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Scheda RAD


A.A. 2024/25
Corso di Laurea Magistrale in PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, URBANISTICA E PAESAGGISTICO-AMBIENTALE



Universita: Politecnico di Torino
Collegio: Collegio di Pianificazione e Progettazione
Dipartimento: DIST
Classe: LM-48 - PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA E AMBIENTALE
Esiste nella forma attuale dall'anno accademico: 2010/11



Quadro A1a - Consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello nazionale e internazionale - della produzione di beni e servizi e delle professioni - istituzione del corso


La consultazione con il sistema socio-economico e le parti interessate, è avvenuta il 18 gennaio 2010 in un incontro della Consulta di Ateneo, a cui sono stati invitati 28 rappresentanti di organizzazioni della produzione, dei servizi e delle professioni, aziende di respiro locale, nazionale ma anche internazionale; presenti anche importanti rappresentanti di esponenti della cultura.
Nell'incontro sono stati delineati elementi di carattere generale rispetto alle attività dell'ateneo, una dettagliata presentazione della riprogettazione dell'offerta formativa ed il percorso di deliberazione degli organi di governo.
Sono stati illustrati gli obiettivi formativi specifici dei corsi di studio, le modalità di accesso ai corsi di studio, la struttura e i contenuti dei nuovi percorsi formativi e gli sbocchi occupazionali.
Sono emersi ampi consensi per lo sforzo di razionalizzazione fatto sui corsi, sia numerico sia geografico, anche a fronte di una difficoltà attuativa ma guidata da una chiarezza di sostenibilità economica al fine di perseguire un sempre più alto livello qualitativo con l'attenzione anche all'internazionalizzazione.
Consensi che hanno trovato riscontro in una votazione formale con esito unanime rispetto al percorso e alle risultanze della riprogettazione dell'Offerta formativa.


Il profilo professionale che il CdS intende formare Principali funzioni e competenze della figura professionale
Pianificatore territoriale, urbanista
 
* Funzione in un contesto di lavoro:
Pianificatore territoriale esperto nella redazione di piani, progetti e programmi urbanistici, territoriali ambientali e paesaggistici a varie scale. Svolge funzioni di coordinamento o direzione di équipe progettuali che operano nel campo della pianificazione urbanistica e territoriale ed in rapporto con la pianificazione-programmazione di settore (ad es. trasporti, aree protette, energia, immobiliari, ecc.) con attenzione alle sfide della transizione ecologica, della sostenibilità e della resilienza dei territori.
Il laureato magistrale può iscriversi, previo superamento di un esame di stato, alla sezione A dell’Ordine degli “Architetti, pianificatori, conservatori e paesaggisti”, con il titolo di “Pianificatore territoriale”.

* Competenze: capacità di
- collaborare con e coordinare specialisti dei diversi settori disciplinari e competenze tecniche coinvolti nel processo di pianificazione;
- fornire al lavoro di gruppo il quadro di riferimento istituzionale, legislativo e procedurale, nazionale ed europeo, relativo agli strumenti di governo della città e del territorio;
- curare nell’ambito del lavoro di gruppo la definizione degli aspetti spaziali dei piani di diverso livello, scenari previsionali, esplorativi e progettuali di usi del suolo;
- svolgere analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, ambientali, paesaggistiche ed energetiche, utilizzando una gamma di strumenti analitici;
- utilizzare banche dati territoriali, creare e gestire Sistemi informativi territoriali;
- scegliere e applicare in modo critico metodi, tecniche e strumenti per l'analisi e la strutturazione di problemi di pianificazione;
- curare nell’ambito del lavoro di gruppo la definizione degli aspetti relativi ad obiettivi di qualità paesaggistica e assetto del paesaggio e fornire indirizzi per la pianificazione e progettazione paesaggistica;
- svolgere attività di valutazione di piani e progetti, valutazioni immobiliari, studi di fattibilità urbanistica ed economica;
- Coordinare la redazione di valutazioni ambientali (VIA, VAS, VINCA, verifiche di compatibilità e ambientale e paesaggistica degli interventi); e in particolare l’interazione tra valutazioni ambientali strategiche e il processo di formazione dei piani di vario livello;
- valutare gli effetti sul piano delle scelte relative alle attrezzature ed infrastrutture urbane e di trasporto interagendo con esperti del settore
-elaborare progetti piani attuativi e progetti urbanistici.

