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Anno Accademico 2013/14
02NBJPM
Atelier Composizione e storia del progetto
Corso di Laurea in Architettura - Torino
Docente Qualifica Settore Lez Es Lab Tut Anni incarico
Armando Alessandro ORARIO RICEVIMENTO A2 ICAR/14 60 0 0 30 3
Bonino Michele ORARIO RICEVIMENTO A2 ICAR/14 60 0 0 30 3
Comba Michela ORARIO RICEVIMENTO RC ICAR/18 60 0 0 20 1
Cornaglia Paolo ORARIO RICEVIMENTO A2 ICAR/18 60 0 0 20 3
Croset Pierre Alain ORARIO RICEVIMENTO     60 0 0 30 3
De Pieri Filippo ORARIO RICEVIMENTO A2 ICAR/18 60 0 0 20 3
Gron Silvia ORARIO RICEVIMENTO A2 ICAR/14 60 0 0 30 3
Motta Giancarlo ORARIO RICEVIMENTO     60 0 0 30 2
Piccoli Edoardo ORARIO RICEVIMENTO A2 ICAR/18 60 0 0 20 3
Rosso Michela ORARIO RICEVIMENTO AC ICAR/18 60 0 0 20 3
Tosco Carlo Mario   O2 ICAR/18 60 0 0 20 1
Michinelli Rachele       60 0 0 0 1
SSD CFU Attivita' formative Ambiti disciplinari
ICAR/14
ICAR/18
6
6
B - Caratterizzanti
A - Di base
Progettazione architettonica e urbana
Discipline storiche per l'architettura
Risultati di apprendimento attesi
Giancarlo MOTTA - Carlo TOSCO
CARATTERI E SPECIFICITA' DELLE PERIFERIE METROPOLITANE TRA STORIA E PROGETTO: PROPOSTE PER INTERVENTI DI "RIDEFINIZIONE URBANA" NELL'AREA BARCA-BERTOLLA A TORINO.

L’attività del laboratorio si articolerà in brevi cicli di lezioni, di comunicazioni attinenti alla sperimentazione progettuale, attuata anche nella rete Web mediante l’impiego della "Nuova Griglia Politecnica" da gruppi di 3 o 4 studenti.
Dal punto di vista storico, il contributo si pone al servizio del progetto architettonico, prefiggendosi di seguire due strade prioritarie: la ricostruzione del paesaggio storico dell’area d’intervento, e l’individuazione di modelli di riferimento, specifici della stessa area (caratteri insediativi, edilizi, compositivi, fino alla scala distributiva) da studiare come supporti interpretativi alla maturazione di soluzioni adeguate per l’attività progettuale. Accanto ad un accurato reperimento della cartografia storica (sono previsti momenti di visita guidata negli archivi che conservano le necessarie fonti nonché lezioni di storia e interpretazione della cartografia), si affiancheranno cenni sullo sviluppo urbanistico della città e una conoscenza diretta, di dettaglio, dell’area oggetto d’intervento (con sopralluoghi e contributi di esperti): contributi tutti volti a sviluppare il senso critico dello studente.
Programma
Silvia GRON - Paolo CORNAGLIA
BUDAPEST, PROGETTARE A BELVAROS

La capitale ungherese, pur con origini romane un passato medievale e rinascimentale, a causa della "rottura" operata per un secolo e mezzo dal dominio turco e per via del grande impulso dato allo sviluppo urbano dal Compromesso del 1867 che diede ampia autonomia allo stato nell’ambito dell’impero, si presenta, in special modo nella parte piana di Pest, come un tessuto denso di architetture omogenee realizzato in un cinquantennio, tra il 1867 e il 1918, con alcuni inserimenti realizzati tra le due guerre. Il "costruito" in cui si collocano le aree "sensibili" al progetto oggi esistenti è quindi caratterizzato sostanzialmente da architetture appartenenti al periodo dell’Eclettismo e dell’Art Nouveau, e – in misura minore – al Razionalismo, temi affrontati nell’ambito dei corsi di Storia del primo anno.

