sempre con riferimento alle strategie per la qualità ambientale alla scala microurbana - di una elaborazione progettuale precedentemente svolta, portata avanti nell’ambito di unità di progetto, atelier, workshop, seminario del corso di laurea cui gli studenti afferiscono, o hanno afferito durante la magistrale o le lauree triennali di provenienza. Le chiavi di lettura per elaborare tale rivisitazione progettuale verranno fornite dalla docenza.
Testi richiesti o raccomandati: letture, dispense, altro materiale didattico
Il materiale didattico sul quale preparare l’esame è costituito da selezioni (nel rispetto dei diritti di riproduzione) tratte dai testi di riferimento, capitoli o parti di capitoli, compresi quelli già pubblicati o in via di elaborazione da parte del docente titolare del corso.
Le presentazioni proiettate del docente in aula saranno scaricabili dal portale della didattica, e serviranno come materiale di studio di concetti espressi in ciascuna lezione.
Stante l’ampiezza e la continua evoluzione dei temi trattati, non è possibile sintetizzare in questa sede una bibliografia esaustiva.
I riferimenti bibliografici per i singoli casi afferenti ai paradigmi esplicitati verranno forniti durante le lezioni.
Di seguito si indica una selezione di testi attinenti alle linee teorico-concettuali generali.
1) Sul rapporto tra paesaggio costruito, società, territorio, sviluppo economico:
- Massimo Jevolella (a cura di), Aristotele, L’etica del cittadino, Mondadori 2009;
- L. Bazzanella et. al, Progetto: storie e teorie, Celid, Torino 1982;
- Clemens Zimmerman, L’era delle metropoli, il Mulino 2004;
- Luca Davico, Alfredo Mela, Luca Staricco. Città sostenibili. Una prospettiva sociologica, Carocci, Roma 2009;
- Charles Landry, The creative city. A toolkit for Urban Innovators, Routledge, London 2008;
- Charles Landry, City Making, L’arte di fare la città, Codice edizioni, Torino 2009;
- Giuseppe Dematteis, Carlo Lanza, Le città nel mondo. Una geografia urbana, Utet, 2011;
- Luciano Crespi (a cura di), Città come/The city as, Maggioli editore, Santarcangelo di Romagna 2011;
- Donatella e Dennis Meadows, Jorgen Randers. I nuovi limiti dello sviluppo. La salute del pianeta nel terzo millennio, Mondadori, Milano 2006;
- Barbara Golicnik Marusic, Matej Niksic and Lise Coiritier, Human cities.Celebrating Public space, Stichting Kunstbuech, Oostkamp 2010;
- Jan Gehl, Birgitte Svarne, How to study public life, Island Press, Washington-Covelo-London, 2013;
2) Sul rapporto forma urbana/sostenibilità:
- Mike Jenks, Nicola Dempsey, Future Forms and Design for Sustainable Cities, Elsevier, Amsterdam, Boston, Heidelberg, London, New York, Oxford, Paris, Sam Diego, San Francisco, Singapore, Sydeny, Tokyo 2005;
- Steffen Leumann, The principles of green urbanism. Transforming the City for Sustainability, Earthscan, Washington, London 2010;
- Mohsen Mostafavi with Gareth Doherty, Ecological Urbanism, Lars Müller Publishers, Baden 2010;
- Alexandros Washburn, The nature of urban design. A New York Perspective on resilience, Island press, Washington-Covelo-London 2013;
3) Sul rapporto qualità ambientale/progetto e riqualificazione dello spazio urbano:
- J. Steel, Ecological Architecture. A critical history, Thames & Hudson, London 2005;
- Tim Dixon, Malcolm Eames, Miriam Hunt, Simon Lennon, Urban retrofitting for sustainability. Mapping the transition to 2050, Routledge, London 2014;
- Ellen van Bueren, Hein van Bohemen, Laure Itard, Henk Visscher, Sustainable Urban Environments. An Ecosystem approach, Springer, Dordrecht, Heidelberg, London, New York 2011;
- Giuseppe Gisotti, Ambiente Urbano. Introduzione all’ecologia urbana. Manuale per lo studio e il governo della città, Dario Flaccovio Editore, Palermo 2007;
- David Owen, Green Metropolis. La città è più ecologica della campagna?, Egea, Milano 2010;
- Konrad Otto-Zimmerman, Resilient cities 2: Cities and Adaptation to Climate Change-Proceedings of the Global Forum 2011, Springer, Dordrecht, Heidelberg, London, New York 2011;
- Andres Duany, Jeff Speck, con Mike Lydon, The Smart Growth Manual, Mc Graw Hill, New York, Chicago, San Francisco, Lisbona, Londra, Madrid, Mexico City, Milano, New Delphi, San Juan, Seoul, Singapore, Sydeny, Toronto 2010;
- Ester Zazzero, Progettare Green cities, List, Lisbona 2010;
- Virginio Bettini, Ecologia Urbana. L’uomo e la città, Utet, Torino 2004;
- Luca Marescotti, Città,Tecnologie,Ambiente. Le tecnologie per la sostenibilità e la protezione ambientale, Libreria Clup, Milano 2004; Maggioli
- Anna Jorgensen, Richard Keenan, a cura di, Urban wildscapes, Routledge, London-New York 2012;
- Willy Muller, Vincente Guallart, Manuel Gausa, hiCat Researches Territories, Actar, Barcellona 2005.
Criteri, regole e procedure per l'esame
Modalità di esecuzione dell’esame
Prova scritta + prova orale, entrambe obbligatorie.
La prova scritta consente di verificare l’apprendimento teorico delle nozioni, la discussione orale dell’esercitazione proto-progettuale consente di verificare l’acquisizione di consapevolezza nel saper utilizzare anche operativamente le nozioni apprese nel corso.

Prova scritta: test con 5 domande a risposta multipla e 3 a risposta aperta. Durata dell’esame scritto: max 90 minuti. Non è possibile utilizzare materiale didattico durante la prova.
Prova orale: discussione dell’esercitazione proto-progettuale, anche a mezzo di eventuali domande integrative sul programma svolto. Durata dell’esame orale: max 20 minn per componente del gruppo. L’esercitazione verrà portata avanti durante tutto il semestre, con revisioni collettive e con relative consegne (ottobre: individuazione del tema da parte di ciascun gruppo; inizio gennaio: consegna elaborati lavori intermedi (min. 3 A1/gruppo); fine gennaio: consegna lavori elaborati finali (min. 3 A1/gruppo).

Criteri di valutazione
Prova scritta: valutazione max = 16 punti.
Attribuzione punteggi: per ogni risposta corretta: + 2 punti (per le domande a risposta aperta, possibili frazioni di punto in caso di risposta parzialmente corretta); per ogni risposta errata: – 0,5 punti. Per ogni risposta non data: 0 punti.

Prova orale: l’esercitazione progettuale verrà valutata in base alle check-list su ogni tema, fornite durante le lezioni. Valutazione max = 16 punti + eventuale bonus di 0,5 punti, in relazione a eventuali eccezionalità rintracciate nel rigore metodologico e/o nella capacità di ragionamento su temi complessi e/o nella presentazione formale delle tavole dell’esercitazione stessa.

L’esame si considera superato al raggiungimento di una valutazione minima di 18 punti, sommando matematicamente i punti dell’esame scritto con quelli dell’esame orale. La valutazione massima di 30 e lode è attribuita con il superamento della soglia dei 30 punti.
Orario delle lezioni
Statistiche superamento esami

Programma definitivo per l'A.A.2017/18
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