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CORSO DI LAUREA DI 1°LIVELLO IN INGEGNERIA AEROSPAZIALE

Anno Accademico 2006/07

Istituito per la prima volta nella forma attuale nell'A.A. 2004/05

INGEGNERIA I

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Struttura organizzativa del Corso


Sede: TORINO

Classe di laurea n° 10: INGEGNERIA INDUSTRIALE


Corso tenuto in Italiano


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Durata e sede

Durata: 3 anni
Sede: Torino - C.so Duca degli Abruzzi 24
Gli studenti del 1° anno frequenteranno le lezioni in C.so Duca degli Abruzzi 24 e le esercitazioni in C.so Francia 366. Le lezioni del 2° anno si terranno in C.so Duca degli Abruzzi 24, quelle del 3° anno in C.so Francia 366.

Profilo della professione

Il laureato in Ingegneria aerospaziale si occupa di tutto ciò che riguarda i velivoli sia commerciali che militari e, in un ambito più specialistico, di tutto ciò che riguarda i sistemi spaziali (stazioni abitate, satelliti, lanciatori). Oltre che nella progettazione, l¿ingegnere aerospaziale interviene quindi nella produzione, nella gestione ed organizzazione, nella manutenzione e assistenza e negli aspetti tecnico-commerciali. Il denominatore comune di tutte queste attività è una visione fortemente integrata del prodotto aeronautico o spaziale. Grazie ad essa l¿ingegnere aerospaziale non è una figura specialistica (come il nome invece può portare a credere) ma un professionista capace di indirizzare verso un fine unitario conoscenze e abilità di diversa origine e capace di dialogare con tecnici ed esperti dei più svariati settori.
Aspetti qualificanti
Da sempre l¿ingegneria aerospaziale si caratterizza per un¿altissima qualificazione tecnologica. Per questa ragione chi si occupa di ingegneria aeronautica, e ancor più di ingegneria spaziale, è coinvolto nel trasferimento di conoscenze dai laboratori di ricerca alla produzione e si trova quindi a lavorare costantemente a contatto con i prodotti più avanzati della ricerca scientifica.
A dare ulteriore prestigio alla professione si aggiunge l¿acquisizione di alcune specifiche conoscenze (per es. di aerodinamica e di strutture leggere) e abilità (per es. l¿attitudine alla progettazione ottimale), assieme all¿attenzione ai problemi della qualità, dell¿affidabilità e della sicurezza.
Altro punto di forza è l¿elevatissima esposizione sul piano internazionale e in particolare su quello europeo, contesto privilegiato per le attività aerospaziali che coinvolgono il nostro Paese. La capacità di confrontarsi con culture diverse all¿interno di progetti comuni, costruita progressivamente durante la carriera (spesso già a partire dall¿università grazie agli intensi programmi di mobilità internazionale), rende l¿ingegnere aerospaziale particolarmente versatile e adattabile a tutti i più moderni campi di attività.
Possibilità di lavoro
L¿ingegnere aerospaziale trova impiego innanzitutto nelle grandi industrie aeronautiche e spaziali, della motoristica e della propulsione, e nelle industrie minori che di queste costituiscono l¿indotto. Può lavorare in ambito sia regionale piemontese (dove queste industrie sono tutte ben rappresentate), sia nazionale, sia (in misura crescente) europeo.
Altre possibilità di impiego sono offerte dai centri di ricerca, dalle agenzie spaziali nazionali ed europee, dagli enti per la sperimentazione e certificazione dei prodotti, dai servizi tecnici delle compagnie di trasporto aereo e dagli enti che tale trasporto gestiscono, dalle società di manutenzione, dall¿Aeronautica Militare e dai settori aeronautici di altre Armi.
Inoltre è possibile trovare impiego presso altri settori industriali che per il loro ruolo di spiccato orientamento tecnologico ricercano proprio le peculiarità dell¿ingegnere aerospaziale.

Percorso formativo

Gli insegnamenti comuni a tutti i percorsi formativi
Il primo anno di questo corso di laurea comprende prevalentemente insegnamenti scientifici di base (matematica, fisica, chimica), ma anche informatica, lingua inglese e disegno tecnico, mentre nel secondo anno si concentra il denominatore comune dell¿ingegneria industriale con insegnamenti di meccanica applicata, elettrotecnica, scienza dei materiali, termodinamica e trasmissione del calore, meccanica strutturale. Nel secondo semestre del secondo anno si inizia a fornire la base generale dell¿ingegneria aerospaziale con lo studio della meccanica del volo, nonché dei sistemi di bordo. Comune a tutti i percorsi sono inoltre un insegnamento di economia e uno di elettronica al terzo anno.
Gli insegnamenti caratterizzanti i diversi percorsi formativi
Il Percorso generalista ha carattere formativo e mira quindi all¿approfondimento e al consolidamento delle conoscenze di base in vista di studi successivi. Per questa ragione, il percorso si caratterizza per contenuti fortemente teorici. Gli insegnamenti comprendono aero-gasdinamica teorica, fondamenti di teoria delle macchine, matematica applicata, meccanica analitica, scienza dei corpi elastici. Compaiono inoltre alcune materie a carattere aeronautico, per lo più propedeutiche a insegnamenti successivi. Non è previsto tirocinio industriale. Chi segue il Percorso generalista e si ferma alla laurea di primo livello, una volta inserito in ambito lavorativo, avrà senz¿altro bisogno di ulteriori nozioni applicative, anche se la sua formazione generale dovrebbe permettergli l¿acquisizione queste nozioni in modo autonomo.
Il Percorso EASA PART 66 forma un ingegnere compiuto sul piano professionale, anche grazie ad un tirocinio industriale obbligatorio. Seppure in forma inizialmente assistita, questo ingegnere è quindi pronto ad assumere le funzioni richieste dal mondo del lavoro. Gli insegnamenti sono di natura applicativa, sia di tipo tecnico (le tecnologie e le costruzioni aerospaziali, l¿aerodinamica applicata, i sistemi avionici, la propulsione aeronautica) che di contesto (la legislazione aeronautica e i fattori umani). Compaiono inoltre contenuti pratici di manutenzione e di componentistica minuta, richiesti per soddisfare la norma internazionale EASA PART 66 che regola il conferimento della Aircraft Maintenance Licence Class C. Con il Percorso EASA PART 66 si può infatti contare sul riconoscimento della formazione acquisita da parte dell¿ENAC (Ente Nazionale per l¿Aviazione Civile) ai fini di tale licenza: per ottenerla si richiede soltanto, dopo la Laurea, una documentata attività lavorativa pratica di sufficiente durata nel campo della manutenzione aeronautica (il solo Politecnico di Torino in Italia e pochissime altre università europee godono di questo riconoscimento).
I laboratori
Per tutti i percorsi sono previsti laboratori sperimentali di Aerodinamica, di Strutture e di Impianti, presso il Politecnico e aziende del settore.
Altre attività
Fin dai primi anni sono previste visite a laboratori di Alenia Aeronautica e Spazio e a campi volo, conferenze di esperti, e altre attività decise di anno in anno.
Ad un ristretto numero di studenti scelti tra i migliori che frequentano il percorso EASA PART 66 potrà essere concesso lo svolgimento del tirocinio all¿estero, per esempio presso la società Airbus o la European Space Agency (ESA).