Con la fine dell’espansione urbana illimitata, l’attenzione della progettazione architettonica viene focalizzata – di nuovo - sul "centro storico" o, per meglio dire, sulla città compatta esistente. Obiettivo dell’attività progettuale è la "riqualificazione urbana" - tramite il progetto di architettura - di alcune aree incomplete o caratterizzate da interventi postbellici fuori scala. I temi riguardano: da una parte, la progettazione di una piazza e degli edifici che la connotano – progetto a scala micro-urbana - quale spazio centrale rimasto per variegati motivi irrisolto dal punto di vista architettonico (formale e funzionale); dall’altra, a scala edilizia, il completamento di un fronte urbano con l’inserimento di un edificio residenziale.

Inoltre, sembra ineluttabile (e lo è) lo studio del rapporto che esiste tra una storia interna del tipo architettonico e una storia esterna del contesto, in altre parole l’analisi costruita attorno al rapporto tra morfologia urbana e tipologia edilizia. Infine, il presupposto che muove l’attività compositiva dell’Atelier riconosce nelle migliori opere nel passato -cioè nella Storia- e nei principi fondamentali -cioè nella Teoria- il necessario paradigma per la nuova progettazione.

L’area d’intervento prescelta è quella di Belváros (Centro-città), nel rapporto diretto con organismi comunali attivi nella riqualificazione del centro-città, docenti e professionisti attivi nella progettazione di nuovi interventi a scala microurbana (piazze, strade pedonali, percorsi, giardini, etc.), con previsione di un viaggio di studio a Budapest.

I due contributi dell’Atelier (la storia e la composizione) affrontano in maniera autonoma e integrata gli aspetti teorici della propria disciplina attraverso lo sviluppo di esercizi da svolgere singolarmente e in piccoli gruppi e che costituiranno materiale di esame; i contenuti saranno poi funzionali all’elaborazione di un progetto architettonico elaborato congiuntamente.

Rachele MICHINELLI, Michela COMBA
SMART WORKING - GOOD LIVING

Come stanno cambiando i luoghi di lavoro? Con la crisi occupazionale, la necessaria flessibilità e l’utilizzo delle nuove tecnologie ITC appare ormai superato anche il concetto di "postazione fissa": le scrivanie ad esempio si condividono, si spostano e si riconfigurano alla luce delle esigenze di impiegati a breve termine; i dipendenti possono addirittura essere incoraggiati a muoversi in skateboard o in bicicletta all’interno dell’azienda. Il nuovo scenario, con orari ridotti, contratti atipici, maggiore mobilità degli impiegati che spesso non hanno vincoli di sede, è caratterizzato da una generale revisione degli spazi anche – ma non solo - secondo esigenze di maggiore economia dei costi. Ne deriva per i lavoratori un riavvicinamento delle dimensioni privata e lavorativa che rievoca un contesto quasi preindustriale, scongiurato però da un fenomeno virtuoso che è necessario implementare: gli ambienti sembrano infatti arricchirsi di aree relax, palestre, servizi di nido e baby sitting – spazi e servizi per migliorare il work-life balance di un numero sempre maggiore di persone.

Programma
Il mutamento degli spazi di lavoro si inserisce in un processo ampio di trasformazione dei modi di intendere e produrre, come emerge anche dall’architettura contemporanea. Il corso proverà a sintetizzare questo processo presentando e confrontando una serie di casi studio collocati tra gli anni 30 del Novecento e i primi dieci anni del XXI secolo fino ai nostri giorni: dall’ufficio open space delle metropoli moderne, agli spazi di co-working e le green towers che si insediano nella città post-industriale, ripercorrendo da una parte il modello olivettiano con i suoi servizi socio-assistenziali e la realtà della grande industria fordista dall’altra; le trasformazioni del palazzo uffici, le utopie del piped environment , le vuote prospettive dei centri direzionali, le risorse dei condomini polifunzionali ed alcune realizzazioni più recenti (dai più estrosi headquarter di social network e multinazionali del software ad alcune sedi di importanti istituti bancari) perché emblematiche della trasformazione in atto .

Si richiederanno allo studente comprensione ed elaborazione dei dispositivi spaziali, presentati e analizzati con i casi studio del percorso storico e contemporaneo. I casi sono finalizzati all’approfondimento di alcune tematiche (come la distribuzione e i collegamenti, le aree di socializzazione, gli ambienti di servizio, gli spazi del lavoro individuale) che lo studente dovrà sviluppare con esercitazioni critiche e progettuali. Oltre che da lezioni frontali, gli esercizi di progetto saranno accompagnati da visite ad alcuni luoghi storici e da testimonianze di una serie di protagonisti della realizzazione di nuove realtà lavorative. Tutti gli incontri saranno comunque focalizzati sulla comprensione dei principi e del linguaggio dello smart working in modo da consentire agli studenti di affrontare, come prova finale, l’elaborazione di un progetto per la risoluzione di un caso studio specifico.


