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Corso di laurea in
PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, URBANISTICA
E PAESAGGISTICO-AMBIENTALE
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Presentazione
La pianificazione in agenda: comprendere e cambiare il mondo

Nell'ottobre 2016 è stata approvata a Quito (Ecuador) la nuova Agenda Urbana delle Nazioni Unite Habitat III.
Tra le azioni individuate nella "Dichiarazione di Quito sulle città sostenibili e gli insediamenti umani per tutti" (documento costitutivo della nuova Agenda Urbana) è importante segnalare l'articolo 102 ("We will strive to improve capacity for urban planning and design and providing training for urban planners at national, sub-national, and local levels"*) che sottolinea l'importanza di una formazione nel campo della pianificazione urbana, territoriale, paesaggistica e ambientale.

* "Ci batteremo per migliorare la capacità di incidere della pianificazione e progettazione urbane e per assicurare la formazione per i pianificatori ai livelli nazionale, infra-nazionale e locale" (trad. nostra).


Pianificazione Territoriale Urbanistica e Paesaggistico-Ambientale
Il nostro corso di laurea forma un “tecnico del territorio” che ha una preparazione utile a collaborare a tutte le attività connesse alla pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale.
Link al video creato dai nostri studenti (di Camilla Guadalupi e Andrea Mora, con il contributo di Lorenzo Attardo):
https://youtu.be/aQGXuq-4FSc

Cosa vuol dire pianificare?

Pianificare vuol dire orientare l’uso di determinate risorse verso certi obiettivi piuttosto che altri, predisporre gli strumenti necessari e progettare gli interventi che servono a raggiungere gli obiettivi.
Usiamo tanti aggettivi per definire la pianificazione perché sono molte le risorse che possono essere utilizzate per pianificare nel modo migliore: il territorio, la città, il paesaggio, l'ambiente.


Potenzialità
Il territorio italiano è molto ricco di potenzialità ma molte le stiamo sprecando, ad esempio consumando il suolo, continuando a costruire su un territorio che dovrebbe essere usato per l'agricoltura, impermeabilizzando superfici senza pensare alle conseguenze sul cambiamento climatico e sulla sicurezza alimentare.

Non è un problema solo italiano: dalla metà degli anni ’50 la superficie totale delle aree urbane nell’Unione Europea è aumentata del 78%, mentre la crescita demografica è stata del 33%.

Rischi
Il territorio italiano è anche molto fragile. Sei milioni di persone vivono in zone ad alto rischio idrogeologico (frane ed alluvioni) e 3 milioni in quelle ad alto rischio sismico (terremoti), ma spesso si costruisce comunque dove sarebbe meglio non farlo

Che fare?
Arrestare questo consumo di suolo, sviluppare un'agricoltura che risponda ai bisogni della collettività, valutare i rischi per prevenire le catastrofi.





Come fare?
Occorre definire regole per l'uso del suolo, cioè pianificare, ma per pianificare ci vogliono competenze che permettano di analizzare la situazione.

Città come risorsa
Nelle città si vive, si lavora, si studia, si sviluppano le innovazioni tecnologiche e si crea ricchezza, si scambiano esperienze, si trovano servizi, si comunica: “la città non è un’insieme di case. La città è la casa di una società, di una comunità.” (Edoardo Salzano, Fondamenti di Urbanistica, 1998).

Città come luogo di contraddizioni
Nelle città crescono più facilmente le disparità sociali, spesso è difficile trovare una casa, talvolta mancano i servizi necessari, manca il verde, il traffico è caotico.
Che fare?
Le cose da fare sono tante: non bastano solo bei progetti, ci vogliono regole su come usare le risorse che nella città ci sono, bisogna coinvolgere chi nella città abita.


Come fare?
Con la pianificazione si definiscono le regole per governare la trasformazione del territorio urbano.

Un paesaggio ricco
Il paesaggio italiano è ricco di aspetti naturali (ad esempio montagne, coste, fiumi), ricco di beni e patrimoni che la storia ci ha lasciato (ad esempio città, centri storici), ricco di segni che la cultura, il lavoro, la volontà delle popolazioni vi hanno impresso.

Un paesaggio a rischio
Nello stesso paesaggio, però, si costruisce abusivamente (ad esempio lungo le coste) e si costruisce dove è più rischioso (ad esempio le pendici dei vulcani).
Che fare?
Conservare i paesaggi, valorizzarli,
crearne dei nuovi.


Come fare?
Occorre definire le regole per la conservazione dei paesaggi, le azioni per valorizzarli, i progetti per crearne dei nuovi: occorre conoscere per pianificare.

L'ambiente è una risorsa non riproducibile nel suo complesso
L'ambiente include il territorio, la città, il paesaggio, ma anche altri aspetti meno ovvi come, ad esempio, il cambiamento climatico, o l'inquinamento dell'aria e dell'acqua.
Stiamo sprecando e distruggendo molte di queste risorse che sono di difficile o impossibile sostituzione o riproduzione.
È quindi necessario un nuovo modello di sviluppo sostenibile: "uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri (Rapporto Bruntland, 1987)

Che fare?
La sostenibilità urbana e territoriale è fatta di obiettivi, azioni e strumenti di intervento fortemente integrati, che riguardano una molteplicità di settori.

Come fare?
Occorre saper analizzare, valutare, cooperare fra specialisti di campi diversi (ambientale, economico, sociale), essere capaci di coinvolgere anche i non esperti: occorre pianificare.

I disegni che illustrano il sito sono prodotti dagli studenti del corso.In questa pagina: disegni di Alberto SCOLOZZI.