Il 3° anno del corso di laurea e' inserito nel Progetto di Rafforzamento delle Lauree Professionalizzanti (PRLP).

Caratteristiche della prova finale

Per il conseguimento della laurea l'esame finale consiste nella discussione pubblica di una relazione scritta o di una tesi. Per il conseguimento della laurea specialistica l'esame finale consiste nella discussione pubblica di una tesi elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore. In ogni caso la valutazione del candidato avviene integrando le risultanze dell'intera carriera scolastica con il giudizio sull'esame finale.

Proseguimento su Laurea specialistica

Seguendo il percorso generalista, si può accedere senza debito formativo alla laurea specialistica in Ingegneria aerospaziale. Seguendo il percorso EASA PART 66 si può accedere alla laurea specialistica con un debito formativo aggiuntivo di 10 crediti.
Corso di laurea specialistica in Ingegneria aerospaziale
La laurea specialistica in Ingegneria aerospaziale approfondisce le discipline tecnico-scientifiche tipiche del settore: aerodinamica, sistemi e impianti, meccanica del volo, propulsione, costruzioni e strutture. Il primo anno e parte del secondo sono comuni a tutti gli studenti, mentre la sezione conclusiva è ripartita in percorsi che approfondiscono ciascuno uno dei temi sopra elencati con l¿aggiunta dell¿aeroelasticità. L¿accento è sulle capacità progettuali, che devono divenire autonome, e sulle capacità critiche, sorrette da un metodo rigoroso d¿analisi. Il laureato specialista deve essere infatti in grado di assumere la responsabilità delle sue scelte tecniche e di gestire l¿innovazione.
Il livello di internazionalizzazione è più elevato che nel corso di laurea di primo livello, ciò che si manifesta anche attraverso un significativo numero di insegnamenti impartiti in lingua inglese. Esso si traduce inoltre in una forte offerta di sedi universitarie estere presso cui svolgere la tesi, frequentare semestri e, in parecchi casi, acquisire il doppio titolo di studio. Attualmente circa il 25% degli studenti in Ingegneria aerospaziale a Torino usufruisce di questa possibilità durante l¿ultimo anno degli studi. Il Politecnico fa inoltre parte della rete PEGASUS (composta da 24 università europee accomunate nell¿offerta di corsi di studio di II livello in ingegneria aerospaziale) la quale rilascia ai suoi laureati (specialisti o con i titoli equivalenti di altre nazioni) un attestato di comune livello di qualità. Gli sbocchi lavorativi sono in genere gli stessi di quelli del laureato triennale con l¿aggiunta di possibili impieghi nel campo della ricerca. Le funzioni affidabili, tuttavia, sono di livello più elevato e caratterizzate da maggiore autonomia decisionale.

FAQ

Esiste una specializzazione in Astronautica? Sia nella laurea che nella laurea specialistica vengono impartiti anche numerosi insegnamenti a carattere spaziale, ma una completa specializzazione in Astronautica non può essere fornita all¿interno di una laurea in Ingegneria aerospaziale, trattandosi di un campo che ha ormai internazionalmente acquisito una fisionomia abbastanza distinta dall¿aeronautica. Studi di questa natura si collocano meglio all¿interno di Master specialistici posti a valle della laurea di II livello, con una particolare attenzione all¿offerta internazionale. Uno di questi, dedicato all¿esplorazione umana del sistema solare e configurato su base europea,è stato varato dal Politecnico nel 2005/2006 con la denominazione SEEDS (Space Exploration and Development Systems).
Con la Laurea in Ingegneria aerospaziale si può diventare astronauta? Non specificatamente, anche se molti astronauti sono ingegneri aerospaziali. La loro selezione, tuttavia, avviene sulla base di criteri più generali del solo titolo di studio.
Si può svolgere mobilità internazionale SOCRATES all¿interno della laurea di 1° livello? In generale nell¿ambiente aerospaziale europeo la mobilità (intesa come frequenza di corsi o svolgimento di tesi all¿estero) si concentra sul 2° livello. Nel caso del percorso EASA PART 66, tuttavia, ai più bravi può essere offerto un limitato numero di tirocini presso aziende o agenzie aerospaziali estere.