Pierre Alain CROSET - Edoardo PICCOLI
LO SPAZIO DELL'ABITARE

Il laboratorio propone un percorso introduttivo, in cui le due discipline coinvolte dialogano e si intrecciano con continuità, intorno al problema dello spazio dell'abitare e del suo progetto. Questione emblematica da sempre, della professione di architetto, ma anche terreno pedagogico su cui misurare il ruolo dell'architettura nella vita e nella società. Terreno di grande complessità, ma anche aggredibile, a diverse scale, nei suoi aspetti più elementari e paradigmatici, e dunque adatto all'esperienza di un secondo anno di studi.
Il corso si articolerà in moduli tematici - non casi studio ma "problemi" - della durata di una o due settimane ciascuno, in cui sia il docente di storia sia il docente di progettazione proporranno almeno una lezione frontale sul tema; al tema sarà collegata una esercitazione (un "compito" da svolgere; o una esercitazione pratica) individuale. Ad esempio: un tema generale, come la questione della "capanna primitiva", ovvero dell'origine abitativa dell'architettura, formerà un modulo; due lezioni frontali ed alcune letture forniranno gli strumenti critici per produrre un "progetto" di capanna, o un'analisi di casi storici di trattati, etc..., da restituire sotto forma di schizzi, o di modello fisico, da consegnare la settimana successiva.
A ogni consegna farà seguito, dopo alcuni giorni, una discussione collettiva dei risultati più interessanti. Le esercitazioni potranno avere un carattere più dichiaratamente progettuale, oppure di analisi e di ricerca all'interno di casi e temi della storia dell'abitazione umana.
Il corso si potrà concludere con una esercitazione o un elaborato più complesso, esteso alle tre settimane di ripresa dei corsi dopo la pausa invernale: questa riflessione di più ampio respiro conclude e perfeziona il "book" di ogni studente, ovvero l'insieme di elaborati (disegni, modelli, testimonianze di letture) accumulati nelle 8 settimane iniziali. La valutazione finale terrà conto dei risultati raggiunti a fine corso, ma anche della qualità complessiva dei lavori. Un obiettivo non secondario, è quello di ricorrere in modo continuativo al disegno - e in particolare allo schizzo, al disegno manuale - per ragionare ed esplorare i diversi moduli tematici, progettuali e storici.

Giancarlo MOTTA - Carlo TOSCO
CARATTERI E SPECIFICITA' DELLE PERIFERIE METROPOLITANE TRA STORIA E PROGETTO: PROPOSTE PER INTERVENTI DI "RIDEFINIZIONE URBANA" NELL'AREA BARCA-BERTOLLA A TORINO.