* Sbocchi professionali:
Il Pianificatore territoriale/urbanista può operare: (a) all’interno della pubblica amministrazione, (b) come libero professionista, (c) in imprese e aziende private, (d) presso enti del terzo settore.
(a) Il Pianificatore opera nella pubblica amministrazione, ad esempio come funzionario tecnico (con funzioni di responsabilità) all'interno di Istituzioni ed Enti territoriali cui compete per legge il compito di progettare politiche territoriali e/o di settore e redigere determinati strumenti di pianificazione: nei Comuni per la redazione di Piani urbanistici comunali o intercomunali o di Strumenti urbanistici esecutivi-attuativi, nelle Province o nelle Città Metropolitane per la redazione di Piani territoriali di Coordinamento, di Piani territoriali e strategici metropolitani, nelle Regioni per la redazione di Piani Territoriali Regionali, Piani Paesaggistici, altri piani di settore (Piani Energetici Ambientali Regionali, dei Parchi, dei Trasporti…).
(b) Il Pianificatore opera in maniera autonoma come libero professionista, producendo studi e progetti relativi ad atti di pianificazione su incarico di Enti territoriali (vedi punto a); consulenze nel campo della progettazione europea, di programmi di varia natura, ad esempio di marketing territoriale; ma anche studi e progetti urbanistici per aziende (mobility manager, site localisation manager/consulente logistico e per la selezione di idonei insediamenti territoriali, …), imprese nei settori delle costruzioni, studi di fattibilità in campo immobiliare.
Il laureato magistrale può ottenere l’abilitazione alla certificazione energetica degli edifici (art 2 del D.P.R. 75 del 16/4/2013), previo superamento dell’esame di stato (Albo Pianificatori territoriali) e dell'esame relativo a uno specifico corso di formazione per la certificazione energetica degli edifici.
(c) Il Pianificatore può essere impiegato in imprese private come analista e gestore di banche dati territoriali, di patrimoni immobiliari (ad es. in campo assicurativo, industriale, della logistica, del commercio).
(d) Il Pianificatore opera all’interno di Enti di ricerca o altri enti del terzo settore come analista di fenomeni spaziali (insediamenti, attività economiche, trasformazioni dell’ambiente, patrimonio territoriale, e molti altri) e collaboratore alla definizione di politiche.
 
Pianificatore territoriale, urbanista  * Funzione in un contesto di lavoro:
Pianificatore esperto nell'elaborazione di strategie, politiche, programmi e progetti di trasformazione urbana e territoriale.
Questa figura professionale svolge funzioni di esperto e/o di coordinatore per l'elaborazione di strategie e politiche di governo del territorio alle diverse scale e in modo intersettoriale.

* Competenze: capacità di
- collaborare con e coordinare specialisti dei diversi settori disciplinari per la definizione di strategie, politiche e progetti per la trasformazione e rigenerazione urbana e territoriale;
- partecipare a processi di costruzione sociale delle azioni, dialogando anche con soggetti non esperti, costruendo tavoli di partecipazione e interpretando i bisogni delle comunità;
- fornire al lavoro di gruppo il quadro di riferimento istituzionale e legislativo, nazionale ed internazionale, relativo agli strumenti di governo della città e del territorio;
- fornire soluzioni operative e procedurali per l’attuazione di politiche e progetti di natura urbana e territoriale;
- svolgere analisi nel campo dello sviluppo locale e dei sistemi locali, sociali ed ambientali;
- effettuare analisi spaziali attraverso la creazione e la gestione di Sistemi Informativi Territoriali avanzati e di banche dati territoriali (anche settoriali, per esempio su logistica, commercio, …).

* Sbocchi professionali:
Il Pianificatore territoriale/urbanista può operare: (a) all’interno della pubblica amministrazione, (b) come libero professionista, (c) in imprese e aziende private, (d) presso enti del terzo settore.
(a) Il Pianificatore opera nella pubblica amministrazione come funzionario (con funzioni di alta responsabilità) di Enti territoriali, che hanno il compito di redigere Programmi con ricadute spaziali alle diverse scale (regionale, nazionale, europea e internazionale), Piani strategici (in part. Città metropolitane), definire strategie e politiche integrate con una dimensione spaziale (ad esempio: piani di sviluppo locale, piani di sviluppo rurale, programmi territoriali integrati,...).
(b) Questa funzione può essere svolta anche in maniera autonoma come libero professionista a cui Enti ed Associazioni affidano incarichi di consulenza;
(c),(d) ma anche come impiegato o consulente in agenzie internazionali, aziende pubbliche e provate, centri di ricerca e di consulenza, enti del Terzo settore.
 