Sui rapporti tra Storia e Costruzione del progetto in Architettura
Nei procedimenti che vengono messi in atto nella costruzione del progetto, l’attenzione che viene riservata ai temi che riguardano l’architettura, la città, il territorio, osservati in un passato più o meno recente, costituisce un aspetto senza dubbio rilevante, così come rilevante lo è per le discipline storiche che di questi temi si occupano dal punto di vista disciplinare.
Ciò che necessariamente deve coincidere, in questi due punti di vista, è la grande accuratezza e serietà con la quale si procede nell’osservare, descrivere, rappresentare l’oggetto specifico, sia esso architettura, città o territorio, del quale ci si sta occupando. Questa convergenza di approccio definisce ciò che può essere "utile" nella costruzione del progetto nel rapporto con gli studi storici. Per questo abbiamo scelto una base comune di osservazione, un unico terreno analitico e di proposta: si tratta dell’area detta di Barca-Bertolla nella periferia nord-est di Torino.
Dalla messa in atto delle istanze descrittive che (non essendo mai "neutre") investono l’oggetto del nostro interesse, si sviluppano elaborati e prodotti interpretativi che sono diversi per le diverse finalità che perseguono: quelli riferiti alla ricerca storica, da una parte, e alla ricerca sul progetto, sulla trasformazione dell’architettura, della città e del territorio, dall’altra. Ne consegue che la compresenza in questo laboratorio delle discipline della storia e del progetto costituisce la sua parte dialettica: essa può aprire una discussione, favorire la formazione degli studenti e sviluppare le loro capacità critiche. Infatti, a partire dal tema assunto come comune terreno di studio, l'atelier è costruito intorno ai percorsi integrati di due moduli didattici (Storia dell'architettura e Progettazione Architettonica), orientati a esplorare insieme e in parallelo i diversi possibili intrecci tra i saperi contenuti nello sviluppo storico della disciplina e le conoscenze richiamate da una specifica esplorazione progettuale, sincronicamente collocata in un tempo e un luogo circoscritto.
I temi di progetto
L’attività del laboratorio prevede lo svolgimento di esperienze progettuali localizzate, come si è detto, nel quartiere Barca-Bertolla, caratterizzato da una presenza particolarmente significativa dell’acqua: la grande ansa del Po alla confluenza con la Stura e i percorsi di rii, canali e bealere in parte ancora esistenti.
Il tema di architettura che, nell’attività del laboratorio, sarà oggetto delle sperimentazioni progettuali riguarderà, in generale, alcuni possibili interventi di ridefinizione urbana.
Verrà posta molta attenzione all’importanza che assumono gli elementi geografici e naturali nel rapporto con il costruito e verranno presi in considerazione, in particolare, due aspetti della progettazione: la questione distributiva sia a livello territoriale che architettonico e la questione tipologica
Nel primo caso sarà lo strumento cartografico ad avere un ruolo essenziale nel definire il rapporto tra architettura e luogo e nella individuazione delle scelte di progetto. Le figure che le diverse carte rivelano come elementi di aggancio tra il suolo, inteso come fondo naturale, e l’architettura possono essere intesi dal progetto come rappresentazione schematica di apparati distributivi alle diverse scale: non solo ponti, strade e percorsi di diversa natura che attraversano l’area in oggetto, ma anche quelle parti delle costruzioni come scale, ballatoi, muri, piani terra e in sostanza tutto ciò che, dalla città fino all’interno dell’alloggio, consente la distribuzione, il passaggio, il movimento delle persone e delle cose.
Per quanto attiene alle questioni tipologiche sarà importante la scelta dei riferimenti. Questi dovranno riguardare o gli edifici che più interpretano i caratteri del luogo: gli edifici "d’acqua" di cui esistono anche nell’area esempi molto significativi o edifici come le grandi cascine o le abazie che, oltre a interpretare i caratteri del luogo, sono stati antichi centri di organizzazione del territorio. Ma riguarderanno anche temi come quello dell’edilizia sociale o di qualsiasi altro edificio che possa porsi, inizialmente, come elemento di riferimento per la soluzione di uno dei problemi di architettura posti dal programma. Anche in questo caso la convergenza di interessi storici e progettuali può essere particolarmente significativa.
Il modulo di storia sarà finalizzato a fornire agli studenti gli strumenti di base per la ricerca, orientata verso la conoscenza delle strutture che hanno caratterizzato nel corso del tempo il contesto insediativo e alla valorizzazione del patrimonio architettonico.



Michele BONINO - Filippo DE PIERI
PROGETTARE LA CITTA' ASIATICA: TEORIE E PRATICHE DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA (VISTE DA EST)
L’atelier si propone di fornire un’introduzione alle teorie e alle pratiche del progetto architettonico e urbano degli ultimi due decenni, osservandole da un punto di vista specifico: quello del confronto con la città asiatica.
Nei recenti dibattiti sull’architettura è diventato quasi un luogo comune osservare che l’emergere delle economie asiatiche ha portato a profondi cambiamenti nelle forme di produzione dell’architettura, modificando non solo il contesto entro cui si svolge l’attività dei progettisti, ma il modo stesso di pensare il progetto architet¬tonico e urbano.
Per certi aspetti lo sviluppo accelerato delle città asiatiche sem¬bra segnare (oltre a un più generale spostamento delle geografie e degli equilibri nel mondo contemporaneo) anche un profondo stravolgimento di quelle tradizioni dell’architettura moderna del Novecento, che erano maggiormente radicate in un orizzonte di senso definito dagli assetti spaziali e sociali delle città europee e nor¬damericane.

Prerequisiti
Alcune delle letture oggetto di discussione e delle lezioni previste saranno in lingua inglese, di cui si richiede una conoscenza di base.

Programma
Nelle prime settimane del corso si discuteranno le principali interpretazioni proposte da alcuni autori di riferimento riguardo alle recenti trasformazioni delle città asiatiche e al cambiamento che il con¬fronto con la globalizzazione ha portato nelle pratiche progettuali dell’architettura. Si studieranno inoltre, anche grazie all’intervento di ospiti e specialisti, le storie di alcune grandi città asiatiche nel corso del Novecento, interrogandosi sulle principali differenze che la città asiatica presenta rispetto ai modelli di sviluppo consolidati della città europea.
La seconda parte del corso sarà dedicata a una realtà specifica (Tokyo): verranno studiate la storia e la struttura della città e saranno esaminati da vicino alcuni progetti di edifici di abitazione particolar¬mente significativi. Questi casi studio saranno oggetto di ridisegno e "smontaggio", alla ricerca di un catalogo di risposte progettuali al contesto urbano, sociale, economico e tec¬nologico della città asiatica.
Esercitazioni
Sono previste due esercitazioni, la cui consegna avverrà orientativamente dopo un terzo e alla fine del corso. La prima avrà carattere storico-narrativo (un "reportage" simulato da una città asiatica), la seconda sarà di natura più specificatamente critico-pro¬gettuale (dedicata al caso studio di Tokyo).


Alessandro ARMANDO - Michela ROSSO
Dialoghi di case: progettare la residenza

Sette lezioni imperniate su una scelta di architetture residenziali progettate e costruite dalla metà del Settecento all’inizio del XXI secolo, offrono lo spunto di altrettanti esercizi di lettura, narrazione e progettazione. Al centro di ciascuno di questi è una parola-chiave (Sorpresa, Ironia, Forma, Geometria, Concatenazione, Arbitrio...) assunta come attitudine progettuale prevalente e materiale di progetto.
Mentre la scelta esclusiva della tipologia residenziale consente di avviare una riflessione su un tema elementare e fondante della disciplina, i progetti di case che saranno illustrati sono stati scelti tra quelli paradigmatici all’interno dei singoli percorsi professionali dei progettisti così come nel panorama più vasto della storia dell’architettura contemporanea. Si tratta di architetture in cui si condensano con esemplare evidenza i principi di una poetica, architetture-manifesto, in cui le strategie progettuali proprie degli autori si traducono in scelte chiare (formali, distributive e/o tecnologiche) che si prestano a una lettura stratificata dell’oggetto architettonico, articolata nelle multiformi relazioni che esso intrattiene con la parabola professionale del singolo progettista, l’ambito materiale della sua produzione e il contesto culturale della sua ricezione critica.
Il lavoro progettuale prenderà le mosse da questi dialoghi tra case, cercando ogni volta di evidenziare uno o più aspetti che riguardano le strategie di costruzione di spazi e luoghi attraverso gli strumenti dell’architettura. Gli studenti saranno chiamati ad appropriarsi di questi progetti esemplari attraverso il ridisegno, la produzione di modelli, la riscrittura e la parafrasi progettuale. In questo quadro si tenterà di tracciare un arco di esperienze operative, di volta in volta focalizzate su dimensioni specifiche del progetto architettonico: il programma degli usi e dei valori, la distribuzione, la forma strutturale, la tecnologia, i rapporti con la morfologia urbana, i linguaggi.
Testi richiesti o raccomandati: letture, dispense, altro materiale didattico
Silvia GRON - Paolo CORNAGLIA
BUDAPEST, PROGETTARE A BELVAROS

• Dora Wiebenson, József Sisa (a cura di), The Architecture of Historic Hungary, MIT Press, Cambridge Mass. 1989.
• Marco Biraghi (a cura di), Béla Lajta, ornamento e modernità, Electa, Milano 1999.
• Paolo Cornaglia, Il padiglione ungherese di Emil Tory e Moric Pogany all’esposizione internazionale di Torino del 191, in "Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti", LII, 2000, pp. 247-261.
• Paolo Cornaglia, Una cartografia militare e una città dell’Ottocento: Pest, in Costanza Roggero, Elena Della piana, Guido Montanari (a cura di), Il patrimonio architettonico e ambientale. Scritti per Micaela Viglino, Celid, Torino 2007, pp. 48-51.
• Massimo Camasso, Silvia Gron, Elena Vigliocco, Leggere, costruire, trasformare. Appunti di composizione architettonica e urbana, Celid, Torino 2008
• Silvia Gron, Elena Vigliocco, Intersezione, più frammenti un unico soggetto. Intersection, Araba Fenice, Boves (CN) 2009
• Paolo Cornaglia, Su Budapest incombe il gigantismo di Norman Foster, in Il Giornale dell’Architettura, n. 87, settembre-ottobre 2010, p. 18.