A cura di: Cristiana Rossignolo Data introduzione: 11/02/2015 Data scadenza:

Sezione facoltativa:
Preparazione per la prosecuzione degli studi Conoscenze necessarie per la prosecuzione degli studi
Dottorato, Master di II livello, Scuola di Specializzazione
 
Le conoscenze acquisite dal laureato magistrale costituiscono un prerequisito per accedere a Corsi di Dottorato e di master di II livello. In particolare costituiscono una base necessaria per l'ulteriore proseguimento degli studi la conoscenza dei quadri di riferimento istituzionali e legislativi, degli strumenti di governo della città e del territorio, la capacità di riconoscere i problemi e di sviluppare analisi finalizzate alla redazione dei piani, la capacità di applicare le tecniche per la loro redazione e implementazione, la conoscenza di tecniche e strumenti applicabili nei processi di pianificazione, la capacità di costruzione di scenari previsionali anche di carattere spaziale, la costruzione di processi partecipativi, le conoscenze avanzate nel campo dei Sistemi informativi territoriali, l’attitudine ad esercitare un’autonomia di giudizio, le abilità comunicative e la capacità di lavorare all'interno di gruppi interdisciplinari e di formulare proposte progettuali..
Al Politecnico di Torino, in particolare, è possibile proseguire gli studi attraverso il Corso di Dottorato interanteneo Urban and Regional Development, la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e Paesaggio. In particolare si segnala come sbocco in continuità il Master di 2°livello in "Metodi e tecniche per il governo di territori resilienti. Verso la gestione integrata dei rischi". ...
A cura di: Cristiana Rossignolo Data introduzione: 11/02/2015 Data scadenza:


Codici ISTAT
2.2.2.1.2 
Pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio 
A cura di: Cristiana Rossignolo Data introduzione: 11/02/2015 Data scadenza:



Quadro A3a - Conoscenze richieste per l'accesso

Costituiscono requisiti curriculari il titolo di laurea o di un diploma universitario di durata triennale ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo, e le competenze e conoscenze che lo studente deve aver acquisito nel percorso formativo pregresso, espresse sotto forma di crediti riferiti a specifici settori scientifico-disciplinari o a gruppi di essi. In particolare lo studente deve aver acquisito un minimo di 30 cfu sui settori scientifico-disciplinari di base BIO/03, BIO/07, GEO/02, GEO/04, GEO/05, M-GGR/01, M-GGR/02, ING-INF/05, MAT/03, MAT/05, MAT/06, ICAR/06, ICAR/17 e 60 cfu sui settori scientifico-disciplinari caratterizzanti e affini AGR/01, AGR/08, GEO/05, ICAR/02, ICAR/03, ICAR/04, ICAR/05, ICAR/15, ICAR/18, ICAR/20, ICAR/21, ICAR/22, ING-IND/11, IUS/10, IUS/14, M-GGR/01, M-GGR/02, M-STO/04, SECS-P/01, SECS-P/06, SECS-S/02, SPS/10, MAT/07, GEO/09, M-STO/02, ING-IND/10.
Inoltre, lo studente deve essere in possesso di un'adeguata preparazione personale e della conoscenza della Lingua inglese a livello QCER B2 o superiore, con riferimento anche ai lessici disciplinari.
Le modalità di verifica dell'adeguatezza della preparazione personale, i criteri per il riconoscimento della conoscenza certificata della lingua inglese e le modalità di superamento della prova di accesso sono riportati nel regolamento didattico del corso di studio.
Quadro A3a - Conoscenze richieste per l'accesso (Dettaglio)



Quadro A4a - Obiettivi formativi specifici del Corso e descrizione del percorso formativo

Il corso di Laurea Magistrale forma un "pianificatore territoriale" con competenze tali da permettergli di assumere responsabilmente la funzione di coordinamento o direzione di équipe progettuali che svolgono attività di pianificazione territoriale, urbanistica e strategica a varie scale, attività di pianificazione paesaggistica e di elaborazione di valutazione ambientale strategica, politiche e progetti di trasformazione e rigenerazione urbana e territoriale.
Il “pianificatore territoriale” è una figura in grado di cooperare con esperti in campi disciplinari diversi, di affrontare i temi della pianificazione transcalare, dalla scala locale a quella di area vasta, di affrontare con particolare attenzione la centralità attuale delle questioni urbane e territoriali, in un’ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica e di resilienza con attenzione alle diverse dimensioni e problematiche, adottando un approccio integrato allo sviluppo, all’inclusione sociale, al diritto alla città, alle questioni ecologica ed energetica e del cambiamento climatico, alla difesa del suolo, con una particolare attenzione nei confronti del patrimonio naturale, storico-culturale e paesaggistico e delle risorse disponibili. Una figura in grado di elaborare e supportare – anche grazie alle conoscenze avanzate nel campo dei Sistemi Informativi Territoriali, delle banche dati territoriali, delle valutazioni e analisi spaziali - strategie, politiche, programmi e progetti di trasformazione urbana e territoriale che abbiano al centro un corretto uso delle risorse locali e coinvolgano i soggetti (istituzionali, economici, sociali) interessati; al pianificatore si chiede anche la capacità di interagire con attori diversi e anche con soggetti non esperti, stimolandone la collaborazione e la partecipazione, agendo da regia dell’iniziativa sul territorio.
Inoltre il pianificatore è una figura capace di costruire l’azione di trasformazione del territorio, del paesaggio, dell’ambiente e dei contesti urbani, anche attraverso le esperienze applicative e di sperimentazione progettuale. In linea con gli obiettivi formativi del pianificatore territoriale, il corso offre due orientamenti distinti, erogati uno in italiano e uno in inglese:
- l’orientamento in italiano - Pianificare la città e il territorio per la transizione ecologica- è un percorso formativo avanzato nel campo della pianificazione della città, del territorio, dell’ambiente e del paesaggio, indirizzato alla professione di Pianificatore Territoriale, che si snoda attorno a tre esperienze progettuali a diverse scale che affrontano questioni complesse rispondendo alle sfide contemporanee: la prima indirizzata al progetto urbanistico e ambientale basato sul paradigma delle nature-based solutions, la seconda sulla simulazione di un processo di redazione di uno strumento di pianificazione urbanistica di livello locale e la terza sulla simulazione del processo di redazione, e poi di applicazione, di uno strumento di pianificazione paesaggistica e ambientale. Il riferimento costante non solo a teorie e metodi, ma anche a concreti contesti applicativi e processi pianificatori reali, costituisce il punto di forza dell’approccio professionalizzante e sperimentale.
- l’orientamento in inglese - Planning for the Global Urban Agenda – prende a riferimento modelli e ambiti lavorativi internazionali e raccoglie la sfida della New Urban Agenda (NUA) e dei Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite, del Green Deal Europeo e del Next Generation Eu (in Italia del PNRR). I corsi prestano attenzione alla varietà dei sistemi di governo del territorio e dei fenomeni urbani a livello globale, proponendo lo studio di diversi modelli e approcci per fornire capacità di orientamento nel governo del territorio e di collocazione della propria azione progettuale. Tra le attività applicative, tre esperienze progettuali complesse: la prima indirizzata alla pianificazione attenta ai temi del patrimonio culturale e naturale, la seconda alla pianificazione per l’adattamento di città e territori a fronte dei cambiamenti climatici e la terza al progetto urbano. Il riferimento costante non solo a teorie e metodi, ma anche a concreti contesti applicativi e processi pianificatori reali, costituisce il punto di forza dell’approccio professionalizzante e sperimentale.
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I due orientamenti condividono le stesse modalità didattiche, articolate in:
- Unità Didattiche monodisciplinari (corsi), attività formative avanzate, che forniscono contributi sistematici, capaci di arricchire le capacità analitiche e critico-interpretative;
- Unità Didattiche sviluppate in corsi integrati facendo interagire due discipline in un campo comune di sperimentazione operativa di teorie, metodi e strumenti;
- Unità Didattiche sviluppate attraverso la modalità dell'Atelier/Studio multidisciplinare, incentrate sulla definizione di strumenti di pianificazione a scale diverse, che simulano, attraverso gli apporti di più discipline, l'integrazione di una pluralità di punti di vista, propria delle équipe di pianificazione e progettazione. Gli Atelier hanno uno sviluppo semestrale e danno luogo ad un solo esame;
- Crediti liberi: accanto ai corsi curricolari obbligatori è possibile approfondire alcuni campi attraverso i crediti liberi (10 cfu nel percorso in italiano e 12 cfu nel percorso in inglese) che possono essere connessi anche al lavoro di ricerca della tesi;
- tesi: il 2° pd del 2° anno è prevalentemente dedicato all'elaborazione della tesi (in italiano o in inglese). Allo studente vengono offerte due alternative: elaborazione di una tesi di ricerca o sperimentazione di teorie, metodi e tecniche a partire da un periodo di tirocinio (elaborazione di una tesi di carattere maggiormente professionalizzate). Sia la tesi che il tirocinio possono essere svolti all’estero indipendentemente dalla scelta dell’orientamento.

L’orientamento in italiano - Pianificare la città e il territorio per la transizione ecologica – si articola secondo i seguenti obiettivi:
- l’obiettivo delle attività del 1 pd del 1 anno è quello di fornire allo studente solide basi nel campo della progettazione urbanistica e ambientale nature-based per la transizione ecologica e l’adattamento, del governo del territorio con riferimento a istituzioni, norme e strumenti di pianificazione alle diverse scale e di acquisire apporti della storia del patrimonio territoriale;
- l'obiettivo delle attività del 2 pd del 1 anno è quello di permettere allo studente di acquisire una solida conoscenza della geografia urbana e territoriale e dei metodi e delle tecniche di inclusione e della partecipazione degli attori sociali nella costruzione delle politiche urbane e territoriali, una conoscenza dei metodi e delle tecniche per la simulazione di un processo di redazione di uno strumento di pianificazione a livello locale e di progettazione urbanistica, oltre che conoscenze nel settore della pianificazione e gestione dei trasporti, necessarie per affrontare piani a diverse scale e interagire con gli specialisti del settore;
- l’obiettivo delle attività del 1 pd del 2 anno è permettere allo studente di sviluppare la simulazione del processo di redazione e di applicazione di uno strumento di pianificazione paesaggistica, territoriale e ambientale, e di approfondimento delle conoscenze relative al ruolo dell’Unione Europea, degli aspetti normativi e dell'ordinamento istituzionale, della pianificazione strategica e del progetto di adattamento ai cambiamenti climatici, con attenzione alle sfide energetiche e ambientali.

L’orientamento in inglese - Planning for the Global Urban Agenda – si articola secondo i seguenti obiettivi:
- l’obiettivo delle attività del 1 pd del 1 anno è quello di fornire allo studente solide basi nei seguenti campi: teorie della pianificazione e dei sistemi di governo del territorio in Europa e nel mondo, storia dei fenomeni urbani e insediativi e dell’urbanistica, politiche europee ed internazionali per la natura, l’ambiente e il paesaggio e relativi strumenti di attuazione attraverso la pianificazione spaziale; inoltre, viene fornita una formazione avanzata nel campo delle analisi spaziali con strumenti GIS, utile a diverse applicazioni in altri insegnamenti.
- l’obiettivo delle attività del 2 pd del 1 anno è sviluppare la capacità di agire sul sistema insediativo esistente in un’ottica di resilienza e di rigenerazione, con attenzione ai rischi naturali (con particolare a quello sismico), e mettendo al centro sia il ruolo del patrimonio culturale e naturale, sia il ruolo dei gruppi sociali (e le metodologie inclusive e partecipative). Inoltre, sono fornite conoscenze sugli orientamenti di organismi internazionali come le Nazioni Unite (Agenda urbana e Sustainable Development Goals) e l’Unione Europea, sui relativi processi decisionali, sulle dinamiche di sviluppo connesse alla programmazione e partecipazione a iniziative di partenariato internazionali.
- l'obiettivo delle attività del 1 pd del 2 anno è quello di fornire allo studente solide basi in campi legati all’azione progettuale in campo urbano e alla pianificazione a fronte dei cambiamenti climatici per l’adattamento di città e territori, concentrando l’attenzione sul campo d’azione degli strumenti della pianificazione spaziale, del rischio idrogeologico e delle sfide dell’innovazione energetica. Allo studio si affiancano contributi sugli studi urbani e regionali e della pianificazione collettiva dei processi di sviluppo urbani e territoriali.
Quadro A4a - Obiettivi formativi specifici del Corso e descrizione del percorso formativo (Dettaglio)



Risultati di apprendimento attesi
Conoscenza e capacità di comprensione
I risultati di apprendimento attesi sono riferiti a 4 aree di apprendimento:
− Analisi e valutazione dei contesti storici, geografici, economici, ambientali e sociali, per e dell’azione territoriale;
− Governo del territorio: pianificazione urbanistica e territoriale, paesaggistica e ambientale;
− Governo del territorio: politiche urbane e territoriali
− Progettazione urbana, urbanistica e ambientale.

Le 4 aree di apprendimento sono state individuate in relazione all'approccio alla pianificazione proposto dal Corso, che è un approccio coerente con il processo stesso di pianificazione, un processo integrato in cui si combinano attività analitiche e progettuali e prospettive disciplinari diverse. I risultati di apprendimento attesi rispondono alle esigenze di formazione di un "pianificatore" in grado di assumere la funzione di coordinamento o direzione di équipe progettuali multidisciplinari, che affrontano i temi della pianificazione e del progetto a scale diverse, con particolare attenzione alla centralità attuale delle questioni urbane e territoriali e ecologico-ambientali, in un’ottica di resilienza e di sostenibilità ambientale, sociale ed economica nelle diverse dimensioni e problematiche – approccio integrato allo sviluppo, all’inclusione sociale, al diritto alla città, alla questione energetica e del cambiamento climatico, alla gestioni dei rischi e alla difesa del suolo, con una particolare attenzione nei confronti del patrimonio naturale, storico-culturale e paesaggistico e delle risorse disponibili. Una figura in grado di elaborare e supportare - anche grazie alle conoscenze avanzate nel campo dei Sistemi Informativi Territoriali, delle banche dati territoriali, delle analisi spaziali - strategie, politiche, programmi e progetti di trasformazione urbana e territoriale che abbiano al centro un uso sostenibile delle risorse locali e coinvolgano i soggetti (istituzionali, economici, sociali) interessati; al pianificatore si chiede anche la capacità di interagire con attori diversi e anche con soggetti non esperti, stimolandone la collaborazione e la partecipazione, agendo da regia dell’iniziativa sul territorio.

Le attività destinate all'acquisizione di conoscenze e capacità di comprensione sono svolte in tutte e 4 le aree di apprendimento attraverso le lezioni frontali dei corsi curriculari obbligatori, a cui si affiancano, per permettere un maggior approfondimento specialistico, due o più insegnamenti opzionali, eventualmente connessi al tema di tesi.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Entrambi gli orientamenti si snodano attorno a 3 esperienze formative centrali - Atelier/Studio multidisciplinari - incentrati sulla definizione di strumenti di pianificazione a scale diverse e di azione progettuale, che stimolano, attraverso gli apporti di più discipline, l'integrazione di una pluralità di punti di vista, propria delle équipe di pianificazione. Esse permettono allo studente di:
• simulare un processo di redazione di un progetto urbano con tecniche e metodi nature-based (con attenzione agli spazi aperti e pubblici), di uno strumento di pianificazione a livello locale e di uno strumento di pianificazione paesaggistica e territoriale, per l’orientamento in italiano;
• raccogliere la sfida di operare in un contesto globale attraverso una prima esperienza progettuale orientata alla pianificazione attenta alla protezione del patrimonio e una seconda esperienza indirizzata alla pianificazione a fronte dei cambiamenti climatici, e una terza alla progettazione urbana per l’orientamento in inglese.
Queste sono le attività formative principali che gli consentono di acquisire la capacità di applicare le conoscenze e la comprensione fornite dai corsi curriculari obbligatori, cui si affiancano talvolta piccole attività esercitative (area di apprendimento 1).
La tesi è un momento formativo centrale per il corso (20 crediti), nel quale è centrale la capacità di applicare le conoscenze e la comprensione acquisite. Allo studente viene offerta un’alternativa: elaborazione di una tesi di ricerca o elaborazione di una tesi di carattere maggiormente applicativo e professionalizzate, all'interno della quale è previsto un periodo di tirocinio (10 crediti).
 
A cura di: Cristiana Rossignolo Data introduzione: 13.01.2016 Data scadenza:




Autonomia di giudizio
Le attività previste negli atelier multidisciplinari sono proposte come attività di "simulazione" di processi di pianificazione il più possibile "reali", complessi, che hanno come esito prodotti tecnici di standard elevato. Stimolano, quindi, nello studente l'opportunità e la necessità di compiere scelte, basate sull'interpretazione e sulla valutazione di situazioni "reali", e la necessità di un'autonomia di giudizio e di una consapevolezza di tutti i fattori economici, sociali, istituzionali, ambientali ed anche etici che intervengono in un processo di pianificazione. L'acquisizione di questa capacità di giudizio si rafforza attraverso la redazione della tesi.
Abilità comunicative
Le attività negli Atelier svolte in gruppo e sotto la regia di docenti di diverse discipline incoraggiano l'attitudine dello studente a lavorare nell'ambito di gruppi multidisciplinari, favorendo la formazione di capacità comunicative e la capacità di operare efficacemente come leader di équipe composte da specialisti di diversi settori, in cui fondamentale è la capacità di integrare apporti diversi e di gestire la complessità che ne deriva. Gli Atelier/Studio curano anche la comunicazione in forma grafica, sia attraverso l'uso del linguaggio tecnico sia attraverso elaborati di sintesi non tecnica.
Un aiuto allo sviluppo di queste capacità può venire dalla possibilità di svolgere un tirocinio.
La stessa possibilità di redigere la tesi di laurea in lingua inglese e di svolgere eventualmente un tirocinio all'estero, forniscono ulteriori possibilità di incrementare le proprie abilità comunicative


Capacità di apprendimento
Il corso di laurea magistrale fornisce conoscenze e strumenti che il laureato potrà applicare con un alto grado di autonomia nel mondo del lavoro, ma indica anche modelli di comportamento e approcci metodologici, anche attraverso confronti internazionali, che predispongono il laureato a ricercare nuove soluzioni favorendo un atteggiamento di disponibilità all'aggiornamento delle proprie conoscenze ed una capacità di apprendimento fondamentali per la successiva formazione continua.
Questa preparazione metodologica, oltre alla preparazione scientifica, fornisce anche la base per un eventuale proseguimento degli studi (scuola di dottorato, Master di II livello).
La verifica di queste acquisizioni avviene lungo tutto il percorso di studi attraverso gli esami e le attività di Atelier, e trova un momento significativo nell'elaborazione e discussione della tesi.

 
A cura di: Cristiana Rossignolo Data introduzione: 11/02/2015 Data scadenza:




La prova finale rappresenta un importante momento formativo del corso di laurea magistrale e consiste in una tesi che deve essere elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore. Le attività previste nella tesi richiedono normalmente l'applicazione di quanto appreso in più insegnamenti e atelier, l'integrazione con elementi aggiuntivi e la capacità di proporre spunti innovativi. Allo studente viene offerta un'alternativa: elaborazione di una tesi di ricerca, con l’obiettivo di approfondire uno specifico tema, o elaborazione di una tesi di carattere maggiormente professionalizzate, all'interno della quale è previsto un periodo di tirocinio.
L’argomento della tesi di Laurea Magistrale è individuato dallo studente all’interno delle discipline presenti nel piano di studio del Corso di Laurea Magistrale e in riferimento all'attività di tirocinio svolta, nel caso di tesi professionalizzante, e deve essere concordato con il relatore.
L'esposizione e la discussione dell'elaborato avvengono di fronte ad un’apposita commissione. Il laureando dovrà dimostrare capacità di operare in modo autonomo, padronanza dei temi trattati e attitudine alla sintesi nel comunicarne i contenuti e nel sostenere una discussione.
Le acquisizioni da valutare per l'assegnazione del punteggio di tesi riguardano: originalità e rilevanza dei risultati, approfondimento del tema e rigore metodologico, impegno e autonomia di ricerca, presentazione e rappresentazione dei risultati, capacità di argomentare il proprio pensiero.
La tesi può essere redatta e presentata in lingua italiana o inglese.

Modalità di assegnazione e dettagli sullo svolgimento della prova finale sono precisati nel regolamento didattico di Corso di Laurea Magistrale.