Rachele MICHINELLI - Michela COMBA
SMART WORKING - GOOD LIVING

Bibliografia di riferimento per ciascuna lezione, materiali di approfondimento del caso studio e sito del corso verranno comunicati in aula.

Pierre Alain CROSET - Edoardo PICCOLI
LO SPAZIO DELL'ABITARE

La bibliografia tematica sarà illustrata nel corso delle lezioni.



Michele BONINO - Filippo DE PIERI
PROGETTARE LA CITTA' ASIATICA: TEORIE E PRATICHE DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA (VISTE DA EST)

Si indica qui di seguito una bibliografia di riferimento, che sarà illustrata dai docenti del corso.

- Leonardo Benevolo, Storia della città orientale, Roma-Bari, Laterza, 1988;
- Mike Davis, Fear and Money in Dubai, "New Left Review", 41, 2006, pp. 47-68;
- Thomas J. Campanella, The Concrete Dragon. China’s Urban Revolution and What it Means for the World, New York, Princeton Architectural Press, 2008;
- Vittorio Gregotti, L’ultimo Hutong. Lavorare in architettura nella nuova Cina, Milano, Skira, 2009;
- Rem Koolhaas, Singapore Songlines, Macerata, Quodlibet, 2010;
- Alberto Bologna, Michele Bonino, Marco Bruno (a cura di), Seoul Steel Life, Macerata, Quodlibet, 2011;
- Peter G. Rowe, Emergent architectural territories in east Asian cities, Basilea, Birkhäuser, 2011.
- Augustin Berque, Du geste à la cité. Formes urbaines et lien social au Japon, Paris, Gallimard, 1993;
- Jinnai Hidenobu, Tokyo. A Spatial Anthropology, Berkeley, University of California Press, 1995;
- Yoshinobu Ashihara, L’ordine nascosto. Tokyo attraverso il ventesimo secolo, Roma, Gangemi, 1997;
- André Sorensen, The Making of Urban Japan. Cities and Planning from Edo to the Twenty-First Century, London, Routledge, 2002;
- Livio Sacchi, Tokyo-To. Architettura e città, Milano, Skira, 2004;
- Rem Koolhaas, Hans Ulrich Obrist, Project Japan: Metabolism Talks..., Köln, Taschen, 2011;
- Cathelijne Nuijsink, How to Make a Japanese House, Rotterdam, NAi Publishers, 2012.

Alessandro ARMANDO - Michela ROSSO
Dialoghi di case: progettare la residenza

Materiali e riferimenti bibliografici specifici saranno forniti di volta in volta, nel corso delle lezioni.
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Criteri, regole e procedure per l'esame
Giancarlo MOTTA - Carlo TOSCO
CARATTERI E SPECIFICITA' DELLE PERIFERIE METROPOLITANE TRA STORIA E PROGETTO: PROPOSTE PER INTERVENTI DI "RIDEFINIZIONE URBANA" NELL'AREA BARCA-BERTOLLA A TORINO.
La verifica in sede di esame sarà unica per le due componenti disciplinari che caratterizzano l’attività dell’Atelier. Si comporrà di una valutazione dei risultati conseguiti da ogni gruppo di studenti nella sperimentazione e dall’apporto di ogni singolo studente nell’interloquire attivamente nelle discussioni sui contenuti delle lezioni e delle comunicazioni e della consapevolezza acquisita da ognuno sui temi proposti dalla docenza.
Nell’incontro introduttivo dell’attività del laboratorio verrà fornita una bibliografia essenziale compatibile con i tempi e i crediti del laboratorio. Una bibliografia più approfondita sugli argomenti trattati verrà fornita nel corso delle lezioni e delle comunicazioni.
Orario delle lezioni
Statistiche superamento esami

Programma definitivo per l'A.A.2013/